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Pierluigi il vietcong

Il ricatto di Pierluigi Bersani a Matteo Renzi: il voto della minoranza Pd al Senato in cambio di tre ministeri

6 Agosto 2015

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Pierluigi Bersani con Miguel Gotor

La minoranza del Pd sta preparando l'assalto alla diligenza del governo di Matteo Renzi. L'afa agostana è solo uno degli ingredienti che sta aiutando le fini menti degli strateghi vicini a Pierluigi Bersani per creare sulla testa del premier una cappa insopportabile di aria stantia che lo costringa ad accettare le condizioni dei rivoltosi. Da giorni aleggia l'idea "Vietnam" che i dissidenti Dem vogliono scatenare al Senato, dove sono certi che il premier non ha numeri sufficienti per far passare le riforme costituzionali che ha in mente. A cominciare da quella per il Senato stesso che farà venir meno l'elettività dei senatori. Una novità sgradita a chi occupa oggi un posto a Palazzo Madama, certi che se dovesse passare si ritroverebbero letteralmente per strada.

La minaccia - Rimettere in discussione l'elettività dei senatori vorrebbe dire rimetter mani all'intero impianto della riforma, con tempi più lunghi e premier infuriato. La presidente della commissione Affari costituzionali, Anna Finocchiaro, ha già messo in guardia i compagni di partito: "La scelta di superare il bicameralismo paritario è irreversibile" e se qualcuno vorrà mettersi di traverso, quindi, ne dovrà rispondere in prima persona. Scrive il Giornale che la minoranza Pd non ha preso bene la minaccia della Finocchiaro e con l'aiuto dell'ex ministro Roberto Calderoli si dicono pronti alla guerra con una "bomba atomica da 510 mila emendamenti".

Il ricatto - Che Renzi non abbia una maggioranza granitica al Senato è un dato di fatto, lo sanno bene i dissidenti Dem e con diffusi e costanti messaggi tra le righe stanno facendo capire dove vogliono andare a parare. Al rientro di settembre l'obiettivo sarà solo uno: conquistare nuove caselle all'interno della squadra di governo. La frecciatina è partita dal bersaniano Miguel Gotor, ospite ieri mattina a Omnibus su La7: "C'è un governo che in alcune figure è troppo più devole rispetto a Renzi - ha detto Gotor - Ci sono dei ministeri, come Sviluppo industriale, Istruzione e Ambiente, dove la maggioranza non sta mettendo in campo le migliori figure". Fischiano quindi le orecchie dei ministri Federica Guidi, Stefania Giannini e Gianluca Galletti, che potrebbero così lasciare il posto a personaggi più graditi ai bersaniani con "figure di rilievo di provata capacità". Facile immaginare i nomi, a cominciare proprio dall'ex ministro Bersani, pronti a tornare alla guida di un ministero. Rimane il dubbio su quanto la minoranza Pd possa permettersi di ricattare Renzi, visto che anche uno come Gianni Cuperlo ha sbottato: "Ma sono matti? Così mandano tutto a rotoli".

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Commenti all'articolo

  • Bolinastretta

    07 Agosto 2015 - 09:09

    il rottamatore.... è forse ricattato????'

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  • carlex

    07 Agosto 2015 - 04:04

    Vergognosamente Poltronisti e Schifosamente Sinistri ... Altro che rottamazione del rottamatore renzi dovreste venire tutti dismessi compreso lui, con gogna e Impalati in piazza pubblica.. Inciuciari corrotti collusi e mangiapane a tradimento !!! Classe Politica, Casta di [email protected] tutti quanti, sempre alla ricerca di ministeri e poltrone per arraffare denaro pubblico e fare danno all'italia !!

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  • filder

    06 Agosto 2015 - 22:10

    La guerra fraticida in atto è soltanto motivo di poltrone e così è partita la domanda di spartizione delle vacche .

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