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E se si candida?

Legge Severino, autogol del Pd: dopo la sentenza su Vincenzo De Luca anche Silvio Berlusconi può tornare in campo

Legge Severino, autogol del Pd: dopo la sentenza su Vincenzo De Luca anche Silvio Berlusconi può tornare in campo

Il Tribunale di Napoli ha congelato la sospensione di Vincenzo De Luca dalla carica di presidente della giunta della Campania. Insomma, per lui la legge Severino non vale. Vale soltanto per Silvio Berlusconi, come sottolinea compatta una furibonda Forza Italia. Una decisione che ripropone le polemiche sulla disparità di trattamento tra il Cav e i politici di sinistra. Nel dettaglio, colpiscono le motivazioni con cui il tribunale di Napoli ha bloccato la sospensione, poiché si parla di "abnorme revoca delle elezioni", di "volontà popolare vanificata" con "conseguenze eversive di una democrazia rappresentativa". Insomma, pare delinearsi il primato del voto sulla legge. E dunque, a maggior ragione, ritorna il tema della disparità di trattamento: forse il Cavaliere non era stato legittimato dal primato del voto quando fu fatto decadere da senatore? Si ricorda che, in buona sostanza, il Cav aveva (quasi) pareggiato alle elezioni della non-vittoria di Pier Luigi Bersani.

Ritorna Berlusconi - Ed è in questo contesto, dunque, che monta l'offensiva guidata da Forza Italia per svuotare la Severino, una legge che nei fatti ha dimostrato di non funzionare, tra buchi interpretativi e disparità di trattamento (si pensi anche al caso De Magistris). L'obiettivo degli azzurri è quello di estendere la non-applicabilità a Berlusconi, per riabilitarlo al più presto possibile e farlo tornare in campo. Un obiettivo tutt'altro che irraggiungibile. Forza Italia spiega che "la legge deve essere uguale per tutti", anche per Berlusconi, "estromesso dal Senato inopinatamente. Non è possibile che la volontà popolare venga rispettata a seconda delle persone elette". La decisione del Tribunale su De Luca, dunque, per quella parte del Pd che lo ha difeso (non Rosy Bindi, ovviamente) rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol: si apre la strada che chiunque, condannato, possa candidarsi e sperare in una sentenza favorevole che annulli gli effetti della Severino. E tra questi potenziali candidati, appunto, c'è Berlusconi, che dunque sembra poter tornare - di prepotenza - nello scacchiere politico. Da candidato.

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