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L'opinione

Mario Sechi mette sotto la lente d'ingrandimento Renzi e la sua politica: un errore dopo l'altro.

Mario Sechi mette sotto la lente d'ingrandimento Renzi e la sua politica: un errore dopo l'altro.

Un ritratto di Matteo Renzi fatto di parole, attraverso le sue scelte sbagliate, i suoi errori di percorso e le possibilità di redenzione è quello che emerge dalle considerazioni del giornalista Mario Sechi, in un'intervista al quotidiano Italia oggi a cura di Goffredo Pistelli.

Il quadro Renzi - Sechi sostiene che le vicende politiche delle ultime settimane abbiano in parte compromesso la posizione e la credibilità del presidente del consiglio Matteo Renzi. Nell'occhio del ciclone ci sono le elezioni regionali, che si sono concluse con l'ulteriore ridimensionamento del numero di regioni targate Partito democratico nel nord Italia. In quelle ore Renzi sarebbe stato protagonista di uno scatto che lo vede giocare alla Playstation con Matteo Orfini, quasi che si disinteressasse totalmente dell'evolversi della situazione; e clamorosa è stata anche la sua totale assenza sulla scena politica il lunedì successivo al voto, quando era in viaggio in Afghanistan. Due passi falsi che hanno segnato, secondo Sechi, la sua figura. E non soltanto per la loro inadeguatezza: la quasi assenza del Pd al nord potrebbe rivelarsi un rischio per il governo. Mario Sechi ipotizza una dinamica di opposizione dei governatori delle regioni settentrionali nei confronti della politica sull'immigrazione: un fronte compatto che Renzi non avrebbe modo di sfondare. "Renzi, da quel momento, ha iniziato un’azione sottotraccia: parla solo quando le cose vanno bene. Per esempio, sulla situazione economica,quando è incerta, manda avanti Pier Carlo Padoan" sostiene Mario Sechi, dipingendo con semplicità l'atteggiamento del premier degli ultimi tempi.

La credibilità - A essere in discussione non sarebbe la sua capacità di leader politico, ma la sua stessa capacità di governo. A testimonianza di ciò ci sarebbero le scelte politiche compiute che lo hanno portato a dare la precedenza alle priorità sbagliate. Mario Sechi afferma che concentrarsi troppo su riforme istituzionali, legge elettorale e riforma della scuola (completamente sbagliata perché non motiva in alcun modo gli insegnanti) gli hanno fatto perdere di vista le esigenze vere del Paese. Disoccupazione e bassa crescita sono la diretta conseguenza dell'assenza di riforme in un momento che le consentiva, caratterizzato da pax finanziaria con basso costo del petrolio e bassi tassi d'interesse). "È sempre Sergio Marchionne, con i petrolieri, a trainare la produzione. Autoveicoli e energie infatti contribuiscono in maniera determinante alla crescita che, senza di loro, non ci sarebbe": ecco la sberla di Sechi. Il giornalista non tralascia di prendere in analisi anche la situazione politica dell'Italia in Europa: perenne escluso dall'asse Berlino-Parigi, Renzi sembra correre dietro ai voleri di Merkel e Hollande senza mai riuscire a raggiungerli e a giocare un ruolo attivo al gioco europeo. Sbagliate le decisioni di Renzi anche nello scegliere le figure da mandare ai tavoli di trattative: Mario Sechi afferma che Enrico Letta sarebbe stato una figura decisamente migliore rispetto a quella di Gentiloni nei panni di Ministro degli esteri, e che il collocamento della Mogherini come rappresentante dell'Unione per gli affari esteri sta dimostrando tutta la sua debolezza: mai nulla è stato a guida italiana in Ue negli ultimi mesi. E poi gli stessi voltagabbana di Renzi: prima vede in Tsipras un capo di stato con cui dialogare, poi seguendo il Merkel-volere lo ha bocciato senza se e senza ma. Una bella botta per la sua credibilità.

Il riscatto - L'unica possibilità di redenzione per un Renzi che sembra non azzeccarne una? Una riforma fiscale vera, che sia in grado di ridare fiducia ai lavoratori e agli imprenditori, che dia loro gli strumenti per far ripartire l'Italia attraverso il lavoro. "Il premier si riconcili coi ceti produttivi, non li lasci alla rabbia della Lega, Forza Italia e anche del M5s" conclude Mario Sechi. Un proposito che è politico, economico e morale insieme. Niente più play station finché non fai i compiti.

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Commenti all'articolo

  • corto lirazza

    20 Luglio 2015 - 22:10

    mario sechi, dopo che ti sei imbarcato nel loden del professorone, ma non ti vergogni a fare delle previsioni politiche? Sta zètt....

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  • lorenzovan

    12 Luglio 2015 - 22:10

    io invece direi che e' sechi vche non ne imbrocca una...negli ultimi cinque anni...mai una volta che ci abbia preso...ma continua imperterrito a fare il sapientone...,ma sapientone de che'?

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    • EhEhEh

      20 Luglio 2015 - 18:06

      Non imbrocchera' mai una forse..ma su una cosa ha rragione Renzi e' un incapace ed un inadeguato...non per tutti naturalmenete di rimba come lui ce ne sono anche qua a scrivere e difendere wanna marchi ops Renzi

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  • giacomino2010

    12 Luglio 2015 - 18:06

    se invece di regalare 80 euro a chi uno stipendio lo aveva gia' avesse fatto un passetto verso il reddito di cittadinanza o un indennita' per i disoccupati senza reddito (soprattutto verso gli over 60 disoccupati che non hanno genitori che li aiutano)forse avrebbe guadagnato qualcosa

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  • Gaudy55

    12 Luglio 2015 - 18:06

    Ma come un giornalista può fare un'analisi così scadente? voi pensate che la gente sia meno intelligente di voi, questo è il vostro limite giornalistico....vi ergete a sapientoni su un piedistallo che qualche talk show vi ha consacrato a grande giornalista....no caro Mario Secchi, questa Italia che volete indignata per la play station o qualche uscita cazzara e fuorviante. Renzi è come Letta...

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