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Renzi stai serenissimo

Luigi Brugnaro, il nuovo Doge che sembra Berlusconi

Luigi Brugnaro, il nuovo Doge che sembra Berlusconi

Il centrodestra si segni questo nome: Luigi Brugnaro. Classe 1961, padre di cinque figli, imprenditore di successo con la sua Umana (300 milioni di fatturato grazie al lavoro interinale) e patron della Reyer Venezia di basket (due squadre in serie A, maschile e femminile): da ieri è il primo cittadino della Serenissima. Il primo non di sinistra dai tempi della prima repubblica e nemmeno veneziano, visto che è nato nella vicina Mirano. Ha fatto un' impresa, mandando a casa non tanto Felice Casson (che adesso tornerá a rompere le scatole a Renzi in Senato) ma un ventennio di potere catto-comunista, il quale ha lasciato un buco di 70 milioni in un Comune che vanta 25 milioni di turisti all'anno.

Come è possibile? Se lo sono chiesti anche i veneziani, da tera e da mar, e alla fine hanno capito che ci vuole un manager, un imprenditore e - perché no? - anche un sognatore per risollevare Venezia dalle secche della laguna. Brugnaro ha vinto perché ha fatto passare un messaggio: un voto contro il "popolo del no". La sinistra ha sempre detto no a tutto quello che poteva arricchire la città e i suoi cittadini. Ma per espugnare una roccaforte rossa, non serviva un politico. Nell' era della crisi dei partiti, serviva un esempio concreto, come Berlusconi nel 1994. Il neo sindaco tuttavia si definisce renziano e c' è chi dice che tre mesi fa c' era stato un contatto fra Pd e Brugnaro, ma la scelta di proseguire con Casson tolse ogni indugio all' imprenditore. Così in poco più di 80 giorni ha fatto il miracolo.

Noi di Libero abbiamo capito subito che l' ex presidente di Confindustria Venezia ce l' avrebbe fatta. L' abbiamo intervistato tre volte e dalle sue parole si intuiva che il vento sarebbe cambiato. Non aveva paura nemmeno delle lettere con i proiettili arrivate al capogruppo della sua lista: «se vuoi cambiare l' Italia è questo che succede. Ho lavorato con D' Antona e Biagi, ammazzati dalle Brigate Rosse, pensa che questo mi possa spaventare? È il partito del "no", che ha governato fino ad adesso in città, ad averci ridotto così. Peccato non abbiano mai lavorato e ora chi sbaglia se ne deve restare in panchina a riflettere, mentre noi ripartiamo da merito e fatica, come si fa in palestra». Un' altra frase valeva da sola come un programma elettorale: «Per trovare il romanticismo oggi a Venezia devi farti strada tra gli abusivi di piazza San Marco, gli accattoni di Mestre, i bazar dei cinesi. Basta: servono ordinanze per la sicurezza, bisogna fare pulizia e trovare un equilibrio. Venezia può essere un segnale forte per tutta Italia». Vi ricordate di un sindaco che da Firenze ha scalato l' Italia? Brugnaro non è certamente come Renzi, perché sa fare impresa e sa come funzionano le aziende e cosa chiedono i lavoratori, e allora perché il centrodestra non ci fa un pensierino? Si dice sempre che ci vorrebbe un candidato che non sia Salvini, perché troppo "ruspa"... E allora eccolo qua il Cameron della laguna. E non pensiate che Brugnaro sia uno sprovveduto in politica: è riuscito a mettere insieme, nella settimana dopo il primo turno degli acerrimi rivali e a smussare i veti: la Lega, che aveva corso con un suo candidato, Gian Angelo Bellati, era pronta all' accordo per il ballottaggio a patto che Brugnaro non imbarcasse Francesca Zaccariotto, ex presidente leghista della provincia di Venezia. Risultato: prima l' imprenditore si è alleato con la Zaccariotto, promettendole un assessorato, poi ha siglato l' intesa col partito di Salvini, assicurando il posto di vicesindaco a Bellati. Un capolavoro di diplomazia, strategia e furbizia, stile House of Cards.

Brugnaro sa di nuovo, così come è nuovo il colore che l' ha fatto vincere: il fucsia. Venezia in questi giorni era piena di palloncini, gadget e occhiali fucsia. Sa parlare ai lavoratori, perchè ha trovato un posto a decine di migliaia di ragazzi. Sa comunicare con i cosiddetti poteri forti perché da anni bazzica nei palazzi di Confindustria a livello nazionale ed è stato presidente di Assolavoro, l' associazione che raggruppa le agenzie interinali. Sa parlare a destra e a sinistra, perché è figlio di un sindacalista di Marghera. Sa raccontare un sogno nuovo, perché il padre era anche poeta e la madre era una maestra. Un sogno semplice. Basato su tre pilastri: sicurezza, business, lavoro. Quello che vogliono gli italiani, quello che il centrodestra ora non è in grado di garantire (non si può più sentire la storia di uscire dall' euro), quello che Renzi non è in grado di fare.
C' è bisogno di una rivoluzione fucsia. Il nuovo Doge che pare il Cav.

di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • tony54

    16 Giugno 2015 - 18:06

    Ma cosa hai sconfitto. Uno che si vuole mettere di nuovo con Alfano, ma che credibilità può avere... zero.

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  • zhoe248

    16 Giugno 2015 - 16:04

    Ma per favore! Brugnaro sembra Brugnaro e basta. Con berlù non c'azzecca proprio niente.

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  • spadino65

    16 Giugno 2015 - 15:03

    secondo me vi state eccitando troppo.....il PD resta il primo partito e voi il quarto

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  • koch

    16 Giugno 2015 - 13:01

    Il centrodestra si segni questo: si torna ad ottenere qualche vittoria quando Berlusconi, la Pascale e Dudù stanno zitti e quando i candidati non sono gli amici e le amiche di Berlusconi.

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