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Alleati preoccupati

Monti, la tattica degli insulti
affonda soltanto Fini e Casini

Il Professore con le sue intemerate sta distruggendo la sua fama di presunto "moderato". Ma a pagare dazio sono soltanto i leader dei "centrini"

Mario Monti

Mario Monti

di Gennaro Malgeri

Come tutti coloro che sono animati dal furore dei neofiti, Mario Monti esagera e si ridicolizza. Le sue intemerate stanno eclissando la fama di «moderato» che lo ha accompagnato fino alla «salita in politica». Mena fendenti, perlopiù a sproposito, a destra e a manca. Nella vana speranza di farsi percepire dall’opinione pubblica come leader alternativo ai due schieramenti principali. Nessuno gli crede, naturalmente. E tutti sono pronti a giurare che, se ce ne sarà bisogno, correrà in aiuto di Bersani dandogli sostegno al Senato. Consapevole di tale «sospetto» che grava su di lui, il Professore si sta regolando di conseguenza.   

Dopo aver lisciato il Pd, definendo addirittura «gloriosa»  la storia del del Pci, sta tentando di smarcarsi dall’accusa di candidato ad esserne la stampella parlamentare. E lo fa con i toni risentiti e le argomentazioni velenose che abbiamo ascoltato. Non diversamente si atteggia nei confronti del centrodestra: il sua antipatia verso il Cavaliere è talmente evidente da risultare perfino volgare, certo non degna di un senatore a vita per di più non direttamente coinvolto nella raccolta dei consensi.

I risultati di tanto smanioso mostrarsi equidistante (ma, in realtà è oggettivamente equivicino alla sinistra, come dimostrano i movimenti filo-Ambrosoli della sua  Scelta civica  in Lombardia) hanno sortito l’encomiabile  effetto di aver oscurato Casini e Fini, i soggetti più irrilevanti di questa campagna elettorale. Bisogna riconoscerlo: è stato il capolavoro del Professore. I dioscuri del centrismo, politici di lungo corso, fagocitati da colui che hanno sostenuto con maggiore vigore ed entusiasmo, hanno dimostrato una cecità che francamente stupisce perfino noi che da tempo ne criticavamo la scarsa visione di prospettiva politica. 

Domenica scorsa, il leader dell’Udc, partito allo stato larvale dopo che si è fatto imporre da Monti esclusioni eccellenti dalle liste, ha dovuto quasi gridarlo che mai e poi mai si aggregherà  al carro di Bersani. La sua alterità al centrosinistra dovrebbe essere naturale, perché, dunque, sottolinearlo con tanta foga? Il motivo c’è. Vedendo la sua forza elettorale scemare, Casini tenta  di recuperare il terreno che Monti gli ha sottratto con la disperazione di chi sa di perdere tutto dopo essersi rovinosamente gettato tra braccia di chi immaginava potesse riportarlo in auge. Fini, per quel che vale - il timore nelle file di Fli è che se Casini non dovesse superare la soglia del 2% risulterebbe il «miglior perdente» e dunque precluderebbe l’ingresso in Parlamento al partitino dei fuoriusciti - se la cava dicendo che lui è disponibile al confronto con Bersani «soltanto» sulle riforme. Una battuta. Figuriamoci se il leader del centrosinistra si misurerebbe con Fini su un terreno che ambisce ad arare con ben altri interlocutori. Monti è il principale presidiando lo schieramento centrista saldamente, ma, temiamo per lui, con pochi elettori.

Da qui l’irritazione del Professore. Gli ultimi sondaggi disponibili (adesso si fanno, ma non si possono pubblicare: quanta democratica ipocrisia) dicono  che il premier uscente vale intorno all’8% ed insieme alle frattaglie della sua coalizione arriva al 12%. Che ci fa? Forse non sarà buono neppure per Bersani che, infatti, messo da parte qualsiasi utilitaristico riguardo, non perde occasione per sbertucciarlo.

È per questo che il premier uscente (e definitivamente uscito, come non credeva potesse accadere, forte del vasto consenso di cui godeva fino allo scorso dicembre) adesso fa la faccia brutta. Ma siamo a Carnevale e la sua è una maschera. Aspettiamo la Quaresima e vediamo che panni indosserà. Gli starebbero bene quelli del penitente che, con il capo cosparso di cenere, riconosce il suo peccato politico più grave: essersi mostrato per quello che non è pur di perpetuare il suo potere, funzione che né a destra né a sinistra gli chiedevano di assumere. Da riserva della Repubblica avrebbe fatto migliore figura, i centristi doc non sarebbero entrati in paranoia e, probabilmente, anche la campagna elettorale sarebbe stata meno concitata priva della sua equivoca posizione politica.

Gli resta il furore, tuttavia. Che per un compassato docente della Bocconi può essere eccitante come i primi turbamenti sessuali di un adolescente.

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Commenti all'articolo

  • lucia elena

    12 Febbraio 2013 - 17:05

    Da che parte arriva?Non riesco nemmeno ad esprimere un pensiero negativo. Appartiene al ceto delle nullità assolute. Senatore a vita? Caro napolitano portatelo via,fate una bella accoppiata,la coppia più negativa che l'Italia abbia mai avuto.Insolente,incapace,voltagabbana. Ieri disse ciò che oggi nega. Oggi ha detto ciò che domani negherà. Si penso che soffra d'invidia ma il popolo italiano è molto superiore a lui capace solo di fare delle grandi brutte figure. Offende se stesso non noi.

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  • lucia elena

    12 Febbraio 2013 - 17:05

    Da che parte arriva?Non riesco nemmeno ad esprimere un pensiero negativo. Appartiene al ceto delle nullità assolute. Senatore a vita? Caro napolitano portatelo via,fate una bella accoppiata,la coppia più negativa che l'Italia abbia mai avuto.Insolente,incapace,voltagabbana. Ieri disse ciò che oggi nega. Oggi ha detto ciò che domani negherà. Si penso che soffra d'invidia ma il popolo italiano è molto superiore a lui capace solo di fare delle grandi brutte figure. Offende se stesso non noi.

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  • gianko

    12 Febbraio 2013 - 13:01

    se fossi costretto a scegliere per gettare dalla torre tra un 'orfano di Stalin' e 'sti baciapile merdosi, salverei lo stalinista (conosco nel mio quartiere alcuni operai, onesti, lavoratori, altruisti, che votano da 50 anni sempre pc ecc.. e alcuni bigotti cattivi come i serpenti.. preferisco i primi di gran lunga migliori sul piano umano)

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  • mammagigi1

    12 Febbraio 2013 - 13:01

    mio padre, per esperienza diretta poveretto, usava dirmi: "guardati da chi va in chiesa ad allungare la lingua, perchè è quello che, appena esce dal duomo, è pronto ad affondarti un pugnale nella schiena. riguardo all'emerito cretino feroce lupo con pelle di agnello che gli copre solo il pistolino , usurpatore monti, non solo ha mosse grifagne ma prende per cretini gli italiani dicendo che 4 miliardi sono entrati con imu, 4 con ici, dimenticando, se non altro, che imu è euro e ici era lira.

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