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L'altra verità

Giancarlo Galan si sfoga: "Sono stato abbandonato da tutti. Forza Italia? Omissis"

Giancarlo Galan si sfoga: "Sono stato abbandonato da tutti. Forza Italia? Omissis"

Giancarlo Galan si sfoga. Contro il suo partito, contro la politica, contro la condanna ricevuta. L'ex governatore del Veneto cessa oggi di essere il presidente di Commissione Cultura della Camera, cui era a capo nonostante la condanna per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sul Mose, e allontanatosi definitivamente dalla politica, racconta la sua verità in un'intervista al Corriere della Sera.

L'accusa - Giancarlo Galan viene indagato con l'accusa di corruzione per aver preso delle tangenti sul Mose, l'opera di ingegneria civile ancora in fase di realizzazione che dovrebbe difendere Venezia dalla prepotenza dell'acqua alta. Lui si è sempre dichiarato innocente, ma dopo la sentenza arriva a patteggiare una pena di due anni e dieci mesi agli arresti domiciliari. Galan denuncia di non essere mai stato interrogato, recrimina ai giudici che lo hanno condannato di non aver mai ascoltato la sua verità. La sua versione in merito al presunto possesso di quote di una società legata al Mose e all'utilizzo di denaro illecito per la ristrutturazione della sua casa. "Tutto falso. Quelle quote non sono mie. La costruzione della mia casa la fanno risalire agli anni dal 2008 al 2011, ma io già ci abito dal 2006, e spero davvero che si celebri il processo che vede imputato l'architetto che curò i lavori, così verrà fuori la verità. Infine, sullo stipendio da un milione: nessuno dice di avermelo portato, nessuno di avermelo dato, non ci sono tracce, nulla. E poi mancherebbe l'interesse ad agire: perché il Consorzio Venezia Nuova avrebbe dovuto pagarmi se nessun atto del Mose dipendeva da delibere o poteri della Regione?" protesta Galan.

Il patteggiamento - Ma se davvero innocente, perché non aspettare che la giustizia faccia il suo corso e invece patteggiare la pena? L'ex governatore del Veneto dichiara di esser sceso a compromessi con la giustizia per i due mesi trascorsi nel carcere di Opera, nel quale venne rinchiuso perché si temeva che reiterasse il reato. Venti chili persi per la sofferenza di essere in galera, una gamba fratturata e una trombosi venosa profonda, avrebbero reso il carcere insopportabile a Galan. Molto meglio scontare la pena ai domiciliari nella villa ristrutturata dall'architetto truffaldino.

Il partito - Galan denuncia il vuoto che gli si è creato intorno con l'avvio dell'inchiesta, e soprattutto con la condanna. Nessun appoggio dai membri del partito di Forza Italia di cui faceva parte, una solitudine che, afferma, gli avrebbe fatto capire quanto brutta e meschina possa essere la politica. Nemmeno Berlusconi ha trovato il modo di ricambiare i trent'anni di vita che Galan conferma di aver passato al suo fianco: "Diciamo che spero di sentirlo più vicino...". Spariti tutti insomma, o quasi. L'ex numero uno del Veneto ammette che sono pochissimi i nomi del suo partito ad avergli manifestato la loro solidarietà. Partito che comunque non sarà più il suo: Galan annuncia convinto e irremovibile che "mai, mai, mai per nessun motivo" tornerà a fare politica. In ogni caso Giancarlo Galan promette di chiedere la revisione del processo, magari per riuscire a scrollarsi un po' di fango di dosso e smettere di annaspare nell'acqua alta.

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Commenti all'articolo

  • ghinoditacco2

    23 Luglio 2015 - 18:06

    Si ripagherà dell'isolamento che lamenta con tutti i soldi extra (per non dire altro) che ha intascato. Lo si dovrebbe proporre per fargli assegnare una medaglia, un premio ulteriore, non saprei. Ma dico, un pò di dignità non la imparano, questi soggetti? E non è una questione di colore politico, perchè mi pare di poter dire che se Sparta piange, Atene, certo, non ride.

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  • Markantonio

    23 Luglio 2015 - 12:12

    Ma per favore!! Un pò di dignità e decenza. Altro che ridicolo patteggiamento, un Governatore, un Ministro che ruba dovrebbe essere incriminato anche per Alto Tadimento (visto che ha giurato sulla Costituzione davanti al Presidente della Repubblica) e poi, non essendo più possibile fucilarlo nella schiena, andrebbe condannato almeno a 40 anni di carcere duro.

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  • opinione-critica

    22 Luglio 2015 - 23:11

    Galan ha motivo di lamentarsi, tuttavia, rispetto ai sopprusi subiti da Berlusconi, sono poca cosa.

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