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Riforma Pubblica amministrazione, le bollette e le multe si pagano via sms

Marianna Madia

"Un altro tassello: approvata la riforma Pa #lavoltabuona un abbraccio agli amici gufi". Matteo Renzi saluta così su Twitter l'approvazione da parte dell'aula del Senato del ddl di deleghe al governo sulla riforma della pubblica amministrazione. 145 senatori favorevoli (i no 97 e nessun astenuto) tutti appartenenti alla maggioranza di governo (contrari le minoranze e anche il nuovo gruppo dei verdiani Ala) che ha così potuto portare a casa la riforma grazie alla presenza in aula delle opposizioni che hanno garantito il numero legale al Senato. 

Il ddl affida al governo una serie di deleghe per la riorganizzazione della pubblica amministrazione su rapporto di lavoro, controlli e ruoli dirigenziali e affida, tra l'altro, un ruolo rafforzato alla presidenza del Consiglio anche nelle scelte di competenza dei singoli ministeri. Il testo prevede anche il riordino delle partecipate e dei servizi pubblici locali e uno spostamento di risorse dal Corpo Forestale dello Stato ai vigili del Fuoco, primo passo verso l'assorbimento della Forestale dal corpo dei Carabinieri (l'opzione più probabile).  "La riforma della Pa è legge. Continua il lavoro sui decreti attuativi", è stato il commento su Twitter il ministro Marianna Madia. Alcuni punti che cambiano nella Pubblica Amministrazione:

1) Trasparenza: accesso libero ai documenti e ai dati della pubblica amministrazione

2) Digitalizzazione: viene introdotta la "carta della cittadinanza digitale", gestita da un dirigente ad hoc e con il Governo delegato a definire il livello minimo di qualità dei servizi online.

3) Bollette elettroniche da pagare con sms. I pagamenti verso la P.A, come bollette e multe, potranno avvenire anche ricorrendo al credito telefonico (ricaricabili o abbonamenti) purché si tratti di micro-somme (presumibilmente sotto 50 euro). Il versamento potrà quindi essere eseguito con un semplice sms.


4) Licenziamenti più facili: quando scatta un'azione disciplinare non si potrà più concludere tutto con un nulla di fatto, la pratica dovrà essere portata a termine senza escludere il licenziamento. Quanto alla diatriba sull'articolo 18, la reintegra resterebbe.


5) Licenziabilità dei vertici: basta incarichi dirigenziali che possano essere ricoperti senza preoccupazione di rimozione. Viene infatti introdotto il criterio della valutazione. Se questa e' negativa, due le possibilità: o lasciare l'amministrazione dello Stato, o accettare di passare da un incarico di dirigente a quello di funzionario. Inoltre viene introdotta la revoca o il divieto dell'incarico in settori esposti al rischio corruzione, quando c'e' una condanna (anche non definitiva) da parte della Corte dei Conti al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.

6) Poteri a Palazzo Chigi: Verranno precisate le funzioni di Palazzo Chigi per il mantenimento dell'unità di indirizzo. Un rafforzamento della collegialità che si ritrova anche nelle nomine di competenza, in modo che le scelte passino per il Cdm. La delega riguarda pure la definizione delle competenze in materia di vigilanza sulle agenzie fiscali (come le Entrate).

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Commenti all'articolo

  • filsta

    05 Agosto 2015 - 10:10

    Vedo che non pubblicate il mio commento. Censurate pure anche voi.....andrete molto lontano!

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    • romamaccio

      05 Agosto 2015 - 11:11

      Concordo in pieno!

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  • filsta

    05 Agosto 2015 - 10:10

    Non capisco come i giornali(o meglio i giornalisti se ancora...ci sono)possano riportare le notizie così come le lancia l'ufficio stampa del governo senza rilevare che tante di queste presunte novità già erano in vigore nella P.A., vedi in particolare quelle sui dirigenti.E' una vergogna!

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  • francocorica

    05 Agosto 2015 - 10:10

    Nulla di sostanziale

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