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L'inchiesta

Ncd, richiesta di arresto per il senatore Antonio Azzollini per il crac Divina Provvidenza

Ncd, richiesta di arresto per il senatore Antonio Azzollini per il crac Divina Provvidenza

Dieci arresti (di cui tre in carcere) e il sequestro di un immobile a Guidonia. Tra le richieste d'arresto, una riguarda l'ex sindaco di Molfetta Antonio Azzollini, senatore di Ncd e presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama. Sulla richiesta si dovrà esprimere il Senato, con evidenti ricadute politiche per la maggioranza: il premier è già alle prese con il caso, spinoso, del sottosegretario Giuseppe Castiglione coinvolto nell'inchiesta Mafia Capitale e un eventuale voto favorevole all'arresto dell'alfaniano Azzollini potrebbe aprire un fronte caldissimo proprio con il Nuovo Centrodestra. 

I coinvolti: dirigenti e suore - E' l'epilogo dell’inchiesta sulla bancarotta fraudolenta della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, l'ex ospedale psichiatrico oggi in amministrazione straordinaria ai sensi della legge Prodi bis. Le misure, eseguite dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Bari, sono state emesse dal gip Rossella Volpe su richiesta del procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella, e dal sostituto Silvia Curione. Sono state eseguite a carico di ex responsabili e consulenti esterni (in carcere Dario Rizzi, Antonio Abitante, Rocco di Terlizzi; ai domiciliari Antonio Damascelli, Adrijana Vasiljevic, Angelo Belsito, Augusto Toscani, la madre superiora Marcella Cesa e suor Assunta Puzzello), accusati di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta. La decima misura è quella, appunto, per il senatore Azzollini.

L'inchiesta: 500 milioni in ballo - Le indagini dei finanzieri sono partite parallelamente alla richiesta di fallimento avanzata dalla stessa Procura di Trani nel giugno 2012, a fronte di debiti per 500 milioni di euro accumulati dall'ente nei confronti di vari creditori tra cui l'Inps e l'Agenzia delle Entrate. Il Don Uva di Bisceglie che gestisce anche ospedali a Foggia e Potenza è stato ammesso all'amministrazione straordinaria a fine 2013. Nell'ottobre 2013 però le autorità ecclesiastiche avevano già commissariato la congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza che gestiva gli ospedali e nominato alla guida monsignor Luigi Martella, vescovo di Molfetta. Diversi i sequestri eseguiti negli ultimi su conti riconducibili alla Divina Provvidenza. Tra questi anche i 27 milioni di euro della Casa di procura, intestato a suor Assunta Puzzello e ritenuti oggetto di distrazione. Altri conti sono stati sequestrati per complessivi 2 milioni di euro. Singolare è il caso del conto Postulatore beatificazione Don Uva, gestito dalle stesse suore non per spese necessarie alla pratica di beatificazione per la quale esisteva già un postulatore ufficiale nominato dal Vaticano con un proprio conto allo Ior. Si trattava di un conto segreto, che veniva alimentato dalle donazioni di fedeli e dal pagamento delle copie della cartelle cliniche di pazienti della Cdp.

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Commenti all'articolo

  • flikdue

    10 Giugno 2015 - 17:05

    Preti e Komunisti tutti nel magna magna generale, "Rimborsopoli erano brustoline" !!!!!!

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  • perseveranza

    10 Giugno 2015 - 16:04

    Basta, bisogna fare piazza pulita una volta e per tutte. Peccato che i danni di Alfano (l'invasione di extracomunitari) ormai sia irreparabile e gli italiani la sconteranno a vita.

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  • compagno sovietico

    10 Giugno 2015 - 15:03

    Ditelo a Francesco che nella chiesa c'è sempre lo zampino dello IOR.Facile che ci siano quelli che fregano soldi,quelli che speculano e quelli che fanno riciclaggio.O dono tutte fantasie?

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  • Yossi

    10 Giugno 2015 - 15:03

    Certo che per il presidente della commissione bilancio è proprio quello che ci si aspetta

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