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L'intervista

Claudio Velardi: "Renzi è stanco, deve ristrutturare il Partito democratico. La Boschi alla guida del partito, ha carisma"

Claudio Velardi: "Renzi è stanco, deve ristrutturare il Partito democratico. La Boschi alla guida del partito, ha carisma"

Mattero Renzi è stanco, attaccato dai dissidenti interni che hanno rialzato la testa e circondato da colleghi di partito che non lo sanno appoggiare insieme. La figura che dipinge Claudio Velardi, intervistato da Italia oggi, è quella di un premier che non ha più lo smalto di un tempo. Gli eventi gliel’hanno tolta di dosso, almeno per ora. La rottura del patto del Nazareno, l’empasse delle regionali, lo sgambetto di Rosy Bindi. Tutti elementi che hanno contribuito a mettere in crisi la formula del “one man show”, con un Renzi che deve far fronte a personaggi che, prima sopiti, ora lo attaccano da destra e sinistra fiutando il cambiamento del vento. Insomma, si sta diffondendo l’idea che non sia invincibile, che sanguini anche lui. Per rimediare a tutto questo, quindi, è necessaria una ristrutturazione del Partito democratico, in modo che sia in grado si spalleggiarlo.

Cambiamenti in casa – “Gli occorre una nuova classe dirigente per far fronte all' ondata propagandista di tutti suoi avversari uniti assieme – ha dichiarato Velardi - lui è anche un po' stanco e la fase eroica dell'assalto ai palazzi del potere è finita. Deve cominciare a dialogare e, per governare, deve creare un struttura, con più poli, e il partito può essere uno di questi, a certe condizioni”. E queste condizioni sono, in primis, circondarsi di uomini fidati. O donne. Il nome che circola è infatti quello di Maria Elena Boschi come guida del partito: “Ha dimostrato assolute capacità di governo, mediazione, carisma. E in un partito sfasciato come il Pd, quello serve: il carisma. Uno che deve andare mettere ordine a Napoli e in Sicilia deve essere carismatico. Un Lorenzo Guerini non può bastare”. Un altro papabile è il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, un “giovane, preparato, intelligente ed è sempre stato leale con Renzi. Insomma ci vogliano figure che abbiano un profilo loro, che sappiano stare un passo avanti, con un chiaro mandato”.

Rafforzamento a destra – Un indebolimento a sinistra ha portato, per la legge dei bilanciamenti, a un rafforzamento a destra. Minimo certo, perché ancora minima e la perdita di appeal di Renzi, ma certo è un segnale che qualcosa deve essere fatto. Se infatti, quando ancora c’era il patto del Nazareno, “Silvio Berlusconi era scomparso, non contava più”, ora le cose sono cambiate. Ora “non solo è tornato sulla scena ma Renzi s' è ripiegato nel dibattito interno alla sinistra stesso. Intendiamoci, un rafforzamento relativo, ma che permette a tutte le anime sparse del centrodestra di cacciare la testa fuori. Certi voti al Senato, sono figli di questo stato d' animo”. Prima era diverso, “come cacciavano la testa fuori, lui gli assestava un ceffone e quelli si riaccucciavano subito. Ora avvertono il cambiamento di clima e riapriranno la competizione”.

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Commenti all'articolo

  • earlati

    16 Giugno 2015 - 23:11

    bhe, come sanno bene i direttori dei giornali, quando la gente non ti compra piu' sbatti la gnocca in copertina :)

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  • fausta73

    15 Giugno 2015 - 08:08

    Democraticamente... decide lui

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  • gianni modena

    14 Giugno 2015 - 09:09

    il problema per renzi e' che lui sa solo dire bugie , sempre e comunque , e le bugie hanno le gambe corte , quindi non puo' fare un passo

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  • IlForme

    14 Giugno 2015 - 05:05

    Il metodo della ex moglie : passa a pagare mio marito .... il metodo funziona quando il rosso non è gestito soltanto dalle banche...se dichiarate banca rotta chi emerge? Risposta:gli usurai

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