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Festa dell'Unità, Renzi fa fuori Bersani e Cuperlo

Festa dell'Unità, Renzi fa fuori Bersani e Cuperlo

Pier Luigi Bersani è stato fatto fuori dalla festa che il Pd ha organizzato al parco della Montagnola di Bologna per celebrare il settantesimo anniversario della Liberazione che coincide con il settantesimo della prima festa dell'Unità, avvenuta poco dopo il 25 aprile. Non c'è traccia del suo nome nel programma kermesse che chiuderà il 3 maggio prossimo con il discorso finale di Matteo Renzi. La sua assenza è quella che colpisce di più, anche per questioni di prossimità, territoriale e antropologica, ma in realtà non c'è neanche il nome di Gianni Cuperlo, Roberto Speranza e di Pippo Civati, i leader della minoranza del Pd, in questi giorni più che mai in aperto contrasto con il segretario-premier. Quanto basta per farne un caso che fa da contorno all'acceso dibattito in corso in queste settimane nel partito.

L'ira della Bindi - "Immaginare di fare una Festa nazionale selezionando le presenze politiche sulla base della fedeltà alla linea del segretario sarebbe un’involuzione", ha tuonato Rosy Bindi con Matteo Orfini chiedendogli in qualità di presidente dell’Assemblea nazionale "e garante del pluralismo del Pd", di "assicurare che la Festa sia, come sempre è stato, specchio della originale natura del nostro partito". "Fa davvero male", continua la presidente dell'Antimafia, "leggere sugli organi di stampa che alla imminente Festa nazionale dell’Unità non sarebbero stati invitati alcuni tra i più autorevoli esponenti del partito: dai fondatori, agli ex segretari, ai candidati alle primarie per la segreteria. "Mi auguro", puntualizza la Bindi con Orfini, "che tu possa smentire una scelta che, se fosse confermata, sarebbe non meno grave della sostituzione di dieci deputati nella Commissione affari costituzionali della Camera".

La difesa di Guerini - Getta acqua sul fuco Lorenzo Guerini, che ha inaugurato la festa. "Una festa", ha detto il renziano "non è la replica di un congresso, a seconda dei temi che vogliamo mettere a fuoco si scelgono i relatori. Ci saranno altre feste, tra cui quella nazionale a Milano tra agosto e settembre, in cui saranno invitati tutti gli esponenti di primo piano del partito. Il programma è stato fatto partendo dai temi, abbiamo sempre dimostrato rispetto nei confronti di tutti". Alla Montagnola sono attesi per questo i ministri Poletti, Giannini, Orlando e Martina.

Liberazione - Ma non c'è solo Bologna nella rottamazione interna. Massimo Gramellini, nel suo Buongiorno, racconta che l'associazione partigiani di Alessandria ha deciso di celebrare il 25 aprile con Sergio Cofferati. Apriti cielo. Il primo cittadino Maria Rita Rossa, renziana di ferro e ultima in classiffica come gradimento dei cittadini nei confronti dei sindaci, ha posto il veto sull'ex sindacalista dissidente proponendo Maria Elena Boschi o Roberta Pinotti. I partigiani hanno detto no e non se ne farà nulla.

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Commenti all'articolo

  • Napolionesta

    25 Aprile 2015 - 11:11

    PD un partito che non esiste piu`, il buffone toscano lo prende a calci nel sedere e loro zitti e muti.

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  • gregio52

    24 Aprile 2015 - 14:02

    Matteo Renzi non fa fuori proprio nessuno, sono Bersani e Cuperlo che ci tengono tanto alla cadrega che non hanno il coraggio di reagire. Tutto per convenienza in quanto sono dei quaquaraqua della politica. Se avessero gli attributi, anche se minoranza, a Renzi lo avrebbero mandato a .... invece i giochi sporchi della politica ci tengono in una situazione quasi ormai inaccettabile.

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  • francodavo9

    24 Aprile 2015 - 12:12

    Nel PD ci sono i più democratici....cosa vogliono i meno democratici. ...dai cacciali....manganello e olio di ricino....ah ah ah ah

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  • kufu

    22 Aprile 2015 - 14:02

    Ma ci sarà almeno Verdini

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