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Matteo Renzi, le tre mosse per andare al voto nel 2016: unioni civili, riforma costituzionale e lotta alla corruzione

Matteo Renzi, le tre mosse per andare al voto nel 2016: unioni civili, riforma costituzionale e lotta alla corruzione

Ormai negli ambienti interni al Partito democratico l’idea di riuscire a far arrivare la legislatura a scadenza naturale è più una speranza che una certezza. Le elezioni regionali, gli scontri con la minoranza, le ultime sentenze della magistratura e la rottura del patto del Nazareno hanno minato le fondamenta del Governo, che sta cominciando a traballare pericolosamente. Il 2018 è quindi sempre più lontano, e Matteo Renzi lo sa bene. Così, come scrive Cerasa su Il Foglio, il premier ha pronte le sue tre mosse per riguadagnare popolarità e anticipare le elezioni, sicuro di vincere e di poter contare su un curriculum che gli permetta di dire: “Ecco, ho fatto in poco tempo quello che si voleva fare da 20 anni. Ora votatemi”.

Il “metodo Mattarella” – La prima mossa è quella di far cessare i mal di pancia interni, approvando una legge che permetta alla sinistra “più a sinistra” di dare qualcosa al loro elettorato: le unioni civili. Una volta dato respiro alla minoranza il secondo passo sarà concludere il percorso di riforma costituzionale. Qui il procedimento è più complesso, il testo deve ancora essere approvato in seconda lettura al Senato per poi passare nuovamente in terza lettura al vaglio dei due rami del Parlamento. Perché il testo sia approvato è necessaria la maggioranza semplice, ma se anche ci dovessero essere delle modifiche entro la primavera del 2016 la legge dovrebbe essere pronta. Per portare a termine questo progetto Renzi dovrà quindi applicare il cosiddetto “metodo Mattarella”, ovvero mettere l’acceleratore e approvare nel giro di pochi mesi due testi decisamente impegnativi.

Contrattacco ed elezioni – Terzo passo è quello della lotta alla corruzione, che con la prossima delega fiscale dovrebbe affiancarsi alla legge sulle unioni civili e allontanare da Renzi le accuse di essere un segretario di centrodestra che gestisce un partito di centrosinistra. Parallelamente c’è la riforma della scuola, grande baratro che il premier conta di trasformare in una vittoria contro la minoranza interna. Sembra infatti difficile che la legge riesca a passare in Commissione al Senato, e Renzi è pronto a scaricare sui dissidenti la colpa della mancata assunzione di 100mila precari, risparmiando al contempo un miliardo di euro. L’obiettivo è quello di arrivare a luglio 2016, data in cui l’Italicum diventerà effettivo, con la sicurezza di aver approvato questi tre pacchetti di riforme, aver indebolito la Bindi e company e andare quindi al voto anticipato. Se ce la dovesse fare, il panorama sarebbe decisamente favorevole: è infatti difficile che in un anno il centrodestra sia riuscito a ricompattarsi e ad aver trovato un’alternativa credibile a Berlusconi.

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Commenti all'articolo

  • allianz

    16 Giugno 2015 - 16:04

    Si si,,andiamo alle elezioni.Ti mettiamo a posto te e il Pd.

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  • Joachim

    16 Giugno 2015 - 11:11

    Pinocchio e la Fatina B....nella bocca della balena.....

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  • wilegio

    wilegio

    16 Giugno 2015 - 11:11

    Un anno per trovare un'alternativa a Berlusconi? Ci basta molto meno... anzi è già pronta! Si chiama Matteo Salvini ed è già vincente.

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