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Indiscreto

Lo scenario, crisi di governo e Giuliano Amato a Palazzo Chigi

Giuliano Amato

Un momento di grave difficoltà, per il governo Renzi. Un momento talmente difficile che il premier potrebbe essere costretto ad abdicare. Ma niente voto. Non si andrà alle urne, nemmeno in questo caso. E' lo scenario affacciato da Affaritaliani.it, in cui si spiega come dopo la batosta ai ballottaggi, ora, tutto è possibile. Il punto è che, adesso, il premier ha troppi fronti aperti che potrebbero riservargli amare sorprese: il Jobs Act, la riforma della scuola, la mancata assunzione dei precari, e ancora le riforme costituzionali e le ipotesi di modifica sull'Italicum (già, perché ora il timore che al ballottaggio possano vincere i grillini è più che fondato).

Parola ai numeri - In questo contesto, l'occhio cade sulle cifre di cui può godere il governo. Cifre ballerine. Si parte dal Senato, dove se la sinistra del Pd si schierasse contro l'Uomo da Rignano sull'Arno, Palazzo Chigi crollerebbe in un nanosecondo. Poi i guai anche alla Camera, dove ben 70 democratici non hanno votato per il nuovo capogruppo (renziano), Ettore Rosato. Un contesto esplosivo, dove per giunta Renzi tira dritto e insiste, minacciando di non ricandidare i dissidenti (col risultato di ingrossare le armate di chi si oppone al suo "regno"). Alle difficoltà, poi, si aggiungono difficoltà: il "passo indietro" dei verdiniani, che hanno abbandonato il premier ancor prima di passare dalla sua parte. Poi i malumori degli alfaniani, con Ncd in pressing sul leader Angelino Alfano per uscire dall'esecutivo.

Ostacolo Consultellum - Insomma, uno scenario da crisi di governo, ipotesi che non può essere scartata. Peccato però che in caso di caduta ci sarebbe un problema pressoché insuperabile, ossia la riforma elettorale mutilata: ad oggi è ancora in vigore il Consultellum (in attesa del definitivo varo dell'Italicum). Difficile, anzi impossibile, che si torni alle urne con quello che nei fatti è un proporzionale puro, l'ok di Sergio Mattarella non sarebbe un'opzione. Dunque, l'ipotesi prevalente, sarebbe quella della nascita di un esecutivo di transizione, poiché neppure Forza Italia, oggi come oggi, vorrebbe misurarsi al voto.

Un incubo Sottile - Ed eccoci, dunque, al "nome da incubo" che ha preso a circolare tra le sacre stanze dei Palazzi Romani. Il nome-prezzemolo, il nome sempre buono, per ogni poltrona, in ogni epoca: Giuliano Amato. Il Dottor Sottile. Si parla (ancora) di lui, come di lui si era parlato prima delle ultime elezioni per il presidente della Repubblica, dopo la non-vittoria di Bersani e dopo il crollo di Letta Enrico. Amato, l'uomo che nottetempo entrò nel nostro conto in banca per "papparsene" una lauta razione, non incontrerebbe particolari resistenze dai partiti, a patto che il suo interregno sia breve.

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Commenti all'articolo

  • martinuccienrico

    03 Luglio 2015 - 11:11

    La situazione Italiana è drammatica. Pensare di cacciare Renzi per sostituirlo con Amato non migliorerebbe certo la situazione. L'Italia non è una Nazione comunista.. basterebbe creare una buona alleanza di tutto il centro-destra compreso Passera (afferma di essere di destra...) per ricominciare a crescere e rimettere in movimento la nostra economia.. Siamo un popolo di creativi e di persone cap

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  • ninosiciliano13

    30 Giugno 2015 - 06:06

    È dal '93 che i giornalisti ,quando non sanno cosa scrivere ,giocano su questo nome.Basta!

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  • lionello.sansonetti

    19 Giugno 2015 - 23:11

    Se l'interregno dovesse essere davvero breve, con date certe e condivise, allora perfino amato potrebbe diventare digeribile, piuttosto di un governo con renzi fino al 2018... renzi in europa conta poco piu di uno zero, e purtroppo l'emergenza immigrazione deve essere risolta con tanta risolutezza da parte italiana, perche con essa si gioca il futuro economico e sociale dell'italia...

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  • letteriosiclari

    19 Giugno 2015 - 15:03

    ancora Lui ? nooooooooo

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