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Il nuovo partito di Denis Verdini: quali parlamentari aderiscono ad Azione liberale

Denis Verdini


La pattuglia dell'ex coordinare di Forza Italia, Denis Verdini, si sta facendo ogni giorno più corposa. Anzi aumenta la curiosità tra i parlamentari ancora forzisti che sondano e valutano un possibile ingresso nel gruppo dei Verdiniani Responsabili, sempre più lanciato verso la trasformazione in un nuovo partito che di fatto entrerà in maggioranza per dare appoggio alla maggioranza di Matteo Renzi. Il nome ci sarebbe già, voci insistenti parlano di Azione liberale, ma sarà inevitabile che anche in questo caso non sarà facile evitare beghe legali sulla proprietà del nome, così come si ventilava per il mai nato partito Repubblicano.

Indecisi - Alla conta dei nuovi gruppi scissionisti da Forza Italia rientrano singoli parlamentari leghisti come la Bellot e Bisinella che però, secondo quanto riporta Il Tempo, sarebbero più convinti a scegliere i Conservatori riformisti di Raffaele Fitto, seguendo gli ordini di scuderia del loro ispiratore Flavio Tosi. C'è poi un nutrito gruppo di deputati e senatori che per ora preferiscono rimanere nell'anonimato, almeno finché il salto dal partito di Silvio Berlusconi alla maggioranza renziana non sia un momento ineluttabile. Tra gli indecisi ma favorevoli alle riforme renziane ci sono Domenico Auricchio e Antonio Caridi.

Chi c'è già - C'è poi il manipolo di parlamentari dati già per verdiniani di fatto. Tra loro gli ex fittiani Vincenzo D'anna, Eva Longo e Ciro Falanga. E c'è poi il sostegno di altri deputati meridionali come Giuseppe Ruvolo, Antonio Scavone, Giuseppe Compganone e Riccardo Villa. I certissimi sono quelli storicamente fedeli a Verdini come Riccardo Conti e Riccardo Mazzoni, Giovanni Mauro e l'ex socialista Lucio Barani.

I tempi - Quando potrà nascere il gruppo dei verdiniani è ancora tutto da capire. In tanti vorrebbero evitare la coincidenza con il rinnovo delle commissioni: sarebbe fin troppo facile per chi rimane in Forza Italia accusare i transfughi di aver lasciato il partito in cambio di poltrone. Si pensa quindi a settembre, al rientro dalle vacanze, quando magari anche l'attenzione mediatica potrà essere più alta.

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Commenti all'articolo

  • uomoragno

    21 Luglio 2015 - 16:04

    Solo gli ottenebrati dal servilismo più bieco non si rendono conto che il problema è solamente la presenza del condannato pluri inquisito è pluri salvato dalle sue stesse leggi ad personam Buttatelo fuori finché siete in tempo o il patetico " inceronato " capellone affonderà la destra italiana

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  • verbavolant

    15 Luglio 2015 - 16:04

    Toh, un articolo su B. e il suo entourage. Non si puo' negare che detenga molti records. Uno su tutti: Berlusconi vs Resto d'Italia, come minimo 20 milioni di opinioni, inchieste e commenti contro al massimo un paio di migliaia degli altri mille protagonisti nazionali e internazionali politici e non. Dopo 2000 anni Gesu' Cristo si è dimostrato una schiappa. :-D

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  • VELEGGIANDO

    15 Luglio 2015 - 11:11

    Ma perche' quando un parlamentare, che e' stato mandato in parlamento dal popolo a rappresentare un partito , quando decide di uscire dal partito non esce anche dal parlamento? Non riesco proprio a capirlo. Se non e' piu' d'accordo si rifaccia votare dal popolo. Ma la poltrona e' piu' redditizia.

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  • paolo44

    15 Luglio 2015 - 10:10

    La vergogna è ormai infinita. possibile che nessuno dica chiaro che le nuove elezioni sono un imperativo categorico? Questi ciarlatani vanno avanti a colpi di tradimenti, mirati solo a perpetuare il "posto" in parlamento. Tutti se ne infischiano, dell'immigrazione nessuno parla più. L'Italia è in ginocchio, il Presidente deve intervenire, altrimenti si chieda l'impichment.

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