Cerca

Un monito è per sempre

Giorgio Napolitano lancia ancora moniti da Presidente: l'irritazione del Presidente Sergio Mattarella

Giorgio Napolitano lancia ancora moniti da Presidente: l'irritazione del Presidente Sergio Mattarella

Dopo nove anni passati a fare il Capo dello Stato più simile a un sovrano che la storia repubblicana italiana abbia mai conosciuto, deve essere durissima mettersi a fare il senatore e stare al proprio posto. La sensazione che Giorgio Napolitano non viva con serenità la pensione dorata a Palazzo Madama da senatore a vita è sempre più evidente ad ogni esternazione che Re Giorgio regala soprattutto sul suo quotidiano di riferimento, il Corriere della Sera. Una lettura che non è stata piacevolissima per l'attuale inquilino del Quirinale, Sergio Mattarella, che ha dovuto assistere all'emerito Napolitano intervenire nel merito delle questioni politiche sul tavolo in queste settimane.

Moniti - Eppure Napolitano sembrava partito bene, quando in tre uscite del Corriere si era concentrato su massimi sistemi, politica estera, Resistenza e tutto un corollario di argomenti che più o meno si addicono a un ex Capo dello Stato candidato a fare il padre nobile della patria. La quarta pubblicazione sul quotidiano di via Solferino è sembrata un monito fuori tempo massimo. Sottolinea il Fatto quotidiano come nell'ultima esternazione, Re Giorgio è tornato a usare i toni tipici del periodo in cui dettava l'agenda politica con piglio da monarca: "Non si può tornare indietro sulla riforma del Senato - ha detto - la riforma non va stravolta".

Lo stile - Il Presidente Mattarella sembra di un altro pianeta quando, a proposito delle riforme in fase di valutazione in Parlamento, si è schernito: "Io ho le mie opinioni, ma ho il dovere di accantonarle". Napolitano usa invece la sua figura da Presidente emerito rischiando anche di sconfinare dai limiti che il rispetto per le istituzioni gli imporrebbero. Come quando, entrando ancora a gamba tesa sul dibattito parlamentare, ha detto: "modifiche e puntualizzazioni utili e non dirompenti" non devono cedere il passo a "contrapposizioni politiche distruttive e puri artifizi polemici". Il monito presidenziale in questo caso è tutto per la sinistra Dem, ancora riottosa verso le riforme renziane. Altra storia rispetto a Mattarella, che sullo stesso argomento ha chiarito: "Mi auguro che il processo di riforma in itinere vada in porto dopo decenni di tentativi non riusciti. Naturalmente - ha aggiunto - non entro nel merito delle scelte che appartengono soltanto al Parlamento nella sua sovranità".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Vittori0

    11 Agosto 2015 - 12:12

    ...si rinnova il romanzo manzoniano ,riveduto e corretto,l'incontro tra l'Innominato e Don Abbondio...!!

    Report

    Rispondi

  • Vittori0

    11 Agosto 2015 - 12:12

    ...si rinnova il romanzo manzoniano ,riveduto e corretto,l'incontro tra l'Innominato e Don Abbondio...!!

    Report

    Rispondi

  • aiachiaffa

    08 Agosto 2015 - 18:06

    RE Giorgio farebbe bene a tacere!!! Ha già procurato troppi danni all'Italia...

    Report

    Rispondi

  • aquilanera.lb

    08 Agosto 2015 - 13:01

    Napolitano e'un vecchio malato va ricoverato.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog