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Il consiglio verde

Gilberto Oneto: "Caro Salvini stai attento, troppi intellettuali non fanno bene"

Gilberto Oneto:

Tutto nasce da alcuni fan siculi di Salvini che hanno proposto Pietrangelo Buttafuoco come candidato alla presidenza della Regione siciliana non appena Crocetta toglierà il disturbo. Sulla vicenda si è avventata con insospettato cipiglio paolotto Giorgia Meloni che ha sentenziato che lo scrittore - da poco trasfiguratosi in Giafar al-Siqilli - non disporrebbe più della necessaria dose di cristianità per il ruolo. Una dose peraltro difficilmente riscontrabile nella larga maggioranza dei politici. La questione sembra essersi ridotta a virtuosismi chirurgici: uno scontro fra il khitan, la circoncisione islamica, (cui forse si è sottoposto Giafar separandosi da un pezzetto cui - si immagina - fosse molto affezionato) e il bisturi del restauro estetico e sbiancante del Servizio Sanitario siciliano di cui lo stesso scrittore ha dato notizia in un recente straordinario pezzo giornalistico.


Ha fatto subito chiarezza proprio il Buttafuoco, che è uomo troppo intelligente per farsi coinvolgere in questioni di cadreghe e glutei, spiegando in una intervista di non avere alcuna intenzione di candidarsi e di non essere comunque candidabile perché - ha detto - «non sono democratico». Una bella lezione di stile e un capolavoro di ironia. Poteva chiuderla lì e invece sbanda sull’accusa di idiozia ai consiglieri leghisti che hanno sabotato il raffazzonato luogo di preghiera islamico al Comune di Torino. Ha detto Buttafuoco: «Nella Lega ci sono pure persone intelligenti. Mi riferisco ai giovani del sito il Talebano, alla rete Mille Patrie, a Terra Insubre, ai tanti giovani che a Roma e nel Sud si sono avvicinati a Salvini e allontanati da quella destra che vorrebbe rappresentare la Meloni. Ecco perché mi attacca, per una partita di politica nazionale». Butta lì alcune cose. Chiarisce che la posizione meloniana rivela il fastidio che certa Destra mostra per la concorrenza salviniana in pascoli elettorali che sono diventati comuni. Poi elenca quelli che ritiene intelligenti ma nella lista solo Terra Insubre è leghista. Tutti gli altri fanno parte di quella strana Destra, cui anche lui fa riferimento, che da qualche tempo bazzica la Lega ma che non ha nulla di leghista. L’ambiguità nasce dall’invenzione (elettoralmente furba) del movimento «Noi con Salvini» che condivide col Carroccio cruciali battaglie contro l’Euro, l’invasione foresta e per la sicurezza. Su tutto il resto - il federalismo, il comunitarismo, l’indipendenza della Padania e lo «scarso amore» per Roma - il sodalizio vive nell’ambiguità: sono temi messi in sordina ma che sono cruciali per la base leghista e fondamentali per l’esistenza stessa del Movimento.


Buttafuoco, abile e capzioso, partecipa all’assalto al Carroccio che sta attuando la Nuova Destra con l’aiuto di intellettuali e professorini, con le devastanti ambiguità dei Tosi e dei Borghezio, e con il silenzio di Salvini. Fin che tutto va elettoralmente bene (anche se il 2,8% in Puglia non è esattamente uno sfolgorante plebiscito) l’ambiguità può essere sostenuta, magari assieme all’indigesto rinnovo di alleanze sgradite alla militanza: ma se sorgeranno difficoltà (non serve la Legge di Murphy: succederà), se si aggraverà la crisi economica e se i nuovi alleati tireranno troppo la corda tricolore, la reazione della base «ignorante e becera» potrebbe essere devastante. Presi dall’entusiasmo di una (troppo) facile vittoria e dalla speranza di trovare spazio, i salviniani di destra si stanno infilando dappertutto nella Lega approfittando della scarsa «intellettualità» della dirigenza. La cosa però comincia a generare reazioni nella militanza, che sarà scarsamente «intellettualizzata» ma che ha le idee chiare e che si trova sempre più a disagio a fianco dei sostenitori di un progetto che è antitetico a quello dello Statuto (e della storia) della Lega. L’idea stessa di avere a che fare con degli «intellettuali» genera pruriti. Nella Lega ci sono sempre state teste pensanti, produttori di idee e gente di ottima cultura, che però ha badato a non ritagliarsi ruoli diversi da quello del militante con specifiche conoscenze: certe figure sono incompatibili con l’anima stessa del Movimento, che preferisce le idee agli ideologi. Non sembrano ancora essersene resi conto i fascio-leghisti che si illudono di avere a che fare con spazi vergini, con un popolo senza guizzi culturali. La Lega è la più perfetta espressione della società padana, che lavora e che fa anche cultura a ottimi livelli ma che non ama i «dottò», le «Eccellenze» e i «prof».

Gilberto Oneto

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Commenti all'articolo

  • Bolinastretta

    04 Agosto 2015 - 11:11

    Basta che continui a comportarsi da cittadino e non da ladrone politico e i consensi continueranno ad arrivare ormai la gente sta capendo e sa fare la distinzione tra il politico faccendiere e poltrona, giacca cravatta e auto blu ecc.ecc. ....e l'uomo comune cittadino, desideroso solo di vivere in un posto migliore!!

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  • lucianaza

    04 Agosto 2015 - 07:07

    io penso che un certo mix culturale a base di storia, filosofia e economia sia indispensabile per portare avanti le idee leghiste. ciò che aiuta la Lega ad argomentare le sue posizioni, anche contro l'invasione islamica, è sopratutto la concretezza storica, dove possiamo riscontrare che tutta Europa si è sviluppata intorno ai piccoli nuclei che erano le Chiese fondate dai cristiani.

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  • oldpeterjazz

    04 Agosto 2015 - 00:12

    Per governare gente normale occorre gente normale. I cervelloni stiano nei salotti a ciancicare tra loro.

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  • gabryvi

    03 Agosto 2015 - 21:09

    Non capisco perché Salvini, da qualche mese, abbia assunto un atteggiamento molto aggressivo, a muso duro. Raccoglierebbe maggiori consensi, se riprendesse un atteggiamento più gentile e rilassato!

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