Cerca

La strategia

Giovanni Toti: "Ci davano per morti. Ma ora il centrodestra può sfrattare il governo"

Giovanni Toti: "Ci davano per morti. Ma ora il centrodestra può sfrattare il governo"

«La politica italiana sta cambiando molto rapidamente; si va verso un sostanziale bipartitismo che spingerà tutti coloro che sono di centrodestra a ragionare. C’è tempo. Di certo con la Lega le cose vanno ottimamente e qualcuno ha celebrato il funerale del centrodestra un po’ troppo presto...». Giovanni Toti, presidente della Liguria, consigliere di Silvio Berlusconi, ha trascorso il sabato dentro al Monastero di Santa Croce, dove ha ospitato Roberto Maroni e Renato Brunetta e l’intera maggioranza in consiglio regionale. Era stato lui, il giorno dopo la vittoria, a mandare un «avviso di sfratto» a Matteo Renzi.

Presidente Toti, il premier è in grande affanno. Si aspettava un crollo così repentino della sua popolarità?
«Il premier ha incarnato, specie al le primarie, una voglia di cambiamento che c’era nel Paese, ma non ha saputo interpretarla. Ha promesso tanto, e, anche se gli riconosco di avere dato una spinta per il rinnovamento, ha completamente sbagliato l’agenda. In Europa ha sottovalutato il tema dell’immigrazione: noi volevamo un commissario, lui la poltrona per Federica Mogherini. In Italia peggio: le riforme sono importanti, ma l’economia di più».

C’erano gli 80 euro...
«Sono stati un errore e non lo dico io, ma i dati. Ha sottovalutato il problema della sicurezza e la disoccupazione: non l’avesse fatto forse gli italiani gli avrebbero perdonato il modo rocambolesco col quale è entrato a Palazzo Chigi senza mai essere eletto».

Riuscirete ad approfittare dei suoi errori?
«Di sicuro Renzi stesso - e anche qualche esponente “nostro” - ha sottovalutato la capacità del centrodestra di riorganizzarsi in tempi brevi. Non mi stupisco: c’è una lunga tradizione di funerali celebrati troppo presto».

Come vanno le cose con la Lega? E con gli altri alleati?
«Con la Lega le cose vanno ottimamente. Alle Amministrative abbiamo ottenuto bei successi. Il vento è cambiato anche grazie a questo ritrovato accordo. Ovviamente non voglio sminuire il ruolo di Fdi e anche quello di Area Popolare: molti dirigenti del partito si stanno interrogando su quale debba essere la futura collocazione, preoccupati per l’appiattimento sul Pd che rischia di farli scomparire. Il lavoro di ricostruzione è cominciato».

Matteo Salvini, però, un giorno sì e uno no rivendica la leadership. La cederete?
«La politica sta cambiando molto rapidamente: l’Italicum costringerà tutti i partiti a discutere prima di programmi e a trovare un accordo su quelli, poi a parlare di leaders. Andiamo verso un sostanziale bipartitismo. La leaderhip, in ogni caso, la decidono gli elettori».

Lega e Fdi volevano le primarie, Fi dovrà concedere qualcosa...
«Individueremo dei meccanismi di confronto funzionali, con regole chiare e certo più limpide di quelle delle primarie casarecce fatte dal Pd».

L' "asse del Nord" si è ricostruito anche grazie alla posizione sua, di Maroni e di Luca Zaia sulla redistribuzione dei profughi.
«Il governo persegue come unica politica quella di sopperire alle mancanze dell’Ue scaricando i problemi che non sa risolvere su Regioni e Comuni. Ha rinunciato ad assumersi la responsabilità di proteggere i confini e mettere in atto una vera politica di accoglienza».

Com’è la situazione in Liguria? Il prefetto di Genova è in trincea: non sa più dove mettere i rifugiati...
«La Liguria ha le sue specificità: la mancanza di spazio, la delicatezza ambientale, una disoccupazione giovanile superiore al resto del Nord. La Liguria campa di turismo e le immagini viste al confine con la Francia non aiutano certo la stagione e danneggiano chi col turismo vive e lavora. Il tema non è la distribuzione di chi arriva, ma fermare gli sbarchi».

Fi ha smentito un Nazareno-baby su Rai e riforme. Siete disposti a collaborare con l’esecutivo su questo tema, invece?
«Se il governo cambia linea politica ci stiamo. Figuriamoci se su un tema come questo, specie all’indomani di nuovi attentati terroristici, non siamo disposti a discutere».

Quale sarebbe, a suo avviso, la “linea” giusta?
«Visti gli scarsi risultati nell’Ue e in attesa che l’Onu si ricordi perché esiste, lo Stato italiano deve difendere i propri cittadini e i loro interessi».

Attacco alla Libia?
«Non si parla di operazioni militari, ma un’azione di polizia internazionale contro i barconi. Si facciano accordi locali, si creino campi per identificare i richiedendi asilo o accordi bilaterali. Imparino da governi di Silvio Berlusconi...».

intervista di Paolo Emilio Russo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • frankie stein

    30 Giugno 2015 - 07:07

    Toti parla al plurale per sentirsi meno sfigato. Ci davano per morti (noi forzisti) ? Esattamente. R.I.P.

    Report

    Rispondi

  • frankie stein

    30 Giugno 2015 - 07:07

    Toti parla al plurale per sentirsi meno sfigato. Ci davano per morti (noi forzisti) ? Esattamente. R.I.P.

    Report

    Rispondi

  • Chry

    30 Giugno 2015 - 01:01

    E in Liguria come vanno le cose??? Si sta mettendo in sicurezza il territorio ???

    Report

    Rispondi

  • iltrota

    29 Giugno 2015 - 23:11

    Toti, il nulla fatto uomo e politico di plastica manovrato dal Pregiudicato !!! Ridicolo e pacchiano.....

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog