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La reazione

Ignazio Marino e Vincenzo De Luca spaccano il Pd

Matteo Renzi

Ci sono due uomini (del Pd) che inguaiano Matteo Renzi. E lo sono per diversi motivi. Il primo è il sindaco di Roma Ignazio Marino che il premier, durante una puntata di Porta a Porta (e poi a più riprese) ha di fatto scaricato. Ma su questo il Pd, già fortemente diviso, si è ulteriormente spaccato. Il primo a prendere le distanze dal permier è un suo ex fedelissimo, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e con lui altre anime agitate.  Ieri sera la procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo sulla busta contenente un proiettile calibro 9 per 12 e una  lettera di minacce indirizzata al sindaco di Roma Ignazio Marino. Intercettata nella serata di ieri al centro di Meccanizzazione Postale dell’aeroporto di Fiumicino, è stata subito consegnata agli agenti della Polaria, i quali una volta aperta e scoperto il contenuto l’hanno sequestrata. "La lettera è firmata Antonio Cavallo - riferisce all’Adnkronos il dirigente della Polaria di Fiumicino Antonio Del Greco - e stiamo effettuando tutte le verifiche del caso. Intanto la procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo». Il testo della lettera: «Caro sindaco, lascia in pace l’anti abusivismo, che la gente ha fame. Pensa ai corrotti che hai intorno...".

In Campania invece c'è la spina di Vincenzo De Luca il nuovo governatore della Campania a cui la  legge impedirebbe di ricoprire l'incarico di governatore. Su Facebook De Luca ha comunicato di aver inviato un parere a Matteo Renzi scritto con l'aiuto di due docenti universitari, gli avvocati Giuseppe Abbamonte e Pietro Rescigno. Nella lettera di 13 pagine, De Luca dice che, per quanto riguarda il suo caso: "si tratta di carica elettiva acquisita in epoca successiva all'emanazione della sentenza di primo grado". Renzi ha detto che la presidenza del consiglio ha richiesto ai ministri un parere sul presidente della Regione Campania, intendiamo procedere alla sospensione» e al tempo stesso "vogliamo garantire il diritto del Consiglio Regionale a costituirsi, aspettiamo che i ministri competenti esprimano un parere e che l’Avvocatura dello Stato ci dica come procedere, verificheremo quindi quando dovrà scattare il provvedimento di sospensione: io sono pronto a firmare quando mi diranno che è il momento di farlo". Ma anche su questo nome il partito è spaccato, in realtà lo era già prima, al momento della candidatura quando Rosi Bindi incluse il nome di De Luca nella lista degli impresentabili. 

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