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Retroscena

Renzi rimettiti la giacca: il sondaggio che uccide il premier

Renzi rimettiti la giacca: il sondaggio che uccide il premier

Ha stancato. L'approccio giovanilista e la tendenza alla battuta non incantano più gli italiani e Matteo Renzi deve trovare una nuova strategia per comunicare al Paese. I sondaggi che ha fatto fare glielo hanno detto chiaro e tondo: i cittadini vorrebbero dal premier un cambio di abito e un cambio di linguaggio. Ma non è solo una questione formale. Un recente report riservato di Swg, commentato oggi da Francesco Verderami sul Corriere, per esempio, segnala al capo del governo come si sia allargata di altri quattro punti la forbice tra chi si sente escluso (73%) e chi si sente incluso (27%) "rispetto al contesto sociale ed economico nazionale". Una frattura clamorosa che accompagna i dati sulle "principali preoccupazioni" degli italiani, legate alla "disoccupazione" (42%), alle "tasse" (33%) e alle "prospettive per i giovani" (32%). Tutto ciò, ovviamente, si riflette sul consenso del premier, del suo governo e del suo partito, in uno scenario politico che - a detta di Renzi - mostra un elettorato fluido, ormai fuori dai vecchi recinti ideologici e che non risponde più ai richiami delle forze politiche: "Sono cambiati gli elettori, che ci consegnano nuove domande".

L'analisi del voto - Verderami analizza quel che è rimasto dei numeri delle Europee. Il 40% degli elettori che aveva portato il Pd al 40,8% proveniva da altre formazioni: Forza Italia, Lega, M5S, Scelta civica. Il profilo dei Democratici era mutato: più interclassista e con un consenso omogeneo sull' intero territorio nazionale. Era il partito della nazione, appunto, frutto di un programma che abbatteva i vecchi totem sul Jobs act, sulla riforma della Costituzione, sulla responsabilità civile dei magistrati, sul rapporto con i sindacati.
Oggi però, scrive Verderami osservando le indagini demoscopiche, un terzo di quel 40% di elettori se n'è andato: una parte (minima) si è spostata a sinistra, la maggioranza invece è rifluita verso l' astensionismo. È il segno che Renzi continua a non aver rivali, ma che la luna di miele è terminata e si è arrestato il trend positivo. Gli analisti ritengono che la flessione si registri soprattutto tra gli elettori in difficoltà economica e che confidavano in un'immediata ripresa: paradossalmente gli 80 euro avrebbero creato un'eccessiva aspettativa.

Alle urne nel 2018 - E allora che fare? L'idea di Renzi è quella di andare al voto nel 2018, al termine naturale della legislatura. Questo perché spera di potersi presentare agli elettori con dei risultati positivi e concreti. Così come è successo in Inghilterra dove la sinistra di Miliband è stata battuta "per il successo di Cameron, che ha potuto spendere in campagna elettorale i risultati economici del suo governo". Renzi, conclude Verdermai, conta di presentarsi alle prossime Politiche senza più camicia sbottonata e senza parlare più di rottamazione. Ma con il saldo positivo delle sue riforme.

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Commenti all'articolo

  • nehopienele

    15 Giugno 2015 - 12:12

    Appunto... Quando si vota ???

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  • Joy1965

    24 Maggio 2015 - 12:12

    Dovresti andare al polo in esilio!!!almeno non trovi popolo,quindi potresti continuare il tuo mal governo!!!!!

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  • alvit

    24 Maggio 2015 - 09:09

    Cosa vi aspettavate da un borgataro seppur sindaco di firenze? Lui è di bassa cultura famigliare, il padre è un bancarottiere e uno che ha fatto fallire delle aziende, con la madre hanno fatto una società e inserito il pentolaio, così che i contributi, li paga lo stato, poi si fa pagare l'appartamento e si fa regalare il cellulare dagli amici e li mette in posti importanti. Lui è un maneggione

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  • fra.schi

    23 Maggio 2015 - 19:07

    Renzi uguale dittatura. Vattene, non ne possiamo più.

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