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L'informativa alla Camera

Museo del Bardo, Angelino Alfano: "Touil non era ricercato quando arrivò in Italia". E poi si contraddice sul rischio terrorismo nel Paese

Museo del Bardo, Angelino Alfano: "Touil non era ricercato quando arrivò in Italia". E poi si contraddice sul rischio terrorismo nel Paese

L’operazione della polizia che ha portato all’arresto di Abdel Majid Touil, il marocchino di 22 anni che si presume sia coinvolto nella strage al museo del Bardo a Tunisi, “è un successo investigativo, anche grazie alla buona cooperazione tra Paesi nella lotta al terrorismo”. Così il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nell’informativa urgente alla Camera. Quando Touil, arrivò in Italia il 17 febbraio “a bordo di un barcone e venne soccorso in mare”, non vi era alcuna segnalazione su di lui “né dalle autorità tunisine né da altri Paesi. Dalle Polizie italiana e straniere non era considerato un terrorista - ha detto Alfano - o un soggetto pericoloso”. Si deve però ancora chiarire cosa abbia fatto il ragazzo in Italia dal giorno del suo arrivo, il 17 febbraio, a quello del suo arresto, il 19 maggio; in questo periodo infatti “non sono emerse sue presenze nel territorio nazionale”.

La vicenda - È solo dopo l’attentato del Bardo che Touil “assume la fisionomia del presunto terrorista: il tribunale tunisino lo ritiene coinvolto nella fase organizzativa dell’attentato e quindi emette nei suoi confronti un mandato d’arresto internazionale diffuso dall’Interpol”. Durante le perquisizioni domiciliari gli inquirenti hanno sequestrato “pen drive, cellulari, appunti - ha detto Alfano – tutto materiale che sarà utile alle indagini”.

Alfano si contraddice – “Non ho mai escluso che l’Italia potesse essere esclusa da un rischio terrorismo. Non ho mai escluso che questo pericolo potesse concretizzarsi”. Sempre ne corso dell’informativa Alfano ribadisce la sua costante attenzione verso il pericolo di infiltrazione terroristica sui barconi dei migranti. Solo qualche giorno fa però, secondo quanto riporta l’Ansa, il ministro dell'Interno aveva detto il contrario a margine di un'iniziativa elettorale a Pesaro: “Non abbiamo traccia di presenze di terroristi sui barconi. Hanno indagato peraltro anche varie procure e non hanno trovato fin qui riscontri. Per cui - ha proseguito - noi speriamo che abbiano ragione le procure e che abbiano ragione i nostri, che hanno fatto tutte le valutazioni sul campo per dire che fin qui non c'è traccia”.

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Commenti all'articolo

  • flikdue

    21 Maggio 2015 - 17:05

    Ammesso e non concesso che Abdel vatte alla pesca, fosse veramente in Italia quel giorno, ma non c'era un provvedimento di espulsione nei suoi confronti, perchè se ne stava tranquillamente a casa della madre ed anzi frequentava una scuola ???? ma non sono tutti imputabili di FAVOREGGIAMENTO DELL' IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. ????

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  • marari

    21 Maggio 2015 - 13:01

    Rimane sempre il fatto che questo soggetto era ancora sul nostro territorio quando non avrebbe dovuto starci perché entrato illegalmente per ben due volte. Frequentava la scuola con quali requisiti? Alfano ma di cosa sta parlando? Ha fatto dell'Italia un campo profughi ed il luogo dove possono vivere indisturbati tutti i fuorilegge.

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    • Bolinastretta

      21 Maggio 2015 - 17:05

      da espellere subito anche sua madre che va in televisione a fare la vittima .... intanto andò in questura commettendo un reato: falsa denuncia di smarriamento di documento (passaporto) inesistente!! il soggetto ovviamente non poteva possedere un passaporto!! ma per Alhafhano é tutto regolare teniamoceli tutti sti delinquenti!! Il nostro ministro dell'interno: si.. di Paperopoli!!

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  • arwen

    21 Maggio 2015 - 12:12

    Questo signore sarebbe il Ministro dell'Interno?

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  • boss1

    boss1

    21 Maggio 2015 - 12:12

    la colpa è del sole che gli surriscalda la poca materia grigia contenuta nel cranio senza scalpo.

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