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Paura, eh?

Ipr marketing, due scenari per le elezioni politiche: come e perché Matteo Renzi rischia la sconfitta

Grillo, Salvini, Renzi, Berlusconi

Chiusa la pratica delle Regionali, si pensa già al prossimo voto: le elezioni politiche che si terranno (teoricamente) nel 2018, ma che potrebbero presentarsi ben prima, c'è chi sostiene già il prossimo anno. Magari, al prossimo voto, andrà in scena un duello inedito: quello tra il Partito della Nazione di Matteo Renzi (in cui potrebbero confluire il Pd e le formazioni che sostengono il governo) e il Partito dei repubblicani, il chiacchierato "rassemblement" del centrodestra per il quale spinge Silvio Berlusconi, dove però la presenza di Lega Nord e Fdi-An è tutta (ma proprio tutta) da vedere. Andando al voto con l'Italicum, come finirebbe? Una risposta precisa arriva da un sondaggio Ipr Marketing pubblicato da Il Giorno.

Renzi rischia il ko più nel 2016 o nel 2018?
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Caso uno - Gli scenari sono due. Il primo è quello che vede la Lega Nord non aderire al progetto berlusconiano: i consensi per Renzi e il centrosinistra sarebbero circa al 30 per cento. Niente vittoria al primo turno: al ballottaggio, invece, ci andrebbe il Movimento 5 Stelle, accreditato di un 22 per cento. E al ballottaggio potrebbero esserci grandi sorprese: il partito della sinistra (da Landini a Civati e Vendola, per intendersi) vale circa il 10%, una cifra in grado di rendere imprevedibile lo scenario. Il timore al Largo del Nazareno è che si possa ripetere un "caso Liguria" su scala nazionale, con i grillini, in definitiva, che potrebbero essere avvantaggiati (soprattutto se si pensa alla forza di Beppe Grillo in campagna elettorale e se si tiene in considerazione il fatto che il governo, al momento del voto, potrebbe arrivarci ancor più debole di quanto lo è oggi in termini di consensi).

Caso due - Il secondo scenario, invece, prevede che al Partito della Nazione, oltre al M5s, si opponga un listone in cui Forza Italia e Lega Nord corrono a braccetto. In questo caso, Renzi, viaggerebbe verso la sconfitta. Certo, i numeri sono ballerini, ma chiari: centrosinistra al 30%, centrodestra al 31 per cento. Al ballottaggio, certo, il peso dei partiti di sinistra esclusi potrebbe essere determinante, ma lo scenario non autorizza Renzi a dormire sonni tranquilli. Secondo Ipr Marketing la partita si giocherebbe all'ultimo voto.

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