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Grandi manovre

Berlusconi fa pace con Verdini: "Renzi è cattivo, ma trattiamo"

Berlusconi fa pace con Verdini: "Renzi è cattivo, ma trattiamo"

Sarà la Pasqua che si avvicina: Silvio Berlusconi pasteggia con le colombe.  A Palazzo Grazioli, insieme a Gianni Letta, Fedele Confalonieri e Niccolò Ghedini, ecco la rentrée di Denis Verdini. L’ex coordinatore di Forza Italia viene riammesso a corte dopo una lunga parentesi polemica seguita alla elezione del Presidente della Repubblica e alla fine del Patto del Nazareno. Il pranzo è stato l’occasione per fare un punto approfondito sulla situazione difficile che sta attraversando Forza Italia, dopo l’addio di Sandro Bondi e Manuela Repetti e con il braccio di ferro in corso con i dissidenti che fanno capo a Raffaele Fitto.

Il nodo Renzi - Ma la colazione è stata anche l’opportunità per parlare di Matteo Renzi, del governo e dell’Italicum, tema sul quale gli azzurri potrebbero drammaticamente dividersi a Montecitorio. Allora, nel momento più difficile per Fi, Silvio prova a tendere la mano a una parte dei dissidenti. È vero che «Renzi è uno inaffidabile che pensa solo al potere», ma sull’Italicum potrebbe essere utile riavviare una qualche forma di dialogo, senza rimettere in piedi tutto l’ambaradam del Nazareno. Matteo è «cattivo» e non si merita nulla, ma Berlusconi vuole evitare lo scenario peggiore: che una parte dei suoi rompa per andare a dare una mano al premier.

Riavvicinamento - Mai sia. Perciò, meglio allentare la polemica interna e spegnere qualche focolaio di dissenso. Il riavvicinamento a Verdini va letto in questo senso. Con Raffaele Fitto, invece, le cose non vanno bene. Ieri Berlusconi ha visto il commissario pugliese Luigi Vitali e il candidato alle Regionali Francesco Schittulli. La linea rimane quella di tenere i “ricostruttori” fuori dalle liste azzurre. Alla fine è Schittulli a proporre una soluzione: i candidati fittiani potrebbero essere inseriti in una «lista aggiuntiva» da schierare accanto a Forza Italia. Fitto? In serata riunisce i dissidenti all’hotel Adriano. La situazione è tesa e potrebbero essere proprio loro i prossimi ad abbandonare la nave azzurra.
Come dimenticare poi la rissa tra vecchia guardia e cerchio magico. Sbattendo la porta, Manuela Repetti non le manda a dire, parlando anche a nome di Sandro Bondi: «Forza Italia», dice la compagna dell’ex ministro dei Beni Culturali, «oramai è una faida tra correnti e io non voglio partecipare a questo massacro». L’errore di Berlusconi, aggiunge, «è stato quello di delegare la gestione del partito alla cerchia di persone che gli stava intorno». Non si fa attendere la replica di Giovanni Toti: «Ora Bondi deve dimettersi anche dal Parlamento dove viene pagato dai cittadini», dice il consigliere politico di Berlusconi ospite alla “Telefonata” di Maurizio Belpietro.

Volti nuovi - E poi c’è la sfida tra volti nuovi e seniores. A nome dei primi parla Silvia Sardone: «Facciamo piazza pulita di volti ormai impresentabili, dirigenti da troppo tempo attaccati a poltrone e responsabili di tanti errori». Forza Italia, dice l’emergente azzurra, «dovrebbe dare un segnale reale di rinnovamento cambiando le cariche nazionali e togliendo spazio a chi sta da oltre vent’anni in Parlamento». In questo clima rovente il Cavaliere prova a chiudere gli accordi sulle candidature per le Regionali. Anche ieri Silvio ha ribadito quella che secondo lui era la strada migliore da percorrere: «Fare come Sarkozy in Francia. Andare da soli o, al massimo, in alleanza con i centristi». Ma un esperimento del genere avrebbe avuto un tasso di rischio troppo alto, ammette l’ex premier, che alla fine ha deciso di stipulare l’alleanza con la Lega Nord. Ieri sera Matteo Salvini era a Genova per chiedere un passo indietro al suo uomo, Edoardo Rixi, e far digerire ai leghisti liguri la candidatura di Giovanni Toti. Rimane fermo l’accordo in Veneto su Luca Zaia, mentre in Toscana Forza Italia e Lega Nord correranno divise. In Campania e in Puglia Salvini non presenterà liste che possano drenare voti ai candidati del centrodestra.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • airbaltic

    03 Aprile 2015 - 21:09

    Questi 2 incapaci proponevano un 8 per cento di sbarramento per l italicum . Non contenti studiavano anche un emendamento salva lega. Sono scarsi ma ancora si autostimano ( nonostante la loro pochezza ).

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  • TOCAI

    03 Aprile 2015 - 10:10

    Io direi invece che Verdini fa la pace con Berlusconi, è Verdini che ha tutto da perdere !

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  • COUNSELOR

    02 Aprile 2015 - 17:05

    Alla stupidità politica dell'ultimo Cav non c'è limite.

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  • paolo44

    02 Aprile 2015 - 17:05

    Basta, non se ne può più, in confronto Moro era un gigante di chiarezza (convergenze parallele comprese)

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