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Jobs Act, stretta sulla cassa integrazione. Congedo parentale fino a 12 anni dei figli

Jobs Act, stretta sulla cassa integrazione. Congedo parentale fino a 12 anni dei figli

Si è chiuso giovedì pomeriggio il Consiglio dei ministri che aveva all’ordine del giorno in particolare l’esame dei decreti legislativi sui servizi per il lavoro, pari opportunità e ammortizzatori sociali. Fra i cambiamenti stabiliti durante la riunione quelli più rilevanti riguardano la cassa integrazione e il congedo parentale. Non si è invece affrontato il tema del salario minimo.

Il congedo parentale – Con questa formula si intende il diritto che hanno entrambi i genitori di godere di un periodo di 10 mesi di astensione dal lavoro, da ripartire fra madre e padre, per consentire la loro presenza accanto al figlio al fine di soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali. Le nuove misure estendono da 3 a 6 anni e da 8 a 12 anni del bambino la possibilità di accedere al congedo. Questa misura è “sperimentale”, sarà valida per tutto il 2015 ma verrà riconfermata nel 2016 solo se ci saranno i fondi necessari. Il Governo si è anche impegnato a “finanziare dei servizi di baby sitting e asili pubblici in prossimità dei luoghi di lavoro o di residenza della lavoratrice o, in alternativa, l’incentivazione di servizi innovativi quali il nido di famiglia”.

La cassa integrazione – In generale c’è stata una restrizione sulla possibilità di usare lo strumento della cassa integrazione. Tra ordinaria e straordinaria avrà una durata massima di 24 mesi, 30 nel caso delle imprese edili, a fronte dei 48 attuali. Il tetto sale poi a 36 mesi se si ricorre alla solidarietà, più un fondo di 50 milioni di euro per il 2016, 2017 e 2018 nel caso in cui “l’impresa cessi l’attività produttiva e sussistano concrete prospettive di rapida cessione dell’azienda e di un conseguente riassorbimento occupazionale”. Per quanto riguarda nello specifico la cassa integrazione ordinaria, se l’impresa ne ha usufruito per 52 settimane consecutive una nuova domanda potrà essere presentata solo dopo altre “52 settimane di normale attività lavorativa”. La cassa integrazione straordinaria, invece, non potrà essere richiesta dal primo gennaio 2016 qualora ci sia la cessazione definitiva dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa; tra le causali per richiederla, invece, la riorganizzazione aziendale e il contratto di solidarietà.

 

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