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Come cambia il Mortadella

Romano Prodi, la conversione: "Le intercettazioni vengono diffuse alla bisogna"

Romano Prodi

"Le intercettazioni funzionano come un orologio svizzero. Vengono diffuse alla bisogna". Dito puntato contro la giustizia ad orologeria, dunque. Parla Silvio Berlusconi? No. Parla Massimo D'Alema, che per il "vinogate" contro giustizia e intercettazioni a lui sgradite, in questi giorni, ha già puntato il dito? No. Parole e musica, infatti, sono di Romano Prodi, l'ex presidente del Consiglio, che trae lo spunto per sparare contro la magistratura non tanto dalla storia dei vini del Baffino, ma da quella rivelata da Marcello Sorgi, firma de La Stampa, che ha spiegato come nel 2008 un funzionario della prefettura gli consegnò alcune chiavette usb, ognuna con 450 pagine di intercettazioni, buone per far fuori Prodi (come poi, di fatto, avvenne: il suo già traballante governo crollò in seguito all'inchiesta che colpì l'allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella, e la moglie Sandra Leonardo).

Parabole - Il nome di Prodi venne spadellato in prima pagina, proprio come le intercettazioni sul suo conto. E ora, sette anni dopo, nei giorni delle intercettazioni sui vini di D'Alema e delle rivelazioni di Sorgi, il Mortadella torna all'attacco. E lo fa con una frase dal sapore berlusconiano, non fosse altro che Berlusconi, per 20 anni di accanimento nei suoi confronti, quella frase l'ha ripetuta come un mantra. "Le intercettazioni funzionano come un orologio svizzero. Vengono diffuse alla bisogna", dice Prodi, proprio come avrebbe detto Berlusconi. "Alla bisogna": proprio come vennero diffuse "alla bisogna" dal 2010 in poi, nel corso delle grandi manovre che portarono alla detronizzazione del Cav e all'ascesa di Mario Monti. Ma anche non "alla bisogna", perché in 20 anni di battaglia e carriera politica, Berlusconi, ha visto il suo nome spadellato sulle prima pagine dei giornali di tutto il mondo per intercettazioni che avevano un solo e unico obiettivo: sputtanarlo. Oggi, forse, lo ha capito anche Prodi, che di Berlusconi è stato il nemico politico più duro e longevo.

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Commenti all'articolo

  • Vittori0

    03 Aprile 2015 - 22:10

    ...come si doveva comportare per etica e deontologia professionale il giornalista?

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  • massimomazzu63

    03 Aprile 2015 - 19:07

    Mette le mani avanti... Fra poco toccherà anche a lui finire nella me..a !!! Appena si va a ficcare il naso nelle cooperative e nei grandi appalti vedrete il nome Nomisma salterà fuori ogni volta !!!

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  • marioangelopace

    03 Aprile 2015 - 18:06

    benvenuto sul pianeta Terra.

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  • Anna 17

    Anna 17

    03 Aprile 2015 - 18:06

    In qualsiasi altro paese che si definisce anche lontanamente civile, elementi simili sarebbero associati alle patrie galere. Qui no!!! E li lasciano pure dire scemenze.

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