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Senato, Matteo Renzi a caccia di cinque senatori per avere la maggioranza a Palazzo Madama

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Senato, Matteo Renzi a caccia di cinque senatori per avere la maggioranza a Palazzo Madama

Se la riforma costituzionale del Senato venisse votata oggi, la sconfitta per il governo di Matteo Renzi sarebbe garantita e brucerebbe per appena cinque voti mancanti. Sono solo 154 i senatori finora favorevoli al testo, dall'altra parte però ce ne sono 162, anche se non sono per niente un blocco granitico. Qualcuno dall'opposizione potrebbe cedere alle lusinghe di Renzi, cambiare casacca o semplicemente concedere il proprio temporaneo sostegno.

La maggioranza - Ad oggi, scrive Repubblica, il Pd può contare su 83 senatori propri, più 35 di Alleanza Popolare (Ncd+Udc) , 15 del gruppo Autonomie (dove c'è anche Giorgio Napolitano), 5 del gruppo Misto (Sandro Bondi e Manuela Repetti, Mario Monti e Benedetto Della Vedova, Salvatore Margiotta), 3 di Gal (Paolo Naccarato, Michelino Davico e Angela D'Onghia). I senatori dem sulla carta sono 112, ma Renzi sa bene che non potrò fare affidamento su almeno 29 di loro, guidati dai dissidenti Corradino Mineo e Felice Casson, che spingono ancora per ripristinare nel testo l'elettività dei senatori.

I salvagente - Cinque voti possono valere un'intera legislatura, per questo i renziani valutano qualsiasi strada possibile per aggiungere massa alla maggioranza traballante di Palazzo Madama. Già qualche dissidente Dem potrebbe ravvedersi e rientrare nei ranghi del segretario. Secondo Repubblica ci sarebbero anche tre ex grillini e anche tre berlusconiani, tra i quali ci sarebbe Francesco Nitto Palma. Non vanno dimenticati i dieci pesantissimi voti nella mani di Denis Verdini, che con gli ex grillini potrebbero votare la riforma del Senato se fosse per esempio introdotto un listino per i consiglieri regionali, così come prevede l'idea del Pd Zanda. Dei senatori a vita inutile anche parlarne: Renzo Piano è un'entità astratta sui banchi di Palazzo Madama, Elena Cattaneo, invece, al primo passaggio del ddl si era astenuta, che al Senato vuol dire votare "no".

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Commenti all'articolo

  • laura_lodigiani

    02 Settembre 2015 - 15:03

    è una pessima riforma , meglio sia bocciata prima che incasini ancor più la politica . non si possono fare riforme come questa senza riformare l'intera struttura della repubblica con l'elezione diretta del capo dello stato in primis!

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  • gregio52

    02 Settembre 2015 - 15:03

    Chi lo salva o pensa di farlo è un traditore della DEMOCRAZIA !!!! pensateci perché non tutti si dimenticheranno di coloro che cambiano continuamente bandiera per comodi propri.

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  • eziocanti

    02 Settembre 2015 - 14:02

    Sicuramente nessun magistrato lo indagherà per compravendita di senatori !!!!!!

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