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Intervista al Corriere della Sera

Immigrazione, Matteo Renzi: "Dall'Ue quasi una provocazione, ma no agli allarmismi di Salvini e della Lega Nord"

Immigrazione, Matteo Renzi: "Dall'Ue quasi una provocazione, ma no agli allarmismi di Salvini e della Lega Nord"

"E' un bel momento per l'Italia, con buona pace dei gufi e dei profeti di sventura". Ha un che di surreale la prima risposta di Matteo Renzi alla lunga intervista di Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera. Il premier svicola sulle domande più insidiose (dal caso Mafia Capitale a De Luca, fino all'immigrazione) ma gigioneggia snocciolando qualche numero e molti slogan: "L'occupazione sale di 200 mila unità. La crescita ha di nuovo il segno più, i consumi segnano un risveglio. Veniamo da un G7 dove non eravamo più il problema, ma parte della soluzione. La fame di Italia nel mondo tira l'export come non mai. E l' Expo che doveva essere un disastro annunciato è un fiore all'occhiello". Soprattutto, però, ne approfitta per attaccare frontalmente Matteo Salvini e la Lega Nord. E quando gli si chiede se davvero crede di arrivare fino al 2018 con i numeri risicatissimi del Senato, il premier si scopre: "Al Senato i numeri sono più solidi del passato. Credo che la maggioranza dei parlamentari non voglia interrompere questo percorso di riforme". Tradotto: la maggioranza si regge sulla voglia dei deputati e dei senatori di tenersi la poltrona in Parlamento? 


"L'Ue? Sugli immigrati è una provocazione"
- "Le risposte che l'Europa sta dando  - spiega Renzi a proposito dell'immigrazione - sono insufficienti. Redistribuire solo 24mila persone è quasi una provocazione. Se il consiglio europeo sceglierà la solidarietà, bene. Se non lo farà, abbiamo pronto il piano B". Che, Renzi non lo dice ma lo lascia intuire, potrebbe essere una stretta sugli sbarchi e i rimpatri. "Vedrò nei prossimi giorni Hollande e Cameron e riparlerò con Juncker e Merkel. In Europa va cambiato il principio sancito da Dublino II e votato convintamente da chi oggi protesta contro il nostro governo. La comunità internazionale è responsabile di ciò che accade in Libia in ragione dell'intervento di 4 anni fa e della scarsa attenzione successivamente dedicata al tema. Se la Libia non trova un assetto istituzionale, diventa la calamita per fanatici e terroristi e dunque ci stiamo giocando una partita di portata storica. La vogliamo affrontare con la serietà di un Paese che è una potenza mondiale o inseguendo chi fa tweet sulla scabbia e propone di sparare al primo che passa? Torniamo al buon senso".

"L'allarmismo di Salvini" - Il riferimento è, ovviamente, al segretario della Lega: "Strillare di epidemie significa procurare allarmismo ma tutti i report medici dicono che non è così. Se volessimo fare polemica, potremmo criticare il fatto che la Lega a Strasburgo ha votato contro la proposta di aiutare l' Italia ridistribuendo le quote di immigrati: il colmo!". Secondo Renzi l'emergenza immigrazione non è nei numeri ("Al 13 giugno 2014 avevamo accolto 53.827 persone. Al 13 giugno 2015 siamo a 57.167. Numeri sostanzialmente simili") ma nell'atteggiamento della Francia, che ha sospeso gli accordi di Schengen bloccando la frontiera a Ventimiglia: "Il tempo della campagna elettorale è finito: noi stiamo aprendo un fronte in Europa difficilissimo, mi piacerebbe che l'intero sistema istituzionale - compresi i governatori leghisti - facesse il tifo per l'Italia. Il problema c' è. Ma quando vedo iniettare nel dibattito pubblico dosi di terrore verbale, temo la reazione istintiva, di pancia".

Lo schiaffo a Tsipras - Al presidente di Confindustria Squinzi, che lamentava l'assenza dell'Italia dai vertici in cui si decide il futuro di Grecia ed Eurozona, il premier replica freddamente: "Non è un problema di inviti, visto che Tsipras mi ha più volte chiesto di partecipare. Solo che noi abbiamo una cultura europeista per cui i problemi si affrontano nelle sedi istituzionali, non nei caminetti. Alexis si è affidato alla Merkel e a quelli che hanno seguito la sua campagna elettorale spunta un sorriso, visto ciò che diceva allora. Ma se questo è ciò che vuole la Grecia, ok".

Azzollini e De Luca - Fronte interno. Se il Pd voterà sì all'arresto del senatore di Ncd Azzollini si aprirà una spaccatura dentro la maggioranza: "Leggeremo le carte - frena Renzi -. Se emergerà il fumus persecutionis voteremo contro l'arresto. Se tutto sarà in linea con la Costituzione e con le leggi, voteremo a favore dell' arresto, come abbiamo fatto anche con i nostri. Gli sconti si fanno nei negozi, non in Parlamento". Sul governatore campano De Luca è ancora stallo: "Sulla Severino faremo ciò che prevede la legge, senza interventi ad personam. Esiste una contraddizione, perché de Magistris e De Luca sono nella stessa situazione, non si capisce perché uno dovrebbe essere sospeso e l'altro no. Vedremo le decisioni dei giudici. Nel frattempo sto dialogando con De Luca sui dossier più importanti, a cominciare dalla nomina del commissario di Bagnoli che andrà in cdm venerdì assieme ad alcuni decreti fiscali e molto altro".

"Mafia Capitale? No al commissariamento m..." - "Ho rispetto per Ignazio Marino. Non possiamo però sottovalutare il messaggio che viene da Roma. Ci sono due questioni differenti. Sul piano giuridico aspettiamo le carte, ma personalmente non vedo elementi per sciogliere il Comune per mafia. Non si tratta solo di una questione mediatica internazionale, ma di un giudizio basato su quello che ad ora abbiamo letto. Se - come credo - la questione scioglimento per mafia non esiste, dovremo affrontare politicamente (in sede Pd) la questione Roma. Il partito va rifondato come ha iniziato a fare bene Orfini. Se decideremo di andare avanti lo faremo solo se convinti, non per paura di perdere il Comune. Dobbiamo cambiare l' Italia e l' Europa, possiamo aver paura di Di Battista o dei delfini di Alemanno? Il mio Pd non può mai aver paura delle elezioni. Mai. Altrimenti diventa come gli altri".

I soldi di Buzzi al Pd - "La fondazione Open restituisce in automatico i denari ricevuti da realtà discusse. Il Pd ha uno statuto diverso. Ma troverà la strada per restituirli. Quello di cui sono fiero invece è il meccanismo all' americana che stiamo mettendo in atto per finanziare la politica. Superato il finanziamento pubblico, siamo l'unico partito che non ha licenziato il personale, ricorrendo a una seria spending e aumentando donazioni liberali e trasparenti. Meglio così che i diamanti in Tanzania o le lauree a Tirana del Trota".

 

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Commenti all'articolo

  • perseveranza

    15 Giugno 2015 - 14:02

    Renzi senza pudore. Sinistra infame e Alfano loro compare. Ci hanno rovinato. Come si può pretendere che l'Europa risolva un problema creato dalla nostra politica folle e incosciente. Salvini ha mille ragioni. Basta con questi imbelli incapaci. Al voto prima possibile.

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  • er sola

    14 Giugno 2015 - 20:08

    Svelato il piano "B" di renzie: Ce li dobbiamo prendere tutti noi.

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  • lallo1045

    14 Giugno 2015 - 16:04

    Alla prossima riunione del G ?(7÷8÷10 fate Voi) col medesimo invito di oggi al posto di Renzi metteranno il Pupazzo per eccellenza: PINOCCHIO. Ma dimenticavo, dov'è finita la MOGHERINI! Forse in Uuna soffitta di Bruxel. Povera ITALIA, quanto sono sconsolato ! TI CAGA ADDOSSO IL MONDO INTERO E QUESTO BISCHERO FIORENTINO, NON ELETTO, RIDE ! (Un ALPINO).

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  • betzero

    14 Giugno 2015 - 15:03

    Dopo il piano "A" cioè appecoronati all'europa che decide quanto dobbiamo pagare per salvare le banche francesi e tedesche e stabilisce quante tasse dobbiamo pagare, Renzi ha pronto il piano "B" ovvero Buzzi. Lo farà uscire dalla galera e gli chiederà di gestire i migranti. Naturalmente dietro lauto compenso da spartire....

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