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Inasprite le pene

La Camera approva il ddl anti-corruzione

La Camera approva il ddl anti-corruzione

Dopo due anni di attesa, il lungo e travagliato iter parlamentare del disegno di legge anti-corruzione  finisce la sua corsa: la Camera ha approvato oggi in via definitiva il ddl Grasso (integrato dal testo del governo), con 280 sì e 53 no. Ma ecco i punti più significativi del provvedimento, che introduce,  innanzitutto, una stretta sui delitti contro la Pa.

Viene infatti visibilmente rafforzato il ’dispositivo normativò  anticorruzione con l’aumento delle pene per i principali reati contro  la pubblica amministrazione: peculato (da 4 a 10 anni e 6 mesi),  corruzione propria (da 6 a 10 anni) e impropria (da uno a 6 anni),  induzione indebita (da 6 a 10 anni e 6 mesi). Quanto alla corruzione  in atti giudiziari (da 6 a 12 anni nell’ipotesi base), che è il reato per il quale è indagaato Silvio Berlusconi nel processo Ruby-ter, la pena può  salire fino a 20 nei casi più gravi. Restano invece invariate le  sanzioni della concussione, che viene però estesa anche all’incaricato di pubblico servizio. La legge prevede sconti per i ’pentitì. Chi collabora potrà infatti  godere di uno sconto di pena da un terzo a due terzi. L’attenuante per ’ravvedimento operosò è riconosciuta a chi si adopera efficacemente  per evitare conseguenze ulteriori del delitto, per assicurare le prove e individuare i colpevoli o per il sequestro delle somme trasferite.

A subire un sostanzioso inasprimento è anche il quadro sanzionatorio del 416 bis: da 10 a 15 anni (oggi è dai 7 ai 12) la  pena per chi partecipa a un’associazione mafiosa, da 12 a 18 anni  (anziché 9-14) per chi la organizza o dirige. Se poi l’associazione  mafiosa è armata, si può arrivare per i promotori anche fino a 26 anni di carcere. C’è poi la parte sul falso in bilancio, con le false comunicazioni  sociali che tornano ad essere un delitto punito con il carcere. Se la  società è quotata, chi commette il falso in bilancio rischia la reclusione da 3 a 8 anni; se non quotata, da uno a 5 anni. Si procede sempre d’ufficio, a meno che non si tratti di piccole società non  soggetto al fallimento, per le quali vale una sanzione ridotta (da 6
mesi a 3 anni). Sanzione ridotta anche nel caso di fatti di lieve  entità, mentre è prevista la non punibilità per gli illeciti di  particolare tenuità.

L’uso di intercettazioni è possibile solo nel falso in bilancio di  società quotate. Quanto alla responsabilità amministrativa degli enti, raddoppiano le sanzioni pecuniarie (fino a 600 quote nel caso di  società in borsa e a 400 per le non quotate).

Il testo prevede poi la restituzione del maltolto. Nei reati più gravi contro la P.A., infatti, non si potrà più patteggiare  se prima non si è integralmente restituito il prezzo o il profitto del
reato. In caso di condanna, il colpevole è comunque sempre obbligato a pagare l’equivalente del profitto o quanto illecitamente percepito. La riparazione pecuniaria nei confronti dell’amministrazione lesa è  condizione per accedere alla sospensione condizionale della pena. Giro di vite anche sulle pene accessorie, con licenziamento dei  corrotti più facile. Per licenziare un dipendente pubblico corrotto  basterà ora la condanna a 2 anni di carcere, mentre il divieto di  contrattare con la Pa potrà arrivare fino a 5 anni.

Aumenta il peso dell’Autorità nazionale anticorruzione, che dovrà  essere informata dai pm ogniqualvolta si proceda per reati contro la  Pa. All’Anac, inoltre, è attribuito il controllo sui contratti extra  codice degli appalti (perché segretati per esempio o che esigono misure di sicurezza). Specifici obblighi informativi verso l’Anac sono infine posti a carico delle stazioni appaltanti.

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Commenti all'articolo

  • gregio52

    22 Maggio 2015 - 19:07

    Da quello che sto vedendo la nuova Legge anti corruzione andrebbe molto bene applicata per l'attuale Premier e qualche sua stretta collaboratrice. O dimenticavo, questa legge è stata per bloccare il Cav non per evidenziare quanto marcio ci sia nella classe politica di sinistra.

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  • gilucas

    22 Maggio 2015 - 10:10

    Titolare che la legge anti corruzione è anti Silvio, è ammettere implicitamente che Silvio ha a che fare con la corruzione. O sbaglio? E sarebbe anche ora di affrancarci da personaggi che ci impediscono di vivere con regole necessarie ad una democrazia moderna.

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  • Chry

    21 Maggio 2015 - 23:11

    Come al solito all'inasprimento delle pene e al disegno anti corruzione Forza Italia in parte ha votato contro

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  • Chry

    21 Maggio 2015 - 23:11

    E chi se né frega di Silvio, inasprire le pene sui reati corruttivi è un impegno e dovere verso i cittadini

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