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Parola alle cifre

Sondaggio Datamedia: ancora giù il Pd di Renzi, bene la Lega Nord e il M5s

Sondaggio Datamedia: ancora giù il Pd di Renzi, bene la Lega Nord e il M5s

Le intenzioni di voto dopo le regionali 2015 lasciano al centrosinistra e a Matteo Renzi un panorama a tinte fosche. Lontano l’exploit delle europee, lontano il grande consenso del premier, ora tutte le percentuali hanno il segno meno. E, cosa ancora più preoccupante, è che a calare sono solo il Partito Democratico e Sel. Tutti gli altri partiti guadagnano qualcosa, chi più chi meno. Questo è il quadro che è emerso da un sondaggio condotto da Datamedia Ricerche per Il Tempo.

Il crollo della sinistra – L’appeal di Renzi sugli italiani è sempre abbastanza forte, ma in calo costante. Scende infatti di due punti percentuali, dal 39% al 37%, così come scende il consenso per il Pd. Rispetto all'ultima rilevazione precedente all’11 maggio, infatti, il partito di Renzi ha perso addirittura l’1,3%, passando dal 35,8% al 34,5%. La soglia del 40% necessaria per vincere le elezioni e ottenere il premio di maggioranza è dunque molto lontana, così come è solo un ricordo il 40,8% raggiunto alle Europee dello scorso anno. In tutto questo la prova che l’elettorato non è rimasto a sinistra, o che non è andato a votare, è che l’altro partito a scendere nei consensi è Sinistra Ecologia e Libertà, che anzi arretra a sua volta di un punto decimale passando dal 4% al 3,9%.

Centrodestra avanti – Per tutti gli altri soggetti politici, invece, i sondaggi aprono a futuri meno preoccupanti. Tranne per Alleanza popolare, l’unione di Nuovo Centro Destra e Unione di Centro, che stagna attorno al 2,5%. Come già si è detto molte volte, il vero vincitore politico delle regionali è stato Matteo Salvini, e anche le intenzioni di voto lo confermano. La Lega nord guadagna infatti mezzo punto percentuale, salendo al 15,3%, e battendo il suo record di sempre. Non solo, le camicie verdi sono anche la forza maggiore del centrodestra. Distante ma in leggera crescita Forza Italia, che passe dal 12,2% al 12,3%, mentre anche il partito di Giorgia Meloni può esultare, guadagnando lo 0,3% e raggiungendo il 4,2%.

Pentastellati e astensionismo – Anche se ancora lontani dal 25,5% delle Politiche 2013, il Movimento 5 Stelle recupera comunque molto crescendo di quasi un intero punto percentuale. La più grossa crescita fra i partiti italiani, raggiungendo il 21,9% e superando il 21,1% delle Europee. Il dato che però dovrebbe preoccupare tutte le forze politiche è quello sull’astensionismo, che con il 52,8% mette d’accordo la maggioranza degli italiani su un fatto: la crisi di fiducia verso i partiti è più forte che mai. Astenuti, indecisi e schede bianche. Ecco chi sono i veri vincitori.

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Commenti all'articolo

  • solitario48

    14 Luglio 2016 - 09:09

    Di troppa Democrazia ... si muore e infatti la crisi di fiducia degli elettori va misurata col parametro della coerenza e dell'efficacia dell'azione di governo della cosa pubblica. Questo Universo globalizzato spinto dai media e dalla tecnologia oggidì a portata di ogni cittadino fino dall'età scolare non consente più alibi: indecisione, accomodamento, compromessi provocano rabbia e protesta

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  • nocchigiorgio

    13 Giugno 2015 - 10:10

    Il cardinale Bagnasco ha mosso una critica politica alla Lega Nord, accusata di alimentare la paura dell'immigrazione. Quello che accade trova causa nel "Vergogna, vergogna - salvateli, salvateli" e nell'operazione Mare Nostrum che per quei poveri disgraziati volle dire "Venite, venite - sarete aiutati".

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  • Giumaz

    11 Giugno 2015 - 18:06

    Quindi è vero: PD dal 41% al 41bis?

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