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Il libro con Madron

Bisignani, retroscena su Berlusconi e Renzi: "Così Silvio ha provato a portare Matteo in Forza Italia"

Le manie di Renzi, Salvini e Berlusconi. E' pieno di retroscena I potenti al tempo di Renzi (Chiarelettere, pp. 256, 16 euro) scritto da Paolo Madron e da Luigi Bisignani: il primo fa le domande, il secondo risponde. Pubblichiamo ampi stralci.

Madron: Ormai Renzi governa da più di un anno. Mi dicono che la confusione continua a regnare sovrana. 
Bisignani: Questione di metodo. E tra Renzi e il metodo lo iato sembra incolmabile. Infatti i consigli dei ministri sono sempre abbastanza veloci, quasi a tirar via. Al termine, l’immancabile: «Datemi solo i titoli».
Gli servono perché deve correre in sala stampa ad annunciare meraviglie, accanto ai ministri che parlano solo se interpellati. 
Si capisce perché poi la stesura dei decreti diventi un vero dramma. Nelle riunioni dell’esecutivo si approvano solo delle linee generali, (...) a volte non c’è neppure un verbale.
Facciamo un flashback sui primi giorni di Renzi (...). 
Dopo il gelo della cerimonia con Enrico Letta, le prime ore si sono svolte all’insegna della goliardia. Per qualche settimana, dopo le otto di sera, amici toscani arrivavano per visitare il Palazzo come fosse Disneyland.
E i tour continuano ancora oggi? 
Assolutamente no. Dopo le 21 c’è un «extra omnes».
Cioè? 
«Fuori tutti» (...). Perfino il servizio di guardia è stato ridotto all’osso.
Tagli e risparmi (...)? 
Privacy e risparmi. Nelle prime settimane avevano perfino eliminato le cialde del caffè. E se volevi berne uno, dovevi rivolgerti ai commessi che andavano al bar a prenderlo.
Evviva, meno cialde per tutti. 
Non gioire, è durato poco e le cialde sono state ripristinate. Durante il consiglio dei ministri Renzi va a Coca-Cola. 

***
Ma chi portò Renzi ad Arcore da Silvio Berlusconi la prima volta? Verdini? 
No, fu Enrico Marinelli, il fiorentino patron della Frette. Conosce Berlusconi da quando scendeva a Firenze per vendere la pubblicità. Era una colazione che doveva durare 30 minuti, ma andò avanti tre ore. (...) Non solo Silvio, anche i figli Barbara, Eleonora e Luigi, lo incontrarono il 6/12/2010 quando andò ad Arcore, accompagnato proprio da Luca Lotti, allo scopo di perorare aiuti per Firenze nel Milleproroghe.  
Leggenda vuole che Silvio gli fece fare anticamera. 
Poca, solo perchè arrivò in anticipo, per una volta nella vita. A fargli compagnia per un po’ ci pensò il ministro Mariastella Gelmini. Berlusconi (...) lo mise a suo agio, si salutarono con la promessa di rivedersi. Da quel momento il dossier Renzi e passato nelle mani politicamente piu esperte di Verdini. Il quale in verità li aveva fatti incontrare nel marzo 2005, durante un convegno flop organizzato (...) da Maurizio Scelli. L’intenzione era quella di farlo aderire a Forza Italia.  
(...) Come mai Renzi scelse la sinistra? 
L’ha confessato una sola volta a un amico fiorentino: (...) Renzi, pur essendo attratto dalla destra, anche perché sua madre Laura odia comunisti e sinistra, disse testualmente: «Con Berlusconi non andrò, perché con lui non potrò mai essere il numero uno».

***

(...) La Lega di Matteo Salvini ha messo da parte tutti i principi per cui era nata.
   
(...) Lo scenario è cambiato: in piena crisi ha capito che sono altri i temi che interessano, così ha sostituito i dogmi del Senatur con i suoi slogan più accattivanti. (...) Con Umberto Bossi regnante, Matteo Salvini era una sorta di ragazzino terribile, con le sue provocazioni irritava anche i piu oltranzisti dei suoi. (...) Pensa che un giorno, negli anni Novanta, ando fuori dalla Scala con dei rottweiler a terrorizzare la Milano bene, rischiando di far prendere un coccolone a Rosellina Archinto, la favorita di Leopoldo Pirelli. Niente lasciava presagire che un giorno sarebbe diventato l’incontrastato padrone della Lega. 
Come ci è riuscito? 
(...) È diventato un mix perfetto di tante cose insieme: l’uomo che ha salvato il Carroccio dall’estinzione, l’unico possibile antagonista di Renzi, lo xenofobo che strizza l’occhio a Putin, l’oggetto del desiderio di Marine Le Pen, l’infle ssibile detrattore dell’euro. (...)  
Scusa, ma perché ha questa fama da spilorcio? 
(...) La nomea risale a quand’era deputato a Roma. Per risparmiare cambiava albergo ogni giorno, cercando su internet la camera piu conveniente; una notte a Trastevere, un’altra a Monti, un’altra vicino alla stazione Termini. Uno sbattimento senza fine.

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Commenti all'articolo

  • aifide

    10 Aprile 2015 - 21:09

    Questa è fantapolitica. Dovunque finisca Renzi - e spero presto sex feet under - là non bisgona votare!

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  • fausta73

    10 Aprile 2015 - 11:11

    Io Renzi non lo voto, ( e nessuno in famiglia) in qualsiasi partito si metta, quindi ne va di mezzo il partito

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  • Chry

    10 Aprile 2015 - 10:10

    Sembra un libro pieno di boiate

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  • kufu

    10 Aprile 2015 - 09:09

    Neanche un cenno che Berlusconi volesse al Quirinale Casini. Come mai?

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    • Piffard

      Piffard

      10 Aprile 2015 - 16:04

      Forse perché lo hanno pubblicato l'altroieri,quel pezzo,e ieri era ancora visibile.Scrivendo chiaramente che fu Berl;usconi a tradirte il "patto" del Nazareno. Se magari leggessi ogni tanto,invece che dar aria ai tasti del pc...

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