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Matteo spacca il Pd

Fiducia, Bersani a Renzi: "Questo non è più il mio partito"

Fiducia, Bersani a Renzi: "Questo non è più il mio partito"

"La fiducia non la voto. Si sta creando un precedente davvero serio, di cui andrebbe valutata la portata", ha scritto su Facebook ieri Pierluigi Bersani subito dopo aver saputo che il premier Matteo Renzi aveva chiesto il voto di fiducia per far approvare l'Italicum. Lo sconcerto nell'ex segretario del Pd è evidente e in un colloquio con Goffredo De Marchis di Repubblica si sfoga: "Questo non è più il mio partito". Certo, non pronuncia la parola scissione, ma è evidente che ormai il dado è tratto: non votare per il governo del proprio segretario è una rottura definitiva. "Non mi sento in colpa. Renzi ha fatto un atto di prepotenza, che è nella sua natura", spiega Bersani che però non conta i voti, né ha partecipato alle riunioni della minoranza dem. "Ognuno per la sua strada. Io non ho chiamato nessuno, non ho forzato nessuno. Non ci sono patti di fedeltà, fedelissimi o altro.
Penso di non essere isolato, ma ciascuno fa la sua scelta liberamente. Poi è chiaro che da domani o da dopodomani cambia tutto nel Pd. Si capirà meglio chi è minoranza e chi è maggioranza. Niente più giochi". I dissidenti hanno provato a convincere Renzi a evitare il ricorso alla fiducia. Hanno perso, pur sapendo che finiva così. "Ho preso una sberla? Può darsi", dice Bersani. "Comunque se la sberla la prendo io insieme a qualcun altro non è un problema. Il punto è che lo schiaffo Renzi lo ha dato all'Italia".

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Commenti all'articolo

  • RRDESAN

    21 Maggio 2015 - 15:03

    Porca miseria che peccato che voglia lasciare...

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  • HaDaR

    30 Aprile 2015 - 04:04

    L'asfaltato alle primarie PD (Renzi 80%, Bersani 20%) è anche duro di comprendonio... O semplicemente un vecchio bolscevico che le prova tutte, rifiuatndo i risultati delle elezioni (se non può impedirle come fecero nel Dicembre 1917 i Bolscevichi con la cancellazione delle elezioni dei Soviet) e alleandosi con chiunque, come fecero i comunisti nel 1939 con i nazisti.

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  • marco53

    30 Aprile 2015 - 02:02

    Il PD non è più un partito di sinistra. C'è dentro di tutto, dai comunisti incalliti, sempre più inquieti, ai transfughi del centro destra. Un partito che non rappresenta più nessuno perchè rappresenta troppi, e troppo diversi tra loro. Presto ci sarà una scissione a sinistra e un'unificazione al centro, importando i vari traditori ex leccapiedi di Berlusconi: Alfano e Casini in primis. Auguri!

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  • albinoalbanofree

    29 Aprile 2015 - 20:08

    Sull'Italicum se si vuol dare un titolo per un evento come questo da romanzare va bene così "TItalicum , oggi le tragicomiche" e l'Italia sprofonda sempre più in basso con gli spettacoli indegni al parlamento. Questa è la realtà di una classe politica che non dà risposte. La Riforma elettorale ? E'' davvero gattopardesca , cambiando l'ordine degli addenti, la somma non cambia.

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