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Dietro le quinte

Marco Pannella ed Emma Bonino, le vere ragioni del litigi: il libro censurato, quelle lettere d'amore e un misterioso coming out

Marco Pannella ed Emma Bonino

All'improvviso esplode la bomba e salta la coppia storica, Emma Bonino e Marco Pannella. Come è noto, il secondo ha attaccato con inaudita ferocia la compagna radicale. Ufficialmente, ragioni di soldi (non versati - o versati, dice lei - al partito) e di "latitanza" di Emma stessa, secondo il grande capo radicale troppo assente. Spiegazioni che però convincono soltanto fino ad un certo punto. Così, VanityFair.it ha provato a fare un po' di luce sulla questione, con un articolo a firma di Francesco Oggiano, che cerca di ricomporre i cocci e di comprendere quali siano le vere ragioni del dissidio. In estrema sintesi: la coppia sarebbe scoppiata per un libro mai pubblicato, per un coming out fantasma e per un'accusa di censura.

Quel libro - A spiegarlo, in principio, è stato proprio Pannella a Massimo Bordin nel consueto confronto radiofonico: "Vi è stato un momento nel quale Emma telefonò a mezza Italia del potere dicendo: Se viene pubblicato questo libro io mi dimetto dal partito". Il leader aggiunge che si trattava di "un libro, in corso di pubblicazione, della corrispondenza con Matteo Angioli e le prefazioni di Carlo Ripa Di Meana e di Angiolo Bandinelli. È successo cinque-sei anni fa. È una cosa che è continuata. Quel libro non è mai uscito". Ma cosa c'era scritto, in quel libro? Ecco, questo è più difficile comprenderlo: Bonino dice di chiederlo a Pannella, e Marco invece risponde di chiederlo ad Emma. Così VanityFair.it ha rintracciato i protagonisti della vicenda, partendo proprio da Matteo Angioli, membro del Consiglio generale dei radicali, ex assistente di Pannella all'Europarlamento: oggi Angioli ha 36 anni e vive a Roma.

"Lettere d'amore" - Angioli, a 22 anni, è un giovane attivista. Nel 2001 si trova in Nuova Zelanda per perfezionare l'inglese, e dal Paese scrive una serie di articoli per il magazine online di politica radicale Disobbedisco. Da lì nasce una intensa attività epistolare con Pannella, entusiasta delle sue email, tanto che decide di sottoporle anche a Carlo Ripa di Meana, che spiega: "Erano vere e proprie parole d'amore. Dissi a Marco che sì, ci poteva stare un libro fatto di comunicazioni autentiche della vita". E ancora: "Erano lettere di un amore elettronico, illazioni tra due innamorati. Non certo testi erotici, non c'era nulla di carnale. Ma quel libro doveva essere una sorta di coming out di Marco", una sorta di anticipazione, dunque, di quanto Pannella svelerà nel 2010, quando intervistato da Chi affermerà di aver amato nella sua vita "cinque o sei uomini".

Decisioni misteriose - Da par suo, Angioli, spiega che "fin da quando sono entrato nel partito c'è stato un tran tran di gossip attorno alla mia figura. Sicuramente - aggiunge - se non avessi avuto l'amore per le idee di questo partito non sarei arrivato a fare quello che ho fatto". Ma con Pannella, e lo conferma il leader radicale in persona, non c'è mai stata alcuna relazione: "Era un rapporto come quello con la Bonino quando eravamo giovani - spiega -. Un'amicizia con un giovane radicale verso il quale nutrivo molta fiducia". In questo contesto, dunque, si pensò all'idea di trasformare davvero quelle lettere in un libro. Quel libro contro il quale, poi, la Bonino si sarebbe opposta, minacciando l'abbandono al partito in caso di pubblicazione. Poi però, del libro, non se ne fece niente: "Marco - spiega Angioli - mi fece sapere che non si sarebbe fatto più niente. Manifestai rincrescimento, ma poi mi arresi. Nessuno mi ha mai chiarito i motivi dell'abbandono del progetto".

L'attacco finale - Resta dunque il giallo: perché la Bonino si oppose? Che cosa c'era scritto, in quel libro e in quelle lettere? Sempre Pannella spiega: "Avrà avuto i suoi riflessi, non tutti razionali. Ha qualche problema psicologico, politico e personale. Quando seppe di questo libro non si capisce perché si scatenò". E ancora: "Telefonò a editori, amici, giornalisti. Spiegava loro che mi aveva chiesto di non pubblicare niente. In caso contrario, sarebbe stata costretta a dimettersi dal partito". Però, infine, resta un ultimo dubbio: come mai proprio Pannella, alfiere della libertà di stampa e di parola, avrebbe coperto per 15 anni questa censura imposta dalla Bonino? E perché questa storia ritorna fuori proprio oggi, per bocca dello stesso Pannella? Che cosa c'entra, nella recente lite, quel misterioso libro?

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Commenti all'articolo

  • brunom

    31 Luglio 2015 - 00:12

    Parassiti nauseanti e schifosi.

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  • afadri

    30 Luglio 2015 - 18:06

    Pannella un esempio di come si fa a stare a galla. Uno sciopero della fame , uno della sete e così via. Risultato. Lui si prende i soldi di quei 4 italiani cretini che lo votano e intanto fa la "bella vita non dando nell'occhio". Come sono imbecilli certi italiani.!

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  • contenextus

    30 Luglio 2015 - 16:04

    Superati. Da ospizio.

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    • blues188

      30 Luglio 2015 - 16:04

      Purtroppo così non è, li stiamo mantetenendo ancora. Ed è gente che mangia bene e mangia tanto.

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