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Lo scenario

Verdini appoggia il governo, Matteo Renzi: "Un problema". Minoranza Pd furiosa

Verdini appoggia il governo, Matteo Renzi: "Un problema". Minoranza Pd furiosa

La "patata bollente" di Denis Verdini, per dirla con le parole sarcastiche di Silvio Berlusconi, ora è finita nelle mani di Matteo Renzi. L'addio a Forza Italia del fiorentino e il sostegno annunciato del suo manipolo di "responsabili" al governo mette in evidente imbarazzo il premier, soprattutto sul fronte interno e agli occhi degli elettori del Pd più spostati a sinistra. "Ho sempre frenato rispetto a questa operazione - spiega Renzi al suo staff, secondo la ricostruzione di Repubblica - . Non mi convince e non mi convinceva. Pensavo: più tardi succede, meglio è".

L'imbarazzo di Renzi - La prospettiva ora, con la decina di senatori in aggiunta alla maggioranza, è di un mini-Nazareno depurato, però, dagli aspetti virtuosi della "grossa coalizione" per le riforme: resta, agli occhi di molti, una delle tante manovre di Palazzo con un governo, per di più, che non ha mai ricevuto l'investitura di un voto popolare. E allora Renzi prova a minimizzare prima e rilanciare poi: "Verdini non entra in maggioranza, non entra nel Pd. Il suo gesto può essere strumentalizzato solo da chi vuole sempre alimentare polemiche. Naturalmente, è un guaio se i voti dei verdiniani sono decisivi sui nostri provvedimenti". "Sono un guaio però - e qui il premier prende in contropiede i suoi dissidenti interni - anche i parlamentari del Pd che votano no o escono dall'aula. Lo fanno di continuo".

Pistola carica contro il Pd - Il concetto è semplice: se il Pd sarà unito, "di Verdini ci dimenticheremo in un Amen". Se invece continuerà lo stillicidio di distinguo, critiche e disobbedienze interne, allora il governo politicamente sarà più debole, ma riuscirà comunque a trovare i voti per andare avanti. Questa è la scommessa spericolata di Palazzo Chigi: usare Verdini per depotenziare le minacce dei vari D'Attorre, Bersani, Speranza e Cuperlo. E proprio Gianni si merita l'Oscar per la battuta migliore: "Denis con noi è come Varoufakis vice della Merkel...".

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Commenti all'articolo

  • morello

    24 Luglio 2015 - 15:03

    Verdini non ha mai fatto mancare il suo appoggio all'amico di merenducce. Magari si tratta di una mossa cocordata con Berlusconi i cui interessi personali lo spingono a tenersi sempre buono Renzi. In positivo c'e' che l 'uscita di Verdini ed altri impresentabili ( evito l'insulto ) costituisce un primo passo verso una doverosa, imprescindibile pulizia di un partito scarso di idee politiche e ricco di politici incapaci e inattendibili.

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  • encol

    24 Luglio 2015 - 11:11

    Quelli del PD o meglio dire i vetero PCI,PDS,DS sono disposti a digerire tutto pur di mantenere il cu... incollato al seggiolone. La maggior parte di loro ma direi tutti fuori dal palazzo sarebbero comunque delle nullità ma senza busta paga e questa fa la differenza.

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