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La nuova Rai

Riforma Rai, totonomi per la presidenza di viale Mazzini: spunta il nome di Giovanni Minoli

Giovanni Minoli

Saltato il tentativo di rendere la riforma della Rai incostituzionale, le opposizioni in Parlamento sono passate alla guerriglia del totonomi. La maggioranza di Matteo Renzi ormai è certa di portare a casa la nuova governance del Servizio pubblico, anzi i tempi sembrerebbero così spediti da permettere le prossime nomine anche prima che le ferie facciano abbassare la saracinesca ai lavori parlamentari. Da una parte c'è il presidente della commissione di Vigilanza, il grillino Roberto Fico, che secondo il Giornale rimane scettico che tutto vada a segno secondo le speranze renziane. Dall'altra, più a sinistra, ci sono quelli di Sel sul piede di guerra che, agitando al vento la libertà costituzionale di espressione, avanzano nomi propri un po' per infastidire il premier, un po' per provare a mettere un bel cappello sulla prossima dirigenza di viale Mazzini.

I nomi - Con la riforma renziana della legge Gasparri, sia l'amministratore delegato che il presidente della Rai potranno godere di poteri ben più ampi di chi li ha preceduti. La scelta dei nomi dovrà quindi passare da un accorto lavorìo selettivo attraverso nomi ritenuti per il governo affidabili. E in questo scenario sembra quasi un blitz il lancio sul tappeto di un nome che piace molto a Sel, ma potrebbe non dispiacere del tutto la maggioranza. Per la presidenza Rai circola il nome del giornalista Giovanni Minoli, messo in pensione due anni fa dall'attuale Ad Luigi Gubitosi e prontissimo a tornare in viale Mazzini con il bastone del comando nelle mani. La presidenza nella nuova Rai avrà un ruolo più di garante, a fare da contrappeso al più potente amministratore delegato. Per quest'ultimo ruolo i nomi sussurrati nei corridoi sono quelli di manager della tv o del parastato molto graditi al premier, come ad esempio Marinella Soldi, oggi direttore generale di Discovery, oppure come Patrizia Greco, al momento alla presidenza dell'Enel.

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Commenti all'articolo

  • tommaso43

    30 Luglio 2015 - 17:05

    Per essere un servizio libero e pubblico,devono uscire tutti i partiti dalla Rai. Il canone, lo potrei capire,(vedi mediaset)se non trasmettessero le pubblicità,e comunque e molto alto!

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  • allianz

    17 Luglio 2015 - 14:02

    Ma che nuova rai...40 anni della stessa musica.Cambiano le orchestre ma le note sono sempre le stesse.

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  • pinodipino

    17 Luglio 2015 - 12:12

    Marinella Soldi e Patrizia Greco due Komuniste da sempre . E Giovanni Minoli socialista dell'era Craxi il quale a sua volta era fraterno amico di Berlusconi. Vergogna tutti Komunisti !!!!!!

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  • danib

    17 Luglio 2015 - 12:12

    Ma non si potrebbe chiuderla? Tanto come servizio pubblico fa schifo. Ma come Servizio Poltrone Politici è al top!!! La Sinistra .... la porterá a casa? E chissene... oramai è assuefatta allo schifo!

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