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Giù la maschera

Rosy Bindi smentisce Matteo Renzi: "Romano Prodi, la Libia e il ruolo di Gheddafi..."

Si entra nei momenti decisivi per l'approvazione dell'inviso Italicum, la riforma elettorale, e Rosy Bindi, fiera oppositrice di Palazzo Chigi, torna a sparare sul premier, Matteo Renzi. Lo fa in una lunga intervista concessa al Fatto Quotidiano, dove esordisce così: "Mettere la fiducia sull'Italicum sarebbe un errore enorme e una forzatura, comunque una prova di debolezza. A Renzi chiedo almeno una prova di carattere, dimostri che sa rischiare". Il messaggio di Rosy è chiaro: "Siamo persone ragionevoli - aggiunge -, accetti delle modifiche alla legge. Per vararla in Senato basterebbero due mesi". Dunque conferma il fatto che quello di Renzi - che ha detto che in caso di no dell'aula all'Italicum il governo cadrà - è "un ricatto", "una scorrettezza per costringere i parlamentari a votarlo".

Renzi smascherato - E dopo, nell'intervista, si parla anche degli esponenti di spicco della minoranza Pd. Due su tutti: Enrico Letta e Romano Prodi. Sul primo, che sostiene che Renzi sia come il "metadone", la Bindi afferma: "Letta prova una delusione comprensibile, ma la sua analisi è giusta. Quella renziana è più una politica degli annunci che dei fatti, e quei pochi fatti - badila la Bindi - dipendono da Draghi e dalla congiuntura internazionale". E poi si arriva a Prodi. Ed è qui che Rosy si lascia andare a una delle affermazioni più interessanti. Nel mirino ci finisce la dichiarazione con cui Renzi ha affermato che l'Onu non abbia voluto il Mortadella come mediatore in Libia poiché troppo vicino a Gheddafi. Una versione seccamente smentita dalla Bindi: "Ma non scherziamo - taglia corto -, quel posto era pronto per Prodi, perfetto per quel ruolo. E comunque la diplomazia internazionale impone prudenza quando si raccontano certe cose". Se ne deduce, dunque, che almeno per la Bindi, il "niet" di Renzi a Prodi fosse più che una questione di diplomazia internazionale una questione del tutto personale.

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Commenti all'articolo

  • etano

    28 Aprile 2015 - 08:08

    La maggior parte degli italiani sta arrancando per sopravvivere con un minimo di decoro, i pensionati rischiano l'inedia, le famiglie italiane sono allo sbando, il mondo del lavoro è allo sfacelo e siamo praticamente senza sicurezza nemmeno nelle nostre case. Ma ecco che questa banda di sinistraccioni litiga e aggredisce reciprocamente usando la carta igienica del Fatto con euro 15.000 mensili!

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  • Happy1937

    28 Aprile 2015 - 06:06

    Prodi: basta vederlo in faccia. Meglio che si limiti a fare il tavolino con gli amici sulle colline bolognesi. Invitino pure la Bindi.

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  • lonato47

    27 Aprile 2015 - 19:07

    La faziosita' di Libero e' arrivata all'indecenza : pur di dare addosso al nemico di oggi (ieri no c'era il Nazzareno) pende dalla labbra della Bindi dimenticando tutte le nefandezze scritte a suo tempo contro di lei.

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    • Anna 17

      Anna 17

      28 Aprile 2015 - 10:10

      Non credo proprio che qualcuno scordi chi è la Bindi, ne ha fatte troppe pure lei. Certo che trovare qualche mosca bianca che difende elementi tipo Prodi, è ben difficile. Se la Giustizia fosse una cosa seria questa persona sarebbe in galera, ma come tutti i delinquenti, schieratisi a sinistra hanno, per legge, l'immunità giudiziaria. Ricordi solo l'IRI, la SME, Telecom ed Euro.

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  • Napolionesta

    27 Aprile 2015 - 17:05

    persino i compagni di merende adesso dicono che il bulletto e bugiardo.

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