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La scalata

Matteo Renzi prepara il nuovo Pd: Maria Elena Boschi verso il ruolo di unico vicepresidente

Maria Elena Boschi e Matteo Renzi

Il vento nella casa del Partito democratico sta per cambiare. Potrebbe mutare direzione: una direzione che potrebbe spazzare via - definitivamente - la minoranza che tanti grattacapi sta causando a Matteo Renzi dal giorno in cui si è preso prima la segreteria, poi Palazzo Chigi. Se infatti fino ad oggi il premier ha "dribblato" le proteste in casa sua, considerandole poco più che fastidi momentanei, dopo lo sgambetto di Rosy Bindi con la pubblicazione della lista degli impresentabili che comprende il renziano Vincenzo De Luca, Matteo avrebbe messo a punto una nuova strategia più "centralista" per gestire il Pd. Il retroscena viene presentato dal Corriere della Sera. Si parte dalla conferenza stampa in solitaria della presidente della Commissione antimafia, che è stata interpretata da Palazzo Chigi come un chiaro atto di vendetta contro Renzi: “C’è gente – ripete il presidente del Consiglio in questi giorni – che dentro il partito non accetta di aver perso il congresso e le primarie”. E chi "non lo accetta", alias la Bindi e la corrente che rappresenta, era scontato, avrebbe inserito tra i 16 nomi degli impresentabili quello di De Luca, un big (scomodo) del Pd e che, ora, rende assai scomoda anche la posizione di Renzi.

Si cambia tutto – La lista della Bindi “potrebbe condizionare il voto d’opinione di Genova e di Napoli – si sussurra nello staff del premier – così si rischia di fare un favore a Berlusconi e a Grillo”. Ma d'altronde la battaglia è decisiva, la minoranza Dem sa bene che se il premier dovesse vincere anche le regionali non si fermerebbe più, dopo la vittoria ottenuta a colpi di fiducia sull'Italicum procederebbe dritto con le altre riforme. Una circostanza che non sfugge neppure a Renzi. E così, per evitare incidenti simili in futuro, il Corsera svela la strategia: l'uomo da Rignano sull'Arno potrebbe promuovere “una nuova classe dirigente, al centro e in periferia. "Non farò nessuna marcia indietro rispetto alle mie idee, bensì passerò al consolidamento della svolta”, spiega ai fedelissimi. E in questo contesto, la prima mossa sarebbe spostare Lorenzo Guerini dalla carica di vicesegretario a quella di presidente del gruppo alla Camera. La seconda, quella più importante, consiste nella nomina un vicesegretario unico (al momento sono due) con pieni poteri. E per questo ruolo di capo de facto del Partito democratico il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Maria Elena Boschi. Renzi ha apprezzato le capacità della titolare delle Riforme, che ha gestito le ultime battaglie parlamentari e mediatiche del Governo in modo puntuale e proficuo. Resta un dubbio: il gioco vale la candela? Allontanarla da Palazzo Chigi per affidarle il partito potrebbe rivelarsi un rischio per quel governo per cui, secondo il premier, si è rivelata così preziosa.

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Commenti all'articolo

  • globalinflight

    13 Giugno 2015 - 12:12

    Fantapolitica !........

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  • salvapo

    31 Maggio 2015 - 19:07

    Con la nomina della boschi i moderati possono stare tranquilli.Renzi fai presto cosi potremo assistere alle comiche del PD

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  • pinux3

    31 Maggio 2015 - 11:11

    Cosa ha in mente Renzi? Ma voi CHE CAVOLO NE SAPETE? Al solito, articoli fondati sul nulla...

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  • dodo1861int

    30 Maggio 2015 - 23:11

    preferisco la Pascale

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