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Lo scenario

Governo, Matteo Renzi cerca voti per la riforma del Senato: "Farò di tutto"

Governo, Matteo Renzi cerca voti per la riforma del Senato: "Farò di tutto"

Le sorti della tanto agognata riforma costituzionale del Senato sono in bilico e Matteo Renzi inizia a farsi i conti in tasca (o meglio, in aula) su quanti e quali voti poter fare affidamento. A fronte di un premier che si dichiara (da Riotta su Rai3) pronto a tutto per ottenere il sostegno dell'intero Pd nell'affrontare questo importante passo, c'è la consapevolezza dell'esiguità del sostegno che gli riserva il suo stesso partito, e che si guarda intorno e non si preclude alcun possibile appoggio con passi falsi o parole forti.

La situazione - Come scriveva Ugo Magri sulla Stampa, il premier prende (sotto voce) le distanze da Denis Verdini, esponente di Forza Italia che nei giorni scorsi ha annunciato il suo prossimo distacco dal partito di Berlusconi per approdare a un nuovo partito da lui guidato, che si chiamerà probabilmente Azione liberale. Di questo partito faranno parte oltre ai verdiniani che per il momento si contano in numero di tredici, molti dei seguaci di Nicola Cosentino, l'ex sottosegretario all'economia del governo Berlusconi, in carcere da più di un anno per i suoi rapporti con il clan dei Casalesi. Nei giorni scorsi il terremoto Camorra ha falciato Carlo Sarro, deputato di Forza Italia molto vicino a Verdini. Renzi, dicevamo, nei giorni scorsi ha preso timidamente le distanze dal gruppo Verdini, senza alzare la voce: quei tredici voti -forse quindici- in Senato, dove l'appoggio Pd è più risicato, potrebbero essere determinanti per l'approvazione della riforma. Verdini, di contro, sembra ben disposto a sostenere Renzi e la sua causa, e sicuramente non sarà il Matteo nazionale a dirgli "no, grazie" né con le parole né con i fatti. L'importante per Renzi è uscire pulito da ogni possibile combutta, ovvero fare in modo che nessuno attribuisca le sue vittorie in aula ai voti dei fuoriusciti di Forza Italia. In parole povere se i voti ci saranno, saranno ben accetti, ma non sarà stato lui a elemosinarli con un Nazareno II la vendetta. Renzi si copre le spalle, rispondendo con un "non ci penso proprio, nemmeno morto" lanciato prima di partire per l'Etiopia, in risposta alla possibilità che gli azzurri di Forza Italia vengano ricompensati con poltrone e incarichi di governo in un futuro rimpasto. Berlusconi in queste ore cerca infatti di capire se in cambio dell'appoggio dei membri del suo partito alle riforme chieste da Renzi, questi sia disponibile a cambiare la legge elettorale sul premio di maggioranza. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono insomma. Ma la dottrina di Renzi sembra essere l'understatement. Rigorosamente a bassa voce.

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Commenti all'articolo

  • COUNSELOR

    17 Luglio 2015 - 19:07

    Per continuare con i provvedimenti nefandezza, il governo Renzi ha bisogno di gente senza scrupoli che abbia il coraggio di sottoscriverli. Gente come Verdini e soci traditori.

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  • cane sciolto

    17 Luglio 2015 - 18:06

    E bisogna vedere se Ventola ci sta con Renzi dopo tutte le parole dette da Ventola a Renzi, anche se ben dette, penso che Ventola non sia stupido di fare un alleanza con un venditore di fumo a colori, e non vuole sentirsi dire Niki stai sereno, attenzione Niki che questo vende solo fumo.

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  • pino&pino

    17 Luglio 2015 - 18:06

    Evitare Berlusconi e Verdini è un dovere morale e civile.

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