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Rottamazione flop

Pd, Matteo Renzi rinnova il partito: Bonaccini in ascesa, un posto da vice per la Boschi

Pd, Matteo Renzi rinnova il partito: Bonaccini in ascesa, un posto da vice per la Boschi

Quando il gioco si fa duro, il finto duro Matteo Renzi abbandona ogni velleità di rottamazione, quote rosa e apertura ai giovani per passare all'usato sicuro. L'appuntamento in aula con la riforma del Senato si sta avvicinando e la minoranza Pd scalpita minacciando un giorno sì e l'altro pure di far venir meno il proprio sostegno, in particolare al Senato dove i numeri della maggioranza sono risicatissimi. La segreteria del partito, così com'è strutturata oggi, non dà a Renzi la tranquillità necessaria per tenere tutti a bada, quindi pensa a un bel restyling vintage. Eppure è passato solo un anno dall'ultima iniezione di novità nello staff del segretario Dem. Erano arrivati volti e nomi nuovi, diverse donne, buona parte arrivati con la garanzia di rendere più "plurale", scrive il Fatto quotidiano, il partito, quindi far stare più tranquilli i bersaniani che si sentiva esclusi dalle decisioni.

Pulizia - A settembre più di uno, anzi una, sarà costretta a fare le valigie. La prima indiziata è Valentina Paris, responsabile enti locali dall'azione, secondo i meno maligni, "poco incisiva". C'è poi Sabrina Capozzolo, responsabile agricoltura, Stefania Covello, ex Margherita e un tempo anche Forza Italia, evanescente responsabile per il Mezzogiorno. Le tre donne "nuove" sono state un flop e le voci di corridoio piddine le danno ormai con penne e bloc notes già impacchettati all'ingresso dell'ufficio.

Fedelissimi - Non ci sono solo donne in bilico. A rischiare il posto c'è anche il viceo di Renzi, Lorenzo Guerini che negli ultimi mesi ha messo i piedi più di una volta nella pozzanghera. Lui doveva badare ai casi De Luca, Crisfulli, fino a quello Crocetta. Mediaticamente uno sfacelo per il partito renziano. Guerini aveva anche caldeggiato un suo uomo di fiducia come vicesindaco di Roma, tale Mirko Coratti che è stato poi travolto nell'inchiesta di Mafia Capitale. Uno così sembra fare un danno ad ogni passo, quindi il segretario avrebbe pensato di sostituirlo con l'unica persona di cui forse oggi si fida più di altri: il ministro Maria Elena Boschi, che lancerebbe così la vera scalata al partito per il dopo-Renzi. Nel mezzo però c'è un periodo delicatissimo, con le amministrative del prossimo anno che segneranno inevitabilmente la stabilità del governo. Per quel posto potrebbe tornare l'attuale presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che saprebbe governare di fatto il partito e dire la sua sulle candidature locali in virtù delle ottime relazioni con gli amministratori locali, la fedeltà a Renzi da buon ex bersaniano e i rapporti mai troncati con gli ex amici della Ditta di minoranza.

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Commenti all'articolo

  • VICOVASTO

    19 Settembre 2015 - 19:07

    Per la Boschi ormai non vi sono limiti, potrebbero farla papessa se continua così. Mi spiegate per favore chi è? A vederla sembra una di questo pianeta, belloccia sguardo furbetto....................ma siamo sicuri che se la spogliamo non sia una aliena con attributi particolari o devo pensare che il nostri governanti sono solamente tutti cretini?

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  • encol

    22 Agosto 2015 - 08:08

    Se ne vada pure lui, questo imbroglione da 4 soldi IMPOLTRONATO -

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  • allianz

    20 Agosto 2015 - 22:10

    Amministrative?Si profila un'altra sonora legnata,vista che la prima non l'ha mica capita......Dense nubi si profilano all'orrizzonte foriere di cattivo auspicio.....

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  • arwen

    20 Agosto 2015 - 20:08

    bruno osti, come al solito, nn manchi l'appuntamento cn l'ipocrisia. Iniziamo: le "libere elezioni" sono state tenute cn una legge dichiarata incostituzionale (quindi nulla) dalla suprema Corte. Inoltre, cn il porcellum, si indicava chiaramente chi sarebbe stato il capo del futuro governo e, mi dispiace x te, nn è il ciarlatano. Mi domando che diresti se al governo ci fosse la dx. Basta trincee!

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    • bruno osti

      21 Agosto 2015 - 10:10

      arwen, come al solito anche tu... libere elezioni nel senso che sono state democraticamente organizzate e nessuno ha impedito di votare, come alcuni pisquani insistono nel dire. Democratiche perché si sono svolte nel modo in cui un Parlamento democratico le ha così votate. Il porcellum non prevede l'elezione diretta del Presidente: questa è stata una trova di B. nel mettere la parola sui manifesti

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