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Massimo D'Alema: "Una legge per tutelare chi non è indagato"

Massimo D'Alema: "Una legge per tutelare chi non è indagato"

"Non sono indagato per nessun reato, perché rendere pubbliche in un atto giudiziario cose private di persone come mia moglie?". Massimo D’Alema non ci sta a vedere il suo nome negli atti dell'inchiesta sulle tangenti a Ischia e, dal foyer del teatro Petruzzelli di Bari, invoca una legge che avrebbe evitato anche le dimissioni dell'ex ministro Lupi che si è fatto da parte dopo essere stato coinvolto, pur non essendo indagato, nello scandalo "Grandi Opere".

Una legge ad hoc - "Serve un intervento legislativo per tutelare l'onorabilità delle persone non indagate, per proteggerle da campagne diffamatorie come questa che mi vede protagonista, me e la mia famiglia", ha tuonato l'ex presidente del Copasir ribadendo la sua difesa: "E' falso che ho ricevuto bonifici per 87mila euro, per questo a partire da oggi abbiamo cominciato a muovere la carta bollata e a intraprendere azioni legali contro quanti hanno avviato questa campagna scandalistica priva di qualsiasi fondamento".

Diffamazione - "Ho già avuto modo di esprimere tutta la mia indignazione - ha proseguito D'Alema - per la divulgazione di notizie che riguardano persone a me vicine che non sono indagate, messe in collegamento con un'indagine con cui non hanno nessuna attinenza. Questo episodio conferma quanto affermato oggi dal vicepresidente del Csm, ossia che occorrono delle norme per tutelare i non indagati. Perché rendere pubbliche in un atto giudiziario cose private di persone come mia moglie?". Quanto alla Fondazione di cui è presidente, ha precisato: "Definirmi beneficiario dei contributi raccolti dalla Fondazione ItalianiEuropei di cui risulto essere presidente protempore a titolo gratuito è un'affermazione falsa che ha solo carattere diffamatorio". 

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Commenti all'articolo

  • Lucas1963

    04 Aprile 2015 - 18:06

    Proprio vero che i soldi sono come il fumo: danno alla testa.

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  • poeta0012

    02 Aprile 2015 - 17:05

    Scalfaro per quegli 8 miliardi rubati che, "io non ci sto!" non ha mai voluto dire dove li ha messi o cosa ne ha fatto, ha consegnato la nostra povera Italia in mano ai giudici, dando loro benefici e prerogative infinite; D'Alema & C. se ne son servititi per eliminare "il nemico" non pensando che: se "i compagni" non faranno ciò che chiede la Magistratura finiranno tutti in galera? OSTAGGI!!!

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  • encol

    02 Aprile 2015 - 10:10

    Tocca a lui perciò si lamenta? Ma questo è lo stato pensato dal PCI,PDS,DS,PD, Querce e Ulivi del quale lei ha fatto parte e si è abbondantemente nutrito-

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  • alby118

    02 Aprile 2015 - 09:09

    Non lo ricordo ergersi paladino a difesa di politici infangati ingiustamente da magistrati, soprattutto se avversari politici, non credibile !!!

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