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Il complotto delle toghe

Ncd, Fabrizio Cicchitto: "Renzi come Fanfani, Craxi e Berlusconi. Vogliono farlo cadere con le inchiesta, quella sul papà è un antipasto"

Ncd, Fabrizio Cicchitto: "Renzi come Fanfani, Craxi e Berlusconi. Vogliono farlo cadere con le inchiesta, quella sul papà è un antipasto"

Renzi? "Come Fanfani, Craxi e il primo Berlusconi". E l'inchiesta su suo padre "è solo un antipasto" dell'assalto giudiziario che il premier e il governo subiranno da qui ai prossimi mesi. La vocina, maliziosa e inquietante, arriva dal cuore del Nuovo Centrodestra, il partito travolto in queste ore da due grane come l'indagine sul sottosegretario Giuseppe Castiglione per Mafia Capitale e la richiesta d'arresto per il senatore Antonio Azzollini, e che proprio per questo sta mettendo all'angolo Matteo Renzi, il Pd e la maggioranza tutta. Intervistato dal Foglio, è Fabrizio Cicchitto ad abbozzare la prospettiva funesta di Procure all'opera per far cadere il presidente del Consiglio. Il deputato Ncd parla di "uso politico della giustizia" ed è una storia già sentita molte volte negli ultimi 20 anni, non a caso il paragone è tra Renzi e alcuni dei protagonisti della politica a cavallo di Prima e Seconda Repubblica: "E' simile al primo Fanfani, al Craxi degli anni più belli e pure al primo Berlusconi", uno che si fa nemici per la sua voglia di sbaragliare il campo, rovesciare il tavolo, fare il riformista-rivoluzionario e il decisionista. "Fanfani ebbe la congiura dei dorotei - ricorda l'ex socialista Cicchitto -, che fu un complotto politico e di palazzo, ma soltanto perché ancora non c'era l'uso politico della giustizia. Altrimenti sono sicuro che sarebbero arrivati anche i magistrati".

Governo nella morsa toghe-opposizioni - Ora, accusa l'alfaniano, "vogliono colpire le alleanze politiche di Renzi e la sua immagine innovativa". "Non potendolo colpire direttamente (non ancora, malgrado l'indagine su suo padre sia in tutta evidenza un antipasto), attaccano i suoi alleati politico-governativo-parlamentari", cioè Ncd, appunto. Da una parte c'è l'assalto giudiziario tramite le inchieste su corruzioni e appalti, dall'altro quello politico del centrodestra e del M5S, che premono proprio sui tasti delle inchieste e sull'emergenza immigrazione e trova sponda nei grandi giornali "espressione dei poteri forti" e in certo Pd giustizialista, quello di Orfini per esempio che pensa al sì all'arresto di Azzollini. Da notare che qualche settimana fa, dopo la sentenza della Consulta sul blocco delle pensioni che tanti guai ha causato al governo, era stato lo stesso Cicchitto in diretta tv a La7 a leggere la vicenda come una "vendetta della Corte contro Renzi per l'elezione del Quirinale". Ora, a Ncd e a Renzi, secondo Cicchitto non resta che resistere e "non cedere alle provocazioni", vecchia frase cara ai comunisti italiani.

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Commenti all'articolo

  • aldo delli carri

    23 Giugno 2015 - 19:07

    il padre e la madre???, due truffatori....

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  • Napolionesta

    15 Giugno 2015 - 13:01

    Fare cadere un premier che non e`stato eletto dal popolo? che strano paese.... Un Italiano in Germania.

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  • PLBRASCHI

    15 Giugno 2015 - 11:11

    Questo farabutto di Cicchitto, eletto dagli Italiani con il Partito di Berlusconi si è trasferito armi, bagagli e stipendio nello schieramento opposto per fare gl'interessi......suoi e della sua famiglia! Pusillanime ed infame traditore la fine tua e di alfano si avvicina! Non cedere alle provocazioni!

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  • lucia elena

    15 Giugno 2015 - 08:08

    Chi di spada ferisce di spada perisce. La giustizia italiana è solo questa.

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