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L'intervista

Mara Carfagna: "Un Patto bipartisan sui diritti degli omosessuali"

Mara Carfagna: "Un Patto bipartisan sui diritti degli omosessuali"

“Non è un pronunciamento che mi stupisce, così come non dovrebbe stupire nessuno tra coloro che fanno politica. E' chiaro almeno da un quinquiennio che è necessario fare qualcosa e da allora dico che bisogna trovare un buon compromesso”. La Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia per l'assenza di una regolamentazione delle unioni civili, Mara Carfagna, già ministro per le Pari Opportunità e oggi portavoce dei deputati di Forza Italia, non sembra per niente presa alla sprovvista.

Onorevole Carfagna, la Corte europea dei diritti umani sostiene che il nostro Paese dovrebbe introdurre  "un'unione civile o una partnership registrata”, che questo sarebbe il “modo più adeguato per riconoscere legalmente le coppie dello stesso sesso”. E’ d’accordo?
“Partiamo da un presupposto: le coppie omosessuali sono una realtà già ampiamente presente nella nostra società, il compito che la politica ha ora è quello di regolamentarle, definendo diritti, doveri e responsabilità. Da anni sostengo che la politica debba assumersi le sue responsabilità, ora la sentenza di Strasburgo ci obbliga a recuperare il tempo perduto”.

Forza Italia ha creato un Dipartimento che si occupa di diritti, che linea terrete in Parlamento, se mai arriverà una proposta del Pd?
“In Forza Italia, come dentro al Pd e buona parte degli altri partiti, ci sono sensibilità diverse; noi stiamo lavorando proprio per trovare una sintesi positiva, tutti animati da spirito costruttivo. La questione ora è scrivere una buona legge”.

Lei, Stefania Prestigiacomo ed altri avete già votato a favore di leggi come, per esempio, quella contro l’omofobia, ma un pezzo del suo partito sembra decisamente contrario alle unioni civili.
“E’ vero, ma qualche mese fa ho depositato una proposta di legge volta alla regolamentazione delle unioni civili che ha riscontrato l’adesione di  38 colleghi del gruppo parlamentare. Credo che questo sia il segnale di una apertura nei confronti di questi temi, fermo restando che su un argomento come questo tutte le opinioni hanno e avranno sempre cittadinanza e rispetto dentro al partito”.

Il ricorso a Strasburgo è stato presentato dal presidente di Gaylib, Enrico Oliari, associazione vicina al centrodestra.  
“Con lui, con il segretario Daniele Priori, così come con tutte le altre associazioni, abbiamo collaborato in passato, specie nella realizzazione della prima campagna di comunicazione istituzionale contro l’omofobia. Io penso sia sbagliato fare sì che siano i magistrati, ovunque essi siano, a fare le leggi, ma se serviva una sveglia al mondo politico…beh, la sveglia è arrivata”.

Lei chiede “una buona legge” per le unioni civili: che tipo di legge ha in mente?
“Fi ha tre punti fermi: niente parificazione col matrimonio, valenza solo per le coppie omosessuali e niente adozioni. Sul resto siamo pronti a discutere di tutto. Bisogna farlo superando i paletti ideologici e gli estremismi da tutte le parti politiche; la prima cosa che ho fatto, appena si è insediato il Dipartimento per i diritti civili, è stato confrontarmi col sottosegretario alla presidenza del consiglio ed ex presidente del Pd, Ivan Scalfarotto”.

Il famoso “Nazareno dei diritti”?
“Non chiamiamolo Nazareno, perché quel nome ha portato male. Su questi temi la politica ha però il dovere di collaborare, dialogare e cooperare, senza strumentalizzazioni a fini elettorali ed evitando di solleticare la pancia di un elettorato piuttosto che di un altro, ma avendo presente che parliamo di diritti della persona e che non può essere nè la magistratura nè l'Europa a colmare quello che ormai è diventato un evidente vuoto normativo. Mettiamo da parte le guerre ideologiche e lavoriamo rapidamente per trovare la migliore sintesi possibile cosi' da poter riconoscere diritti e doveri a chi ancora oggi, nel 2015, in Italia non ne ha”.

A proposito di unioni civili, lei ha rilasciato una intervista nella quale parla molto di sé, cosa piuttosto rara. Che è successo?
“Mi hanno fatto delle domande esattamente come sta facendo lei ed ho risposto, accettando di parlare della mia vita e non soltanto di politica”.

Al settimanale diretto da Alfonso Signorini ha confidato di avere un desiderio di maternità.
“No, non ho mai pronunciato quella frase. Non uso parlare in pubblico di questi argomenti così privati, personali: sono affari miei, tutto lì. Avranno avuto bisogno di un titolo; è spiacevole, ma succede anche questo”.

Paolo Emilio Russo

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Commenti all'articolo

  • tontolomeo baschetti

    22 Luglio 2015 - 13:01

    Vai a lavorare, è ora.

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  • Anna 17

    Anna 17

    22 Luglio 2015 - 12:12

    Un patto bipartisan sui diritti degli omosessuali? Ma va, Mara, vai in fondo a destra c'è il tuo ufficio è contrassegnato con un doppio 0.

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