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Regionali 2015

Elezioni Regionali 2015, la mappa dei partiti regione per regione: chi perde e chi vince e perché

Elezioni Regionali 2015, la mappa dei partiti regione per regione: chi perde e chi vince e perché

Ancora poche ore di pazienza e anche questa campagna elettorale per il rinnovo di sette consigli regionali, oltre che di decine di comuni. Non è detto però che alla fine dello spoglio delle schede ci sarà un vincitore e uno sconfitto. Ogni regione fa storia a sé, ma soprattutto ogni forza politica in campo come solo alle Politiche potrà avere una sua legittima ragione per ritenersi sconfitta, sopravvissuta o trionfatrice.

Salvini - Se c'è un politico che in quest'ultima campagna elettorale si è giocato praticamente tutto, questo è il leader della Lega Matteo Salvini. Il Carroccio è sempre stato in forte ascesa nei sondaggi, non solo nel Veneto dove già governava e punta alla riconferma di Luca Zaia. Il salto di qualità di Salvini è stato lanciare movimenti regionali in quelle che fino a pochi anni fa sembravano roccaforti del vecchio Pci, come Toscana e Umbria. Non si è risparmiato neanche al Sud e ha provato a giocare le sue carte anche in Puglia con il movimento Noi con Salvini. In ballo c'è la leadership del centrodestra, inutile girarci intorno. Se il Veneto sarà confermato leghista e nelle altre regioni Salvini strapperà percentuali in doppia cifra, sarà difficile trovare qualcuno nell'area dei cosiddetti moderati in grado di fermarlo.

Il Cav - Lo davano tutti per spacciato anche questa volta e Silvio Berlusconi è riuscito a smentire almeno una parte delle malelingue: lui c'è e lotta come ai bei tempi. Peccato però che anche gli argomenti non siano cambiati granché, fenomeno successo invece agli obiettivi. Come scrive anche La Stampa, Berlusconi sa bene che non potrà minimanente intaccare l'avanzata del Pd di Matteo Renzi, né tantomeno la seconda posizione stabile del Movimento 5 stelle. Negli ultimi sette giorni è tornato a bomba in tv da un programma all'altro, partendo addirittura da Fazio, passando per Virus e Barbara D'Urso, chiudendo da Enrico Mentana. Tutta questa potenza di fuoco non tanto per sperare che Forza Italia sia il terzo partito nazionale, ma più per impedire che lo diventi la Lega e i suoi movimenti. Solo così Berlusconi potrà lasciare la politica imponendo le sue condizioni alla forse rinascente coalizione di centrodestra, in attesa che trovi un erede, di cui per ora non c'è traccia.

Test Renzi - Il premier Matteo Renzi ha provato a convincere tutti, lui compreso, che le elezioni Regionali non sarebbero state un test politico. Tutto inutile e a smentirlo con i fatti ci ha pensato la bufera partita dal presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi e dalla sua lista degli impresentabili. Come per le Europee del 2014, anche questo è un test sul governo e la partita si gioca sul filo dei numeri. Dando il veneto per spacciato, il 6-1 sarà l'unico risultato utile al premier. Dovessero arrivare sorprese da Liguria e Campania, il terreno sotto le scarpe di Renzi comincerebbe a tremare. E sarebbe ben più di una scossa di assestamento se alla fine la maggioranza Pd portasse a casa un 4-3.

Grillo - Per il Movimento 5 stelle, la tornata elettorale è da dentro o fuori. I pentastellati sanno di giocarsi l'occasione di sfregiare l'ascesa del partito di maggioranza direttamente nei due posti in cui Renzi ha voluto metterci la faccia e le forze del partito: Campania e Liguria. A Genova i grillini sanno di non poter sorpassare l'intera coalizione guidata dalla Paita, ma dare uno smacco al solo Pd sembra un obiettivo raggiungibile. E ci credono anche i grillini campani che con Di Maio puntano a far esplodere la polveriera De Luca. Da settimane Grillo e il suo blog hanno messo il silenziatore, ridotte le sparate e ammorbidite le bordate. Se a Napoli il M5S arriverà con un risultato superiore al 18% sarà un successone.

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Commenti all'articolo

  • ilciof

    02 Giugno 2015 - 12:12

    Non è ben chiaro il primo periodo... è che adesso dalle medie esce chiunque...

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  • miraldo

    31 Maggio 2015 - 20:08

    Sarà il trionfo della Lega di Salvini. Spariranno........ quasi il M5S e forza Italia.

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  • gigi il negher

    31 Maggio 2015 - 12:12

    L'idea è questa. Se alle prossime elezioni non ci sarà ancora l'erede di Berlusconi, lex cav. verrà mummificato e portato come trofeo nelle piazze. Trovare poi qualche "marcollelli3000" che grida: bentornato presidente, non dovrebbe essere un problema.

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