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Il retroscena

Matteo Renzi e la crisi del Pd: ipotesi voto anticipato

Matteo Renzi visto da Benny

La prova è arrivata giovedì sera al Senato. Il governo è andato sotto.  Un drammatico ko sulla riforma della Rai, con la minoranza del Pd che ha votato con Forza Italia, Lega e Movimento Cinque Stelle. Un asse che apre nuovi scenari politici. Nella conferenza stampa di oggi, dopo il consiglio dei ministri, il premier ha detto che “le divisioni del Pd devono essere gestite dentro il Pd. Se qualcuno vuole fare in altro modo lo dica, ma i numeri ci sono sia al Senato che alla Camera”. Dietro queste parole, però si nasconde una preoccupazione: quella di non riuscire a governare, di non avere i numeri soprattutto in vista degli appuntamenti di settembre per la riforma costituzionale del Senato. Ecco allora che si apre la strada del voto anticipato. Che Renzi può usare sia come carta per fare pressione sui suoi e provare a tenerli insieme o come vera e propria possibilità per uscire dall'impasse. La data giusta potrebbe essere quella del 2016, quando si voterà per il Comune di Roma (per il Pd saran dolori) per Milano e anche per la Sicilia. 

Il piano B - Con la sua minoranza, con un partito così fortemente diviso, Renzi sa che fa fatica ad arrivare al 2018 sperato. Il flop al Senato, tra l’altro, è arrivato proprio il giorno dopo il caso Azzollini quando la minoranza aveva accusato Renzi di non essere capace di dare una linea al gruppo. Ma ieri sono stati proprio loro a rompere le righe. Se il partito resta così scollato, se le divisioni prevalgono sull'esigenza di portare a casa il programma di governo, Renzi non riesce a portare a termine la legislatura. Per questo non è escluso che nei prossimi mesi (da settembre, dopo la pausa estiva che arriva come una manna salvifica) il premier usi l’arma del voto anticipato. Il ragionamento sarà in soldoni questo: se non restiamo uniti, si andrà alle urne.  

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Commenti all'articolo

  • arwen

    01 Agosto 2015 - 10:10

    Renzi nn ha investitura popolare. Ma i migliori ci raccontano che nel nostro ordinamento nn è previsto (quando fa comodo a loro) che il premier sia eletto, siamo, chiosano cn fare dottorale, una repubblica parlamentare. Ebbene, è proprio in parlamento che Renzi perde i pezzi. Pezzi suoi vanno all'opposizione e pezzi di opposizione lo sostengono. Un governo che nn rappresenta nulla se nn il premier

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  • francesco assumma

    01 Agosto 2015 - 02:02

    Desidero segnalare e fare presente a questo " sbruffone premier ", con la dovuta modestia, che non rappresenta neanche il 10% dell'elettorale e raggiunge forse il 15% ca. con i vigliacchi, traditori e.. Le sue dichiarazioni trionfalistiche ( solo le 80 euro il resto jobs act ecc sono nulla ). Le vere riforme dove sono spending-review, provincie, enti inutili e parlamentari e costi in eccesso...

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    • arwen

      01 Agosto 2015 - 11:11

      Vorrei far notare che anche gli 80 euro, non per tutti e non 80 euro per tutti, è una sonora presa per i fondelli.......

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  • cane sciolto

    01 Agosto 2015 - 00:12

    Dico che non ho mai votato Berlusconi, ma nei confronti di Renzi è un Signore, ho votato per 50 anni al PD prima PCI,PDS,DS, visto come andavano gli andazzi dentro il PD c'erano tutti intrallazzatori che pensavano ai ca22i loro e dei propri famigliari, tutti quelli che stavano nel PD ancora oggi hanno, figli, nipoti, fratelli, sorelle, mogli impiegati nei vari punti chiave, questi schifosi l.....

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  • ohmohm

    ohmohm

    31 Luglio 2015 - 23:11

    Speriamo!

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