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Il prezzo del divorzio

L'addio di Verdini costa a Forza Italia 600mila euro l'anno

L'addio di Verdini costa a Forza Italia 600mila euro l'anno

Dal punto di vista politico l’addio di Denis Verdini è ridimensionato a problema «minore». Silvio Berlusconi è solo «molto dispiaciuto» per la frattura «a livello umano», ma convinto che «non c’è prospettiva» per il suo ex braccio destro. Dal punto di vista economico, invece, gli abbandoni annunciati rischiano di diventare un problema non di poco conto. Il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani, ha già chiesto i conti aggiornati: ogni senatore “vale” 59 mila euro all’anno sotto forma di contributo annuale e di conseguenza la “scissione” a Palazzo Madama creerà un buco nelle casse del gruppo azzurro non irrilevante. È vero che buona parte dei “transfughi” erano già iscritti al gruppo Gal, ma, complessivamente, Verdini potrà mettere a bilancio oltre seicentomila euro.

Poco più di un mese fa un altro “buco” nelle casse del gruppo era stato causato dall’addio di dieci senatori eletti col Pdl, poi transitati per Fi, che avevano seguito Raffaele Fitto dentro Conservatori e riformisti. Non è soltanto la cifra a preoccupare: i contributi ai gruppi parlamentari sono diventati - dopo l’ultima riforma - una delle voci più consistenti per il finanziamento ai partiti e, come è noto, gli azzurri - nonostante la cura di Maria Rosaria Rossi - continuano a non passarsela benissimo. «I numeri per il gruppo ce li ho», ha garantito Verdini al Cavaliere nel pranzo di “addio” a Palazzo Grazioli, e ancora ieri i fedelissimi erano pronti a mettere «la mano sul fuoco».

Il gruppo-cuscinetto che l’ex coordinatore Pdl ha in mente potrebbe nascere grazie all’apporto di Sandro Bondi e Manuela Repetti visto che - giorno dopo giorno - fioccano le smentite e le prese di distanza (ieri quella di Domenico Auricchio). «Partiamo da dieci e non escludiamo di avere dodici senatori», spiffera un fedelissimo, sicuro che ci saranno «sorprese» prima della presentazione di Azione Liberalpopolare martedì. Capogruppo dovrebbe diventare l’ex socialista Lucio Barani, habituè delle commemorazioni ad Hammamet di Bettino Craxi. Se il Cavaliere ha chiamato tutti gli eletti uno ad uno per recuperarli, in qualche caso è riuscito nel suo intento (come con Riccardo Villari), in altri (come l’intero gruppo dei fedelissimi di Nicola Cosentino) ha fallito, ma non si strappa i capelli: ieri si è occupato del nuovo stadio del Milan.

Non nascerà un gruppo alla Camera dove i numeri sono più bassi: Massimo Parisi, Monica Faenzi e l’esperto di numeri Ignazio Abrignani se ne andranno, altri - come Gregorio Fontana - no. Ancora non sanno se si iscriveranno al Misto: il mancato “introito” per il gruppo di Renato Brunetta è stimato in circa 150 mila euro.

Il dimensionamento del gruppo garantirà a detta dell’ex coordinatore Pdl la ricandidatura a tutti. Verdini avrebbe avuto garanzie da Luca Lotti che coloro che aiuteranno il premier a far passare le riforme avranno «diritto di tribuna», cioè saranno ricandidati. Ma dove e come? Il senatore l’ha spiegato così ai fedelissimi: «La sinistra Pd cercherà di far saltare il governo, noi “salveremo” le riforme che abbiamo condiviso fin dall’inizio» e alle Politiche «sosterremo il Partito della Nazione».

Se l’Italicum resterà com’è, dunque, il Pd dovrà “ospitare” i verdiniani nelle sue liste, diversamente i fuoriusciti da Fi creeranno una loro lista (che poi è la specialità di Verdini). I segnali positivi da parte del premier non mancano: «Se Verdini appoggiasse le riforme dimostrerebbe di essere più coerente di Berlusconi e Brunetta», ha tagliato corto Roberto Giachetti, deputato Pd vicinissimo al premier. Ma per un democratico che apprezza, tutta tutta la sinistra Pd va all’attacco: «Le riforme si fanno senza le stampelle di Verdini, Bondi e gli amici di Cosentino», accusa il bersaniano Miguel Gotor. Se molti si «indignano», Gianni Cuperlo se la cava con una battuta: «Verdini nel Pd sarebbe come Varoufakis vice della Merkel; prima che improbabile, altamente irrazionale».

di Paolo Emilio Russo

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Commenti all'articolo

  • ottina

    26 Luglio 2015 - 13:01

    Ah, Silvio Silvio, se solo l'avessi capito 20 anni fa non ti saresti circondato di simili zavorre, tutti ex qualcosa: dc, psi, msi, pci, ccd rtf, cdv, gsp, flini, alf-ano, casini, ed ora verdini e molti altri, tutto fuorché LIBERALI, Invece allora pur di fare numero andava bene tutto. No, non è così e tu avveduto come sei, questo lo avresti dovuto capire.

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  • solerosso34

    26 Luglio 2015 - 08:08

    fan no politica ma di politica non capiscono un cz. possono fare tutti i gruppi che vogliono, ma bondi verdini rapetti e raponi chi li vota!! illusi farete la fine di fini, la vita non vi ha insegnato nulla. asini.

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  • Chry

    26 Luglio 2015 - 07:07

    Chi è causa del suo male pianga se stesso, quest'uomo ha rovinato il paese volete che non riesca a fare lo stesso anche con il suo ennesimo partito, nessuno se lo caga più, annichilito e prossimo all'estinzione

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  • cane sciolto

    26 Luglio 2015 - 00:12

    Se non erro Berlusconi stavolta ci ha azzeccato! meglio soli che male accompagnati, almeno quanto li incontri gli puoi S.......e in F.....a. Tanto prima o poi qualcuno pagherà, e vedrai Presidente che potrai toglierti tanti sassolini dalle scarpe, io non ti ho mai votato e non so se ti voterò, da cane sciolto senza padrone non sono stato mai legato a nessun partito politico,ma ti faccio gli auguri

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