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Bomba sotto Palazzo Chigi

Pd, Massimo Mucchetti: "Denis Verdini? Darà pieno sostegno al governo quando sarà chiaro il compenso stabilito da Matteo Renzi"

Pd, Massimo Mucchetti:

Ex vicedirettore del Corriere della Sera "prestato" alla politica, eletto ai tempi della non-vittoria di Pier Luigi Bersani, di Matteo Renzi è sempre stato fiero oppositore. Lui è Massimo Mucchetti, esponente di spicco della minoranza Pd, che fa il punto della situazione in un'intervista concessa "in casa", proprio al "suo" Corsera. Si parte dalla riforma Rai, dai 19 senatori democratici che hanno votato con le opposizioni e hanno fatto andare sotto il Pd al Senato: "Nessuna imboscata - taglia corto -. Avevamo già chiarito le nostre riserve nel gruppo e in Commissione". Quando gli si fa notare che ha votato con le truppe berlusconiane non si scompone: "La convergenza va bene se la raggiunge Renzi e va male se la raggiungono gli altri?".

Toscani e contropartite - L'altro tema di questi giorni ha un nome e un cognome: Denis Verdini, la nuovo "Ala" di Renzi, dal nome del neo-gruppo fondato dal toscano ormai ex forzista. Si pensava che i suoi voti avrebbero potuto far reggere Renzi al Senato, eppure al primo voto sulla Rai non sono bastati. Anzi, non sono proprio arrivati (sette assenti, due contrari). E che ne pensa Mucchetti del soccorso verdiniano? Il dissidente sparge sale sulla ferita: "Leggo sul Corriere che su 10 verdiniani solo uno o due hanno votato per la soppressione della delega, gli altri si sono astenuti. Fino a prova contraria, i verdiniani fanno parte dell'opposizione". Poi la frase sibillina, che fa pensare a un patto con misteriosa contropartita: "Un'opposizione che non vota - sottolinea Mucchetti -, aiuta il governo, sia pure a metà. L'altrà metà verranno quando saranno più chiari i compensi".

Al voto, al voto - E sui presunti "compensi" da stabilire - "compensi" che s'intende essere destinati a Verdini e stabiliti da Renzi - però, Mucchetti non si sbottona. Lancia il sasso nello stagno, e chi ha orecchie per intendere intenta. Gli si chiede, poi, se il voto dei dissidenti fosse un "fallo di reazione" per il no all'arresto di Azzollini: "No - risponde secco -. Io ho votato contro gli arresti domiciliari. Semmai è il vertice del Pd, un giorno giustizialista e l'altro no". Per ultima, la sfida finale al premier nonché segretario del suo (?) partito: "Si parla di elezioni? Nessuna paura, chi le minaccia, salga al Colle e le chieda invece di fare melina. Ma non credo accadrà: si andrebbe al voto con il Consultellum, distruggendo l'Italicum, la riforma costituzionale, dunque la storia politica ipermaggioritaria di Renzi", conclude.

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Commenti all'articolo

  • pino&pino

    01 Agosto 2015 - 17:05

    blues188 - Mandami il testo di una delle tue, una di quelle che mandavi a Silvio.

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  • arwen

    01 Agosto 2015 - 16:04

    Ma come fa un tizio che fino a ieri, e anzi ancora oggi, insultava B a celebrare Renzi che è, in effetti, la copia aggiornata e peggiore dell'ex cav? Davvero noi italiani ci meritiamo tutto ciò che sta accadendo e anche questa classe dirigente demente e affamata di quattrini e potere. Fintantoché l'italiano generico medio vivrà la politica come puro tifo saremmo nella m@@@a fino al collo.

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  • gabrisan

    gabrisan

    01 Agosto 2015 - 16:04

    Woodcok, nulla da dire? C'è nessuno che le offre false testimonianze in cambio di impunità?

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  • tontolomeo baschetti

    01 Agosto 2015 - 15:03

    Napolionesta - Non ti guardare allo specchio .... semplice.

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