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Lega Nord: Bossi non deciderà più le espulsioni dal partito

Lega Nord: Bossi non deciderà più le espulsioni dal partito

Umberto Bossi resta presidente della Lega Nord, ma non guiderà più il comitato disciplinare e di garanzia che ha l’ultima parola sulle espulsioni dei militanti con almeno dieci anni di anzianità. Il Senatur non se ne va dal parlamentino, ma al suo posto - sulla tolda di comando - ci sarà il segretario federale (cioè Matteo Salvini). È una delle novità contenute nel nuovo statuto della Lega, che sarà approvato dal congresso federale programmato sabato a Milano. Prima del raduno di Pontida.

Da via Bellerio spiegano che l’assise sarà solo un passaggio tecnico e non politico, perché le nuove normative (soprattutto in materia di bilanci) impongono ai partiti qualche aggiustamento. Ma il Carroccio ha colto la palla al balzo per correggere il tiro anche su altre faccende interne. Prendiamo il caso del Senatur. Gli era stato ritagliato il ruolo di mediatore dopo il passaggio di consegne con Roberto Maroni: i fedelissimi dell’ex ministro delle Riforme temevano le purghe, ma il ruolo del fondatore gli garantiva un rassicurante salvavita. Oggi, spiegano in via Bellerio, le grandi tensioni di un tempo sono venute meno. E quindi il pallino torna nelle mani del segretario federale, quel Salvini che - forte dei risultati elettorali - sta cambiando look alla Lega e cerca di dettare l’agenda a tutto il centrodestra.

Attenzione però: nella sua carta fondamentale, il partito nordista non cambia pelle. L’articolo 1 - quello che sancisce le finalità - è sempre lo stesso. L’obiettivo è «il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica federale indipendente e sovrana». Però, ed è un’altra novità, ci sarà la possibilità di accogliere altre regioni nella Lega Nord, oltre a quelle che fanno parte della Padania disegnata da Bossi: ovvero tutto il Settentrione fino a Toscana, Umbria e Marche comprese. Nel nuovo articolo 2 si legge che «il consiglio federale può, con apposita delibera, approvare la costituzione di altre Nazioni», cioè leghe regionali, ma «la definizione dei confini territoriali delle Nazioni spetta al Consiglio federale». Vuol dire, in linea teorica, che il Carroccio potrebbe inglobare un’eventuale Lega Nord-Lazio. Oppure - sempre in linea squisitamente teorica - decidere di ridisegnare la geografia delle varie leghe regionali.

Interessanti i passaggi in cui, nel nuovo statuto, si ribadisce che il simbolo è di appartenenza esclusiva di via Bellerio. Non solo. «Tutti i simboli usati nel tempo dal Movimento o dai movimenti in esso confluiti, o che in esso confluiranno, anche se non più utilizzati, o modificati, o sostituiti, sono di proprietà esclusiva della Lega Nord».

Quando si legge, infine, che il consiglio federale può decidere l’adesione al partito di altre associazioni od organismi, è facile immaginare che sia una norma pensata anche per Noi con Salvini, la lista creata dal segretario per raccogliere consensi nel Mezzogiorno. Un progetto che, in vista di elezioni Politiche con l’Italicum, rischia di essere rivisto. Perché la Lega, se vuole davvero essere competitiva contro il centrosinistra renziano, dovrebbe per forza mettere in piedi un unico listone con tutte le realtà che guardano a Salvini. È lo scenario di cui il leader lumbard e Berlusconi parleranno a breve. Ma in attesa di eventuali accordi tra Carroccio e Forza Italia, il Matteo milanese ha pensato a come non disperdere i suoi voti. Ormai spalmati - con percentuali diverse - in tutta la Penisola.

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • antonio75

    18 Giugno 2015 - 10:10

    Bossi non si tocca per nessun motivo.

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  • gigi0000

    18 Giugno 2015 - 09:09

    La solita ingratitudine, comune a tutti gli schieramenti. Gli arrivisti (e Salvini lo è) sono disposti a vendere anche la loro madre, pur d'arrivare al successo personale. Non ho mai ammirato Bossi, né alcun altro della Lega, semmai le idee iniziali del movimento, ma l'eliminazione del grande capo è sempre e comunque un grave errore, soprattutto etico. Ma Salvini ha una moraale?

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