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Silvio Berlusconi prepara il nuovo partito di under 40: si chiamerà l'Altra Italia

Silvio Berlusconi prepara il nuovo partito di under 40: si chiamerà l'Altra Italia

Il progetto di un nuovo partito è nell'aria da mesi. Silvio Berlusconi ci sta pensando da tempo, per quanto sul nome rimanga tutto top secret. Diverse settimane fa sembrava dovesse chiamarsi partito Repubblicano, un po' all'americana, oggi spunta una nuova edizione con l'idea L'Altra Italia, rilanciata dal quotidiano Repubblica e neanche tanto smentito dallo stesso ex premier. Davanti agli amministratori di Forza Italia questa mattina a Roma, Berlusconi ha confermato: "Chiamatela Altra Italia o come volete voi, non ci saranno politici di professione, ma solo persone che vengono dalla vita vera". Non proprio una rottamazione di Forza Italia, ma una sorta di aggiornamento, un ampliamento che punti a riconquistare: "Quei 29 milioni di italiani delusi e astenuti dell'elettorato moderato, visto che i voti della sinistra sono militarizzati".

Il sondaggio - La scelta del nome non sarebbe stata proprio casuale. Per quanto richiami lontanamente L'Altra Europa con Tsipras di vendoliana memoria, la scelta del Cav viene dopo aver letto i numeri impietosi dei sondaggi di Alessandra Ghisleri sulla fiducia nei partiti al minimo storico: solo il 3% degli italiani si fida ancora di loro. Berlusconi sa di mantenere ancora un'appeal sull'elettorato moderato, di sicuro superiore al resto dell'attuale classe politica di area. Il nuovo nome è stato già sottoposto al gradimento dei focus group, promosso. Lo scouting su tutto il territorio nazionale sarebbe già partito a caccia di facce nuove, magari under 40 con un profilo serio e affidabile. Un nuovo 1994, ma senza gli agenti di Publitalia.

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Commenti all'articolo

  • tingen

    20 Luglio 2015 - 09:09

    A 80 anni Berlusconi vuole fare un partinto per giovani: al ridicolo non c'è fine.

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  • morello

    20 Luglio 2015 - 07:07

    Berlusconi continua a parlare di forma e maquillage di partito e mai di politica. Cominci a dire come ridurrebbe le spese ed il debito pubblico. Successivamente ( e solo successivamente) le tase partendo da quelle sul lavoro non certo da quelle sulla casa (che, tra l'altro , verrebbero subito vanificate da interventi di amministratori locali )

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