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Pd spalle al muro

Italicum, opposizioni in rivolta: lasciano la Commissione. Forza Italia: "Voto segreto in Aula". Matteo Renzi: "Avanti su tutto"

Italicum, opposizioni in rivolta: lasciano la Commissione. Forza Italia: "Voto segreto in Aula". Matteo Renzi: "Avanti su tutto"

Renzi in Parlamento, tutti gli altri sull'Aventino. E' rivolta tra le opposizioni per la decisione del Pd di sostituire 10 suoi esponenti "dissidenti" in Commissione Affari costituzionali alla Camera per "blindare" l'Italicum. Una legge elettorale che, ora è praticamente ufficiale, verrà votata in Commissione con i soli voti della maggioranza, fatto molto grave dal punto di vista istituzionale.  "Dichiareremo l'inaccettabilità della posizione del Partito democratico - ha spiegato il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta -, che evidentemente vuole eliminare qualsiasi dibattito in qualsiasi senso. E quindi, di fronte a questo loro atteggiamento, lasceremo al Pd tutta la responsabilità di approvarsi in Commissione l'Italicum blindato, a disonore del Partito democratico stesso". Hanno infatti abbandonato la Commissione gli esponenti di Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Sel oltre naturalmente alla stessa Forza Italia

Forza Italia: "Voto segreto sull'Italicum" - Proprio gli azzurri, sempre per bocca di Brunetta, hanno annunciato la richiesta di voto segreto anche sulla votazione finale: "Renzi non ha più la maggioranza né alla Camera né al Senato e per questo ha paura e vuole mettere la fiducia sull'Italicum", ha spiegato il capogruppo forzista secondo cui "Renzi è debolissimo, perde consensi. Noi in aula riproporremo tutti i nostri emendamenti e chiederemo su ognuno di essi che si voti a scrutinio segreto. Se poi il governo metterà la fiducia chiederemo il voto segreto anche sulla votazione finale". Non è mancata la polemica diretta con il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, che ha pizzicato Brunetta: "Vuole il voto segreto perché c'è imbarazzo per chi ha votato quella stessa legge nel passaggio al Senato...".

Renzi: "Avanti su tutto!" - Il premier, però, tira dritto. Al posto dei 10 "non allineati" sono subentrati Paola Bragantini, Stefania Covello, Edo Patriarca, Stella Bianchi, Maria Chiara GaddaGiampaolo Galli, David Ermini, Alessia Morani, Alfredo Bazoli e Ileana Piazzoni. "Chi grida oggi allo scandalo perché alcuni deputati sono sostituiti in Commissione dovrebbe ricordare che questo è non solo normale ma addirittura necessario se crediamo ai valori democratici del rispetto della maggioranza - scrive su Facebook Matteo Renzi -: si chiama democrazia quella in cui si approvano le leggi volute dalla maggioranza, non quella in cui vincono i blocchi imposto dalle minoranze. Avanti, su tutto! Oggi in Consiglio dei Ministri via libera a tre decreti della delega fiscale a partire da quello sulla fatturazione elettronica". E sull'Aventino delle opposizioni, il vicesegretario dem Lorenzo Guerini si dice sorpreso: "Non ne capisco la ratio. Mi pare che ci sia la volontà di strumentalizzare, di sottrarsi al confronto e di ricavare qualche beneficio politico in questo passaggio". 

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Commenti all'articolo

  • alvit

    22 Aprile 2015 - 08:08

    si voteranno ciò che hanno sempre voluto, dall'inizio, LA DITTATURA komunista e ci stanno riuscendo. Quando un premier fa decadere 10 esponenti dissidenti, vuol dire che siamo ad un passo da uno scontro fra fazioni e popolazione. I komunisti sono 70 anni che attendono di governare in dittatura, come lo fu la russia di triste ricordi, con gulag, purghe, epurazioni, deportazioni, morti e scomparsi.

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  • tingen

    21 Aprile 2015 - 20:08

    I cittadini italiani sono contrari ai capilista bloccati, tutti i parlamentari non devono votare questa vergogna.

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