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Sentenza senza effetto retroattivo

La Consulta: illegittimo il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici

La Consulta: illegittimo il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici

La decisione era attesa per oggi pomeriggio, e per il governo (dopo il caos pensioni) avrebbe potuto essere l'ennesima mazzata sui conti. Ma anche questa volta, la soluzione trovata è una via di mezzo. Che certo aggrava il bilancio dello Stato ma evita di mandarlo a picco. La Corte costituzionale ha infatti dichiarato illegittimo il blocco di contratti e stipendi nella Pubblica amministrazione, specificando però che la sua pronuncia non avrà effetti retroattivi, e, quindi, evitando il buco di bilancio di 35 miliardi di euro paventato dall’Avvocatura generale dello Stato.

La Corte, infatti, ha dichiarato "con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza" l’illegittimità costituzionale "sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico", quale risultante "dalle norme impugnate" che prevedevano il blocco dal 2010 al 2013, e "da quelle che lo hanno prorogato" nei due anni successivi.

La pronuncia di incostituzionalità, che riguarda circa 3 milioni e 300mila dipendenti pubblici, avrà effetto solo a partire dal deposito della sentenza, che, secondo la legge, avviene entro 20 giorni dalla decisione. I giudici della Consulta, con il loro verdetto di oggi, hanno tenuto conto di una delle richieste avanzate, in subordine, dall’avvocato dello Stato Vincenzo Rago nell’udienza di ieri. L’avvocato dello Stato, infatti, pur sostenendo l’assoluta legittimità delle norme sul blocco della contrattazione, aveva chiesto che, nel caso in cui la Corte avesse optato per una pronuncia di incostituzionalità, si tenesse conto di quanto previsto dall’articolo 81 della Costituzione, nella nuova formulazione, relativo al principio di pareggio di bilancio.

tenuto conto, comunque, che gli stipendi non vengono di fatto aggiornati da cinque anni, appare chiaro come nei conti dello Stato si apra una voragine calcolabile tra i 7 (minimo) e i 13 (massimo) miliardi di euro l'anno. Soldi che andranno trovati per i futuri stipendi della pubblica amministrazione.

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Commenti all'articolo

  • luckybonin

    25 Giugno 2015 - 18:06

    Si dice che con i sudori degli statali misti a lacrime di preti si crea il principio attivo che sconfigge l'A.I.D.S. la formula è semplice, manca la materia prima.

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  • zhoe248

    25 Giugno 2015 - 12:12

    anche le toghe sono dipendenti pubblici.

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  • arwen

    25 Giugno 2015 - 12:12

    Domanda: un datore di lavoro sigla un contratto con un dipendente. Poi, autonomamente, decide di sospendere il pagamento degli scatti promessi e concordati. Già la cosa è incredibile di per sè, ma mi domando come possa l'Alta Corte, atteso che la decisione del datore di lavoro è illegittima, chiosare dicendo che per il passato non vale. Quindi per il passato era valida, ma da oggi no? Da ridere!

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  • vmannel

    25 Giugno 2015 - 09:09

    vergognoso per un giornale fare questo titolo quando è esattamente il contrario...la Consulta ha detto agli statali (vista la non retroattività) : avete ragione ma prendetela in culo !!

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