Cerca

Siluri contro il governo

Comunali, in Sicilia disfatta per Matteo Renzi: il Pd perde Enna, Gela e Augusta. Trionfo del Movimento 5 Stelle

Matteo Renzi

Il Pd perde le sfide clou nei ballottaggi in Sicilia, quelle di Enna e di Gela. Nell’Isola canta vittoria il Movimento 5 stelle, che vince a mani basse in entrambi i Comuni dove c’era un suo candidato in lizza. Il successo politicamente più pesante è però quello di Gela, dove la bandiera pentastellata sventola sulla città del presidente della Regione, Rosario Crocetta, impegnatosi personalmente e intensamente nella campagna elettorale. Altra conquista grillina è stata Augusta, mentre Enna è stata sottratta a Mirelo Crisafulli, storico leader locale, da una coalizione civica di centrodestra. Oltre a questo Matteo Renzi dovrà fare i conti, a livello complessivo, con la perdita di 6 capoluoghi in tutto il territorio nazionale. E la Sicilia potrebbe essere il colpo di grazia per un esecutivo sempre più indebolito.

Pizze da Grillo - I nuovi sindaci 5 stelle sono Domenico Messinese a Gela (Caltanissetta), che ha vinto oltre il 64% contro Angelo Fasulo del Pd, e Maria Concetta Di Pietro ad Augusta (Siracusa), un grosso Comune che deve la sua importanza soprattutto al grande porto commerciale, diventato uno degli snodi dell’emergenza immigrazione. In Sicilia esponenti del movimento di Grillo amministravano già un capoluogo, Ragusa, e un altro Comune di prima grandezza, Bagheria, nei pressi di Palermo.

Pizze dal centrodestra - Nella conta dei danni il Pd deve mettere, oltre la bruciante e simbolica sconfitta di Gela, anche il risultato negativo di Enna. Qui Mirello Crisafulli, veterano del partito spesso discusso dai dirigenti del nuovo corso, ha dovuto arrendersi a Maurizio Dipietro, in passato espulso dal Pd e ora candidato da un raggruppamento civico di centrodestra. A sostegno della candidatura di Crisafulli era sceso in campo anche il segretario regionale del Pd Fausto Raciti, malgrado poi il politico ennese si fosse candidato con una lista senza il simbolo del Pd. Insomma anche dove l’entourage di Renzi prova a dimostrarsi unito, appoggiando in prima linea dei candidati anche scomodi, non riesce a vincere. Il modello De Luca non ha trionfato in Sicilia, che si candida ad essere l’ultima caporetto per il premier.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • petrosino63

    16 Giugno 2015 - 10:10

    Finalmente la gente si sveglia speriamo di buttare fuori questi ladri parassiti del PD infami e antiiItaliani

    Report

    Rispondi

  • joshy lumb

    15 Giugno 2015 - 20:08

    Quando in una regione come la Sicilia comincia a vincere il movimento che inneggia alla legalità e all' onestà, non c'è che da esser speranzosi.

    Report

    Rispondi

    • enio rossi

      16 Giugno 2015 - 10:10

      sarebbe bello! ma dipende cosa si intende per "legalità" ed "onestà". Purtroppo si tratta sempre di concetti equivoci.

      Report

      Rispondi

      • joshy lumb

        16 Giugno 2015 - 11:11

        Onestà e legalità come princìpi di partenza. E' sottointeso che da sole, tali qualità, non bastano. E nemmeno pensare che con un governo M5s tutto possa tornare alla normalità. Servirà almeno una generazione per rimettere l'Italia in sesto, e non economicamente, ma nella mentalità. Sarebbe il primo passo, insieme ad una sostanziosa rivoluzione culturale. Sosteniamoli e lottiamo con loro!!

        Report

        Rispondi

blog