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Mr Tod's scende in campo

Maurizio Belpietro commenta Diego Della Valle in politica: "Ha tutte le carte in regola per fare meglio di Renzi"

Maurizio Belpietro commenta Diego Della Valle in politica: "Ha tutte le carte in regola per fare meglio di Renzi"

Conosco Diego Della Valle da trent’anni. Il giornale per cui lavoravo aveva una passione per i giovani imprenditori e ogni mese mi costringeva a raccontarne uno. Lui era appena uscito dall’anonimato, per aver regalato a Gianni Agnelli un paio di scarpe a pallini. E l’Avvocato aveva indossato gli stivaletti sotto un completo grigio, decretandone il successo. Non so se lo abbia fatto perché li trovasse comodi o perché a portarglieli in omaggio fosse stato Luca Cordero di Montezemolo. Sta di fatto che da quel momento l’ascesa dello scarparo a pallini, come lo chiama con disprezzo Roberto D’Agostino per via di una vecchia polemica intorno al gossip, non si è più fermata.

L’imprenditore di Casette d’Ete, marchigiano come tutti o quasi quelli che fanno scarpe, non viene da una famiglia facoltosa, ma come Berlusconi dalla piccola borghesia. Quella bancaria per il Cavaliere, quella industriale per Della Valle. Il padre faceva scarpe, ma a livello quasi artigianale. Lui ha trasformato l’attività paterna in un impero. E come Berlusconi è sempre stato bravissimo a comunicare. Non sempre gli è riuscito di mettere le scarpe a uno come Agnelli, ma di occasioni se ne è fatte scappare poche, mettendo in piedi un gruppo internazionale.

Ma le somiglianze con l’ex presidente del Consiglio non si fermano qui. Per quanto molto attento alla comunicazione, al rapporto con i media, alle frequentazioni giuste, Della Valle è sempre stato un po’ politically scorrect. Non tanto per le tesi sostenute, ma per l’allergia ai salotti buoni e a un certo establishment imprenditoriale e bancario che sa di muffa. Nel corso degli anni se l’è presa di volta in volta con Geronzi, Bernheim, Bazoli, cioè con la finanza che conta, o per lo meno che contava. Nel suo mirino non sono finiti solo gli arzilli vecchietti, ma anche i poco vispi giovanetti, o per lo meno quelli che lui ritiene tali. Tra questi Jaki Elkan, il nipote dell’Avvocato, ma gli strali non hanno risparmiato Sergio Marchionne, accusato di farsi gli affari suoi - cioè della Fiat - e non quelli del Paese.

Per alcune di queste uscite c’è chi lo giudica arrogante o anche solo sopra le righe. Sta di fatto che per molte sue uscite (Geronzi, Bernheim, Bazoli) gran torto a parlare di rinnovamento non l’aveva. Il rinnovamento è una strategia che gli è cara e non solo in economia. Nel corso degli anni i suoi interessi si sono estesi alla politica e nel 2008 si scontrò perfino con Berlusconi, del quale si professava amico. Erano i tempi delle ambizioni di Montezemolo e forse Della Valle avrebbe voluto che il Cavaliere lasciasse il campo a Luca o forse, più semplicemente, si era convinto che il tempo per l’ex premier fosse scaduto. Finì quasi a male parole, perché quando le canta il signor Tod’s non le misura. Ne sa qualcosa Renzi, che all’inizio pareva stargli simpatico, ma poi è stato degradato a fanfarone.

Ora Della Valle dice che bisogna rottamare il rottamatore e fare un nuovo governo e perciò tutti gli addebitano mire politiche. I ben informati addirittura assicurano che abbia già fondato un movimento pronto all’uso. Lui nega e dice che ha solo costituito una società per aiutare persone in difficoltà e che non ha nessun tornaconto se non quello di dare una mano, un po’ come ha fatto e sta facendo col Colosseo. L’uomo è furbo e se ha mire politiche di certo non va a raccontarlo ai giornali, almeno fino a che non è ora di raccontarlo. Di sicuro però c’è una cosa ed è la determinazione del tipo. Se si è messo in testa una cosa, difficilmente tornerà indietro. E in questo riporta alla somiglianza con il Cavaliere. Come lui si è fatto da solo. Come lui è fuori dall’establishment e dai circoli che contano. Come lui non si dimentica da dove è partito e dove vuole arrivare. Alla fine, per un’area moderata in cerca d’autore, e soprattutto d’interprete, Della Valle potrebbe essere la soluzione. Non è giovane, ma qualche idea giovane ce l’ha. E soprattutto ha capito prima di altri che non basta essere giovani per fare il presidente del Consiglio. Bisogna anche saper fare qualcosa.

Maurizio Belpietro
maurizio.belpietro@liberoquotidiano.it
@BelpietroTweet

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Commenti all'articolo

  • g.trimboli

    15 Agosto 2015 - 22:10

    Ben venga Della Valle e' sempre una persona che ha creato qualcosa di utile alla nazione e non come i ns.politici incapaci di carriera che altro non sanno fare !

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  • virginio.maggioni

    20 Luglio 2015 - 19:07

    Oltre al partito dei 5 stelle, penso che Della Valle sia l'unica persona persona in grado di affondare Renzi. Altre non ne trovo che abbiano il carisma necessario per vincere contro il burattinaio in una competizione elettorale.

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  • pastello

    20 Luglio 2015 - 15:03

    Un buco nell'acqua. La coppia Salvini-Grillo è imbattibile.

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  • eziocanti

    06 Luglio 2015 - 09:09

    E' sicuramente un uomo che ci sa fare e non è il tipo che si genuflette al cospetto della Merkel, al contrario del fanfarone venditore di pentole; se fondasse un partito che proponesse un programma serio e a difesa degli interessi della popolazione italiana, potrei anche votarlo. Ez.

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