Cerca

Un pugno in faccia al premier

L'Espresso, il messaggio a Matteo Renzi: "Pd, un partito buttato e travolto dalle inchieste"

L'Espresso, il messaggio a Matteo Renzi: "Pd, un partito buttato e travolto dalle inchieste"

"Un partito buttato". Recita così la prima pagina de L'Espresso, il settimanale debenedettino, che mette nel mirino il Pd di Matteo Renzi: il logo viene presentato in un cestino pieno di cartacce. Una copertina che è un metaforico cazzotto in faccia al premier e all'intera classe dirigente dei democratici. Un attacco "tutto in famiglia", che arriva direttamente dal settimanale edito da Carlo De Benedetti. Che si tratti di un messaggio da parte della presunta tessera numero uno del Pd? Possibile. Tutto è possibile.

"Tangenti d'oro" - L'Espresso definisce il Pd un "partito travolto dalle inchieste. Infiltrato da affaristi e mafiosi. Con gli iscritti in fuga e la minaccia di una scissione". Secondo il settimanale, addirittura, "il Pd si sta rottamando da solo" e Renzi "non riesce a frenare" questa "deriva". Il servizio di copertina, che copre sette pagine, spazia dall'editoriale del direttore Luigi Vicinanza ai casi di Mafia Capitale, dall'Inchiesta di Ischia alle coop rosse e a Massimo D'Alema. Il direttore osserva come "una onorevole tradizione politica, tramandata dal Pci di Berlinguer, si spappola definitivamente in affarucci di bottega o in tangenti d'oro. Con le cooperative rosse sempre più spesso al centro di inconfessabili patti scellerati. Peggio del peggior capitalismo. Corruttori delle regole di mercato in nome di una solidarietà sociale perduta e umiliata".

Rischio-morte - Ma l'attacco è appena iniziato. L'Espresso parla anche di "festival dei pasticci" tale da mettere a rischio la sopravvivenza del Pd, con tutta l'arroganza della vecchia guardia". Il messaggio si fa riga dopo riga più chiaro: "Il contenitore è corrotto. C'è ancora del contenuto da salvare". Dunque l'appello a Renzi: "Il Pd va rifondato" perché "è in gioco la stessa credibilità del segretario e del suo progetto politico. Se non rinnova in casa - chiede il direttore -, come può rinnovare in Italia?". Questo Pd, insomma, osservano i più smaliziati, potrebbe piacere davvero poco (anche) a De Benedetti, che tramite il suo settimanale invita il premier ad accelerare, a passare a una nuova fase della rottamazione: scissione controllata, rinnovamento della classe dirigente e, in definitiva, arrivare a quel "Partito della Nazione" di cui, da tempo, si vocifera.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • aostano1965

    10 Aprile 2015 - 17:05

    il vecchio ha sempre rubato e l'ha sempre fatta grazie all'appoggio ed agli appoggi del PD e ne è sempre uscito pulito grazie all'immunità da parte dei giudici simpatizzanti PD (vedi la loro candidatura finita la carriera da magistrati), il giovane è entrato in politica per coprire il marcio del padre e delle imprese di famiglia e per arricchirsi a spese di noi contribuenti.

    Report

    Rispondi

  • alvit

    10 Aprile 2015 - 08:08

    avere la tessera N° 1 del partito, vuol dire essere il capo dei cojons iscritti o anche dei votanti? Così, sembrerebbe, che sia il capo cog@@@ne.

    Report

    Rispondi

  • imahfu

    10 Aprile 2015 - 07:07

    Allora non c'è rimasto più nulla. Ha cominciato FI, poi la Lega e via via tutti gli altri. Bene. Bravo Berlusconi, sai fare bene il tuo mestiere di insegnante di... scomparsa per truffa.

    Report

    Rispondi

  • gianbus52

    10 Aprile 2015 - 05:05

    Quello che mi fa incavolare e' che litigano ma al voto vanno compatti questi comunisti

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog